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Acquaviva, presentato il libro di Ettore Beggiato sull’occupazione napoleonica della Serenissima

ACQUAVIVA PICENA Domenica 21 giugno, nella suggestiva Sala del Palio di Acquaviva Picena, si è svolta la presentazione dell’ultimo libro di Ettore Beggiato, “1797: la Serenissima e l’occupazione napoleonica”. L’iniziativa, organizzata da Galee Sibilline, è stata moderata da Emanuele Luciani e ha visto la partecipazione di numerosi appassionati di storia locale e veneta.

Ad aprire l’incontro è stata l’assessore alla Cultura e al Turismo, Marianna Spaccasassi, che ha portato i saluti del sindaco Sante Infriccioli, assente per motivi di salute, e dell’intera amministrazione comunale.

«Siamo felici della presenza del professor Beggiato – ha dichiarato – e curiosi di approfondire una visione diversa e più concreta di ciò che ha rappresentato l’invasione napoleonica per i territori interessati».

Nel corso del suo intervento introduttivo, Emanuele Luciani ha tracciato una panoramica del periodo rivoluzionario francese, soffermandosi in particolare sugli eventi del 1797 e sulle conseguenze che essi ebbero in Italia.

«La Rivoluzione francese e l’ascesa di Napoleone sono temi vastissimi – ha spiegato – ma possiamo affermare che il mondo della tradizione iniziò a vacillare sotto i colpi degli eventi scaturiti dal 1789. La presa della Bastiglia segnò un cambiamento epocale, paragonabile ad altri grandi spartiacque della storia. In Europa si formarono progressivamente schieramenti favorevoli e contrari agli ideali rivoluzionari, mentre l’avanzata francese in Italia portò con sé profonde trasformazioni politiche e sociali».

Luciani ha inoltre ricordato come, in diverse aree della penisola, si svilupparono movimenti di resistenza contro l’occupazione francese, citando tra i protagonisti locali anche il celebre Sciabolone, figura legata alla storia di Acquaviva Picena.

Successivamente è intervenuto l’autore Ettore Beggiato che, dopo i ringraziamenti iniziali, ha illustrato il lavoro di ricerca alla base del volume, soffermandosi sul significato storico e identitario del Leone di San Marco.

«I miei libri nascono da anni di ricerche e dalla raccolta di documenti riguardanti la storia del Veneto – ha spiegato Beggiato –. L’epoca dell’invasione napoleonica ha lasciato ricordi particolarmente negativi, soprattutto per quanto riguarda le sottrazioni di opere d’arte e di beni appartenenti a chiese e Monti di Pietà. C’è chi parla di requisizioni, ma personalmente ritengo più corretto parlare di vere e proprie spoliazioni».

L’autore ha evidenziato come, a suo giudizio, la presenza napoleonica non abbia portato benefici al Veneto, sottolineando l’esistenza di numerose testimonianze che documentano il malcontento della popolazione nei confronti dell’occupazione francese.

«Non sono uno storico di professione – ha precisato – ma un appassionato della storia veneta. Per questo continuo a cercare documenti, testimonianze e materiali che possano contribuire a ricostruire il passato della mia terra».

Nel corso della conferenza, Beggiato ha ripercorso le ultime vicende della Repubblica di Venezia, ricordando come la Serenissima, forte di una storia millenaria, avesse più volte ribadito la propria neutralità. Una realtà politica che, tuttavia, non riuscì a evitare il crollo definitivo nel 1797.

Particolare attenzione è stata dedicata al valore simbolico del Leone di San Marco, emblema che continuò a rappresentare un forte elemento identitario anche dopo la caduta della Repubblica.

«Napoleone comprese quanto fosse radicato nei territori veneti il legame con il Leone di San Marco – ha affermato Beggiato –. Un simbolo che ancora oggi è presente in moltissime città e che continua a rappresentare qualcosa di più di una semplice bandiera: è il segno di una memoria storica e di un’identità che il tempo non ha cancellato».

L’incontro si è concluso con un vivace confronto con il pubblico, interessato ad approfondire le vicende della Serenissima e le conseguenze dell’occupazione napoleonica nei territori dell’Italia nord-orientale.

Patrizia Neroni: