Foto Custodia Terra Santa

“Essere parroco in Terra Santa significa molto di più che celebrare una Messa o amministrare i sacramenti. Significa condividere la vita della gente, ascoltare le famiglie, stare vicino ai giovani, accompagnare chi soffre, cercare di mantenere viva una comunità che sta attraversando un periodo molto duro”.

Lo dice fra Raffaele Tayem, frate francescano che appartiene alla Custodia di Terra Santa da circa 30 anni, nato in Galilea sottolineando che “qui il sacerdote diventa anche un fratello, un padre, una presenza viva. In Terra Santa non serviamo soltanto dei luoghi santi, ma cerchiamo di mantenere delle pietre vive, delle persone che cercano di continuare a vivere, a credere e soprattutto a sperare”. La vita a Betlemme è cambiata profondamente: gli abitanti stanno vivendo uno dei periodi più pesanti degli ultimi anni. Le ferite della guerra continuano a lasciare profondi segni economici, sociali, psicologici e spirituali: “Molti – dice il religioso – hanno perso il lavoro e tante persone, che prima conducevano una vita dignitosa, oggi fanno fatica a sostenere le spese più semplici: l’affitto, le medicine, la scuola dei figli o persino mettere il cibo in tavola. Betlemme dipende molto dai pellegrinaggi e dal turismo, ma ormai da lungo tempo le strade sono vuote. Questo ha colpito duramente l’economia locale e la vita di molte famiglie, non solo cristiane. C’è poi una sofferenza meno visibile, ma forse ancora più profonda: la stanchezza interiore. Le persone vivono nell’incertezza con una continua sensazione di precarietà: i giovani si domandano se avranno ancora un futuro qui”. Assenza di guerra non è pace, le ferite, soprattutto psicologiche, rimangono e la sofferenza più grande, spiega padre Tayem, è “vedere una terra che ama la vita e custodisce la speranza che porta dentro di sé tanta fatica e dolore”. Da oggi si può sostenere concretamente la Custodia di Terra Santa con un gesto semplice e senza alcun costo: destinare il 5×1000 alla Fondazione Terra Santa. Grazie al recente riconoscimento come Ente del Terzo settore (Ets), a partire dall’attuale dichiarazione dei redditi 2026 (relativa al 2025), si ha la possibilità di scegliere la Fondazione come destinataria del 5×1000, come annuncia oggi la Fondazione – che riporta la testimonianza di padre Tayem – che è al servizio della Custodia di Terra Santa e racconta, sostiene e rende possibile l’opera quotidiana dei frati francescani nei luoghi biblici dove mancano molte cose, ma paradossalmente le mancanze materiali non sono al primo posto nel bisogno delle persone: “Oggi la gente non cerca grandi discorsi. Ha bisogno, sì, del pane quotidiano, ma cerca qualcuno che le resti accanto” sottolinea fra Raffaele. Eppure, la speranza vive, nonostante tutto, conclude fra Tayem: “la presenza della grotta della Natività ci dà quella vera speranza: questo luogo ci fa ricordare che Dio ha scelto questa porta piccola per entrare nel mondo, che non è entrato attraverso la forza, il potere o la grandezza, ma attraverso la semplicità, la fragilità. In una mangiatoia”.

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