Nella splendida cornice della terrazza affacciata sul mare di Grottammare si è alzato il sipario sulla 41ª edizione di “Cabaret, amoremio! – Comedy Festival”, lo storico appuntamento che dal 1985 rappresenta uno dei punti di riferimento più prestigiosi per la valorizzazione del talento comico italiano. Promossa dall’Associazione Lido degli Aranci, con il Comune di Grottammare insieme ad AMAT, la manifestazione vede quest’anno la direzione artistica di Luca Sestili, chiamato fin dall’esordio a un doppio, brillante compito: guidare l’evento e prenderne le redini sul palco per sostituire il conduttore Roberto Lipari, assente per motivi di salute e atteso per la seconda serata.

La serata si è aperta con un amarcord visivo che ha ripercorso momenti iconici della storia del festival, scandito dalle note avvolgenti e suggestive delle Divinilles — quest’anno in una formazione arricchita a cinque componenti — che si confermano la colonna sonora ideale della rassegna. Dopo i saluti istituzionali del Sindaco, il palco ha ritrovato la verve e l’autoironia di Graziella Allegra, vincitrice della passata edizione, che ha riscaldato la platea prima della presentazione ufficiale dei concorrenti in gara, a ciascuno dei quali è stato riservato uno spazio per offrire un assaggio del proprio repertorio.

Ad alternarsi durante la serata inaugurale sono stati artisti del calibro di Ezio Testa, Xhuliano Dule, Tiziano La Bella e Fill Pill. Le loro esibizioni si sono mosse sul filo di una satira cinica e disincantata, pienamente coerente con i canoni della moderna stand-up comedy. Con sguardo crudo e disarmante, i comici hanno messo a nudo situazioni sociali, dinamiche politiche e sovrastrutture religiose, prendendo di mira il concetto stesso di “percezione della verità”, un tema quanto mai esibito e frammentato nella società contemporanea. Tra le performance più toccanti spicca quella di Ezio Testa (già vincitore del festival nel 2011) che, attraverso un intimo e immaginario dialogo con la giovane figlia Vittoria, ha saputo trasformare interrogativi quotidiani in una profonda riflessione socio-politica ed esistenziale, incassando il plauso corale del pubblico.

Uno dei momenti apicali della rassegna è stata la consegna dell’Arancia d’Oro 2026 a Francesco De Carlo, tra i volti più autorevoli e internazionali della comicità italiana. Intervistato da Rochina Ceglia, presidente della giuria tecnica, De Carlo ha ripercorso le tappe di una carriera decollata proprio su questo palco nel 2009 con la vittoria del Concorso Nuovi Comici. Da quel trampolino di lancio, l’artista romano ha saputo costruire un linguaggio unico, capace di spaziare tra teatro, radio e televisione fino a valicare i confini nazionali. Il premio celebra proprio il suo contributo fondamentale alla diffusione della stand-up comedy italiana all’estero.

A impreziosire il regolamento di questa edizione è giunta infine un’importante novità: l’integrazione nella giuria di una rappresentanza di spettatori abbonati al Festival, che affiancheranno i tecnici nella scelta del vincitore finale, sottolineando il legame sempre più stretto tra la scena e la sua platea.

Incorniciata dall’inconfondibile eleganza musicale delle Divinilles, la prima serata di “Cabaret, amoremio!” ha regalato al pubblico molto più di un semplice intrattenimento. La vera forza dei monologhi proposti risiede nella capacità della comicità di farsi strumento d’indagine: non un’evasione dalla realtà, ma una lente d’ingrandimento attraverso cui osservarla senza filtri. In un’epoca come la nostra — caratterizzata dall’iper-comunicazione, dalla frammentazione dell’informazione e dall’illusione di verità confezionate su misura — la satira torna a svolgere il suo compito più alto. Ci ricorda che ridere delle nostre fragilità e delle contraddizioni del presente non è un atto di cinismo, ma l’unico modo autentico per restare lucidi, riscoprendo nell’ironia la forma più profonda e coraggiosa di resistenza culturale.

Nota della redazione:

Nel corso della serata, alcuni comici hanno fatto ricorso a un linguaggio oltre le righe, arrivando a bestemmiare, suscitando un certo brusio tra il pubblico. La situazione è stata immediatamente richiamata all’ordine dal conduttore Luca Sestili.

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2 commenti

  • Veronica
    01/08/2026 alle 14:04

    Dopo il richiamo di Luca Sestili ce ne sono state altre di bestemmie purtroppo, anche se meno frequenti. Fare un lungo monologo sfruttando l’immagine dei malati di cancro, adulti e bambini, è andato ben oltre la satira cinica (anche perché di satira non c’era nulla). Potrei continuare. Grande delusione per la serata di ieri.

  • Michael
    01/08/2026 alle 16:53

    Il problema è a monte. Dal direttore artistico agli organizzatori. Avrebbero dovuto chiarire prima. E comunque le bestemmie sono snche punibili.

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