Di Giorgio Rocchi
DIOCESI – “Canta che ti PAS” è un progetto di …vita che, ad Ascoli Piceno, è diventato, dal 2023, un coro: una proposta della Caritas di Ascoli Piceno che, mossa dalle sette note, ha inteso creare una modalità originale di accoglienza e condivisione, un’occasione concreta per confermare che la musica unisce e abbatte i confini della cultura e della lingua.
Dopo i primi passi nella comunità locale e tanta applicazione nelle prove (ora nei locali parrocchiali di San Marcello per motivi di …spazio), il coro, formatosi all’interno del PAS – Polo Accoglienza Solidarietà, da cui il gioco di rimando nel nome, ha partecipato, dal 10 al 14 giugno 2026, alla 29ª edizione del Festival Internazionale dei Cori dell’Alta Pusteria, una delle più prestigiose manifestazioni corali non competitive d’Europa.
Il festival, articolato tra Val Pusteria, Plan de Corones, Sesto, San Candido e le principali località del Tirolo Orientale, si conferma ogni anno un appuntamento di respiro internazionale, capace di riunire cori provenienti da tutto il mondo. Oltre sessanta le esibizioni in programma, ospitate in contesti suggestivi che spaziano da castelli e chiese a teatri, rifugi alpini e scenari naturali di particolare pregio.
In questo contesto si è inserita la partecipazione del coro ascolano, diretto da Maria Chiara Sabbatini, alla guida dell’ensemble fin dalla sua attivazione. La direttrice, recentemente affermatasi anche a livello personale con la vittoria all’ultima edizione del Festival della Canzone Ascolana, ha accompagnato un gruppo composto da oltre venti coristi in un’esperienza all’insegna della condivisione e dello scambio culturale.
Il coro ha preso parte alle diverse iniziative previste dalla rassegna non competitiva, esibendosi in tre appuntamenti distinti, partecipando alla suggestiva sfilata che ha visto migliaia di coristi attraversare le strade di San Candido e contribuendo alla rassegna conclusiva di Sesto.
Ampio e articolato il repertorio proposto, capace di spaziare dal sacro al popolare, dal classico al contemporaneo. La partecipazione ha offerto l’opportunità di confrontarsi con realtà corali provenienti da numerosi Paesi, all’interno di un contesto che valorizza la pluralità dei linguaggi musicali – dal gospel al folk – e che, proprio grazie alla sua natura non competitiva, promuove collaborazione e condivisione, riconoscendo nella musica un autentico linguaggio universale.
Nel corso del fine settimana, segnato purtroppo da diversi incidenti in montagna con esiti tragici, il canto ha assunto anche un valore di raccoglimento e preghiera, rivolto alle vittime e alle famiglie colpite dal lutto.
Il coro si è presentato con una “divisa” fortemente identitaria: maglia nera con la scritta “Canta che PAS” e un girasole vero appuntato, simbolo eloquente di un orientamento verso la luce e il bene. Un’immagine che richiama, nelle parole di Papa Leone XIV, l’esigenza di “restare umani”, mantenendo viva la tensione verso ciò che conta davvero e la capacità di seguire una direzione illuminata.
Resta sempre aperto, infine, l’invito a partecipare al coro “Canta che ti PAS”, una proposta in continuo aggiornamento rivolta in particolare a chi frequenta la Caritas, i servizi del PAS – Polo Accoglienza Solidarietà e la mensa Zarepta. Un’iniziativa che punta a rafforzare inclusione, prossimità e relazioni, nella convinzione che per costruire comunità serva davvero “tutta un’altra musica”.












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