Insieme al Messaggio di Leone XIV per la VI Giornata mondiale dei nonni e degli anziani – pubblicato oggi dalla Sala Stampa della Santa Sede in vista della celebrazione di domenica 26 luglio 2026 – il Dicastero per i laici, la famiglia e la vita ha reso disponibile un kit pastorale per sostenere diocesi, parrocchie, congregazioni e associazioni nella celebrazione della ricorrenza. Il sussidio, scaricabile su www.laityfamilylife.va, contiene il Messaggio del Papa, la preghiera ufficiale, le indicazioni pastorali, un sussidio liturgico e il logo della Giornata. Il card. Kevin Farrell, prefetto del Dicastero, sottolinea che “riscoprirsi figli ad ogni età è un richiamo per tutti gli anziani ad approfondire la propria vocazione e a sentirsi – in ogni stagione della vita – membra vive della comunità cristiana e corresponsabili della sua missione”. Nel sussidio si rende nota anche la disposizione del Papa, già comunicata a tutte le conferenze episcopali: la data ordinaria della celebrazione rimane la IV domenica di luglio, in prossimità della memoria liturgica dei santi Gioacchino e Anna, nonni di Gesù; tuttavia, qualora le specifiche necessità pastorali lo suggeriscano, le conferenze episcopali hanno la facoltà di spostare la celebrazione in una data differente. In ogni diocesi, il vescovo è invitato a celebrare la Giornata nella chiesa cattedrale. Le comunità sono invitate a condividere le proprie iniziative scrivendo a anziani@laityfamilylife.va o sui canali social con l’hashtag #NonnieAnziani.




Pietro Pompei
Un grazie a Sua Santità per l'attenzione che mostra nei confronti di noi nonni ed anziani. Il Suo è veramente incoraggiante col sentirsi: " Non ti dimenticherò mai", da parte di Dio. Spesso si rimane isolati in compagnia dei propri dolori che aumentano insieme alle medicine. Come prima Papa Francesco, ora Lei, con l'invito, specie rivolto ai giovani, ci fa sentire ancora utili, anzi necessari, di grande necessità alle nostre deboli forze. Spesso basta questo per ridarci coraggio e speranza. Santità nella mia malattia non credevo di farcela e spesso scrivevo la brutta parola "Inguaribile" dove anche la scienza procedeva con il punto interrogativo. La depressione era galoppante nonostante tutta l'attenzione degli infermieri dell'Istat e dei medici degli ospedali. Il "carcinoma allo sterno cresceva sempre di più. È bastato che mi fosse caduto in testa un libretto da uno scaffale a ridarmi vita e speranza. Da tanti anni quel libretto era lì con un titolo che mi lasciava indifferente. Con tutte le visite mediche e i dolori quel titolo non mi diceva nulla: "Cristo terapia". Questa volta è stato diverso. Un'illuminazione! Mi è bastata una notte per rendermi conto dell'utilità di quel racconto. Ho ripreso a sperare ed aver fiducia anche per le tante terapie che avevo iniziato. Alla scienza da una parte dovevo aggiungere un contrappeso con la convinzione di ottenere un miglioramento. Era il metodo che Gesù usava ogni volta che interveniva in una guarigione. Implorai: "Signore illuminami". Ho ripreso coraggio. Anche le terapie che portavo avanti da mesi incominciarono a dare qualche risultato positivo. Ora ero ottimista e più andavo avanti insieme alla nuova terapia che mi dava coraggio più tutti parlavano di una possibile guarigione. La ferita finalmente si è chiusa ed è guarita. Non grido al miracolo, ma è certo che avendo riacquistato speranza mi ha molto giovato. Ci sono altri mezzi che nelle condizioni in cui ci veniamo a trovare ci possono essere utili; la preghiera e la rilettura del Vangelo sono stati veramente salutari.