SAN BENEDETTO DEL TRONTO – A volte un nuovo incarico pastorale non è solo una responsabilità: è una chiamata a rileggere la propria vita, a riaccendere la fede, a rimettersi in cammino. È ciò che sta vivendo don Alfredo Rosati, parroco della comunità della Santissima Annunziata in Porto d’Ascoli, nominato nuovo assistente spirituale diocesano dei Cursillos di Cristianità per la Diocesi di San Benedetto del Tronto – Ripatransone – Montalto. Un ruolo che lo ha portato a riscoprire la forza dell’amicizia, della testimonianza e della fede condivisa. Il suo recente pellegrinaggio Macerata-Loreto è stato anche un modo per “ripensare la mia vita presbiterale come un cammino alla luce di questo nuovo incarico“.
Lo abbiamo incontrato per fargli un’intervista che ripercorre il suo servizio, la vita dei Cursillos, l’esperienza dell’Ultreia e il valore di un cammino che continua a parlare al cuore dei credenti.
Come ha conosciuto il Movimento dei Cursillos?
Lo scorso Ottobre 2025, Clesirio Ripani e Ilario Persiani mi hanno chiesto di ospitare le ultreya nei locali parrocchiali della Santissima Annunziata, la comunità che accompagno ormai da 7 anni. La nostra parrocchia è stata scelta per motivi logistici: essa infatti è ubicata a Porto d’Ascoli, a metà tra le varie residenze dei partecipanti, che arrivano da vari punti della Diocesi. Io ho iniziato a partecipare come sacerdote, ascoltando le testimonianze ed offrendo, al termine di ogni incontro, una riflessione spirituale. A Natale 2025, il vescovo Gianpiero (n.d.r. Palmieri) mi ha nominato assistente diocesano.
Cos’è esattamente l’ultreya?
È l’incontro periodico diocesano di chi ha vissuto l’esperienza di almeno un Cursillo di Cristianità. Si svolge in presenza, una volta al mese. Inoltre, periodicamente, si svolge anche online a livello regionale o nazionale.
Durante l’incontro ognuno può condividere una vivenza, cioè un’esperienza di vita recente, profonda e intima, che ha lasciato il segno. Attraverso il rollo, ovvero un discorso tenuto davanti a tutti i presenti, ogni partecipante è chiamato a raccontare un’esperienza in cui ha vissuto i pilastri del cammino, ovvero l’incontro con Cristo e quindi l’incontro con gli altri, l’amicizia. Il rollo non è una lezione noiosa, bensì un racconto che viene dal cuore con l’intento di risvegliare il cuore di chi ascolta e spingerlo a fare scelte di vita profonde.
Ogni incontro si conclude con la visita al Santissimo Sacramento. È un momento molto bello in cui ognuno esprime una preghiera personale di ringraziamento.
Quante persone hanno fatto l’esperienza dei Cursillos nella Diocesi Truentina?
I Cursillos esistono dal 1966, quindi i partecipanti nel tempo sono stati tantissimi! Attualmente, alle riunioni di ultreya, possiamo contare circa quindici persone che partecipano costantemente.
Qual è la finalità dei Cursillos?
Ravvivare la fede: è questa la finalità principale dei Cursillos e credo che, nonostante il Movimento sia nato negli anni Quaranta, quindi quasi 90 anni fa, i Cursillos abbiano ancora una grande validità. Molto dipende dalle persone che li propongono e dalla capacità di far vivere un incontro che ravvivi davvero la fede, risvegliando ciò che è “sotto la cenere”. Ma, la di là delle singole persone, credo che il Movimento resista al tempo perché, al contrario di altri cammini presenti nella Chiesa, mantiene una struttura più schematica, meno elastica, che non è vissuta come rigidità bensì come maggiore libertà: i Cursillos, infatti, non coinvolgono famiglie intere – mariti, mogli o figli -, bensì restano un cammino personale che chiunque può fare in qualsiasi momento delle vita; inoltre prevedono corsi separati per uomini e donne e questo permette una maggiore libertà nell’aprirsi e nel raccontarsi davanti a persone che si riconosce come simili.
Una seconda finalità dei Cursillos è quella di tenere unito il gruppo, mantenerlo vivo e stimolare nuove esperienze. Negli ultimi anni c’è stata un’interruzione dei corsi per molte ragioni: l’età avanzata di alcuni esponenti del Movimento, la pandemia, la malattia e poi la morte di don Tommaso (n.d.r. Capriotti), che è stato per molti anni l’animatore e l’assistente spirituale del Movimento dei Cursillos. Ora, comunque, si sta lavorando per ripartire. A Novembre è previsto un corso per gli uomini e in primavera uno per le donne.
Quali sono i punti chiave del Cammino?
Il fulcro del Cammino è il famoso treppiede: studio, pietà, azione. E soprattutto l’apertura e la conoscenza di sé: partire dal domandarsi chi sono, esplorare la propria interiorità e, a partire da lì, aprirsi alla conoscenza di Cristo, l’Amico, e degli altri, riconosciuti come fratelli. Questo aspetto spesso è trascurato altrove: invece, in ogni momento della vita, il punto di partenza per qualsiasi cammino spirituale è conoscere chi sono io. Devo dire che il Movimento dei Cursillos aiuta molto ad entrare in comunicazione con le parti più nascoste di sé, con il proprio mondo interiore. Ne ho avuto la riprova anche a livello personale con la partecipazione alla marcia Macerata-Loreto.
In che modo il suo pellegrinaggio a Loreto è legato al Movimento dei Cursillos?
Era la terza volta che facevo il pellegrinaggio, ma la prima da parroco e anche la prima con il mio cane Dot! È stata un’esperienza profondamente legata al mio nuovo incarico. Un cammino per rileggere la mia vita e per trasmettere agli altri il desiderio di rinnovamento.
L’ho vissuto, inoltre, come un cammino di amicizia: anche il pellegrinaggio a Loreto, in fondo, è un cammino di amicizia come quello del Movimento dei Cursillos: c’è un legame che unisce tutti. Grazie al mio cane Dot, che camminava con me, ho conosciuto tante persone: un sacerdote di Bergamo e tanti altri pellegrini che non avevo mai visto prima. Camminando insieme, magari solo per qualche tratto o per qualche chilometro, nasceva spontaneamente una piccola amicizia, anche se temporanea. Un ragazzo, ad esempio, ha commentato su Facebook una foto che avevo pubblicato: “Io non ti conosco, ma ho camminato con te per un pezzo vicino a Loreto”. Esperienze così permettono di conoscere persone che forse non rivedrai mai più, ma che in quel momento sono stati incontri significativi, scambi di parole importanti, piccole luci lungo il cammino. Insomma, tutto è legato: il cammino, le parole, le amicizie improvvise. Sono esperienze che si intrecciano e che lasciano qualcosa dentro.
Durante l’intervista ha ripetuto spesso la parola amicizia. Ritiene che sia questo l’aspetto che che maggiormente renda attuali i Cursillos?
Il Movimento dei Cursillos, a mio avviso, mantiene una sua forza perché conserva ancora una proposta valida. La parola d’ordine è ravvivare la fede, offrire ai giovani e alle giovani un’esperienza capace di riaccendere la loro fede. Il punto di partenza è riuscire a entrare in questo cammino, a rompere il guscio nel quale molti si sono rifugiati. La fede spesso c’è, ma è come sotto la cenere: occorre ravvivare il fuoco che arde sotto. L’immagine che ci può aiutare a comprendere questo concetto è quella della Parola che entra nel cuore e suscita il desiderio di riaccendere la fede, di riscoprire quel Dio che forse è stato messo da parte.
Se questo avviene, la fede diventa contagiosa: raggiunge i familiari, le persone con cui si vive, le persone che si incontrano. In tal senso, l’amicizia è centrale! Nel Movimento dei Cursillos, l’altro – e con l’altro intendo chiunque, anche uno sconosciuto – è amico, perché è figlio di Dio. Nell’ultreya, l’amicizia è il terreno su cui nasce la testimonianza. E anche nel cammino che ho fatto verso Loreto, l’amicizia è stata un dono inatteso, nato tra sconosciuti che condividevano la stessa strada. Questo è un messaggio semplice, ma al tempo stesso potente e molto attuale: la pace a cui noi aspiriamo, soprattutto in questo periodo storico, nasce dall’amicizia, e l’amicizia nasce dal riconoscere nell’altro un fratello.
Il Movimento dei Cursillos fa questo da sempre. Come potrebbe non essere attuale?! Il cammino dei Cursillos, infatti, ricorda a ciascuno una verità semplice e radicale: la fede si riaccende quando qualcuno ci cammina accanto, perché ogni amicizia è una scintilla che diventa luce.