RIPATRANSONE – Ieri, domenica 14 giugno, una giornata calda. Si arriva a Ripatransone e l’aria si fa piacevolmente ventilata; si salgono i gradini dell’Episcopio, si entra nel Museo Vescovile e si viene accolti da una piacevole frescura. Il visitatore che intraprende questo percorso, un viaggio nell’arte, nella cultura e nello spirito, resta affascinato dall’eleganza e dalla sobrietà degli ambienti: il pavimento in cristallo che lascia intravedere antiche sostruzioni e, tutt’intorno, dipinti sapientemente illuminati, reperti, oggetti liturgici e preziose opere d’arte sacra. Domenica 14 luglio si è svolta la riapertura del Museo Vescovile, che resterà visitabile fino al 13 settembre, con orario 9.30-13.00 e 15.00-19.30.
L’occasione è stata arricchita dalla presentazione di un autentico capolavoro: il dipinto Il Battesimo di Gesù di Jacopino del Conte, concesso in prestito per un anno dalla famiglia Costantini Brancadoro di San Benedetto del Tronto. Non solo. Sono esposte anche alcune opere legate all’Anno Francescano: la Croce di Cossignano donata da Niccolò IV e i dipinti provenienti dai monasteri delle Clarisse di Montalto e Ripatransone.
L’appuntamento delle ore 16 ha registrato una significativa partecipazione di visitatori. Presenti il vescovo della Diocesi di San Benedetto del Tronto-Ripatransone-Montalto, mons. Gianpiero Palmieri, il parroco don Nicola Spinozzi, mons. Vincenzo Catani, archivista diocesano, mons. Federico Pompei, parroco di Cossignano, con il viceparroco don Claudio Capecci, la direttrice dei Musei Diocesani Paola Di Girolami, il sindaco di Ripatransone Alessandro Lucciarini De Vincenzi e il neo sindaco di Cossignano Angelo Carlini. Tra i presenti anche il restauratore Andrea Simoni, l’artista Luciano Capriotti, l’avvocatessa Maria Giovanna Pallottini, legale della famiglia Brancadoro, e numerose personalità del mondo della cultura.
Il vescovo Palmieri ha sottolineato il profondo legame del territorio con la figura di San Francesco: «Questo è uno spazio dedicato a Francesco. Il nostro territorio è segnato dalla sua presenza. Nel 1215 predicò ad Ascoli e ancora oggi si avvertono gli echi di quella straordinaria testimonianza. Il primo Papa francescano fu Niccolò IV, nato a Lisciano presso Ascoli. Egli donò quattordici croci stauroteche con reliquie della Vera Croce ad altrettanti luoghi francescani del territorio, tra cui quella di Cossignano oggi esposta nel Museo. Tommaso da Celano racconta che Francesco viveva nella contemplazione dell’Incarnazione di Gesù. Da francescano, Niccolò IV volle richiamare l’attenzione proprio sulla Croce e sull’Incarnazione. Ringrazio tutti i presenti».
Paola Di Girolami ha illustrato il percorso espositivo: «Proveremo a compiere un viaggio sulle orme di San Francesco attraverso una piccola selezione di opere, in occasione dell’VIII centenario della sua morte, avvenuta il 3 ottobre 1226. Tutte le diocesi marchigiane dedicheranno al Santo una mostra, una rassegna o un percorso commemorativo. Noi abbiamo scelto di esporre una delle quattordici stauroteche donate da papa Niccolò IV, originariamente destinata a una chiesa francescana di Cossignano. La croce presenta una base quattrocentesca, mentre il manufatto risale al XIII secolo. Fu individuata, restaurata e successivamente pubblicata in uno studio dedicato. Le altre due opere provengono dai monasteri femminili francescani di Montalto e Ripatransone. In particolare, il dipinto della Trinità delle Clarisse di Montalto rappresenta una significativa testimonianza della devozione del convento, fondato nel 1608 e inizialmente dedicato alla Santissima Trinità».
La direttrice ha inoltre evidenziato l’importanza della presenza del Battesimo di Gesù di Jacopino del Conte: «Il Museo ospiterà per un anno questo importante olio su tavola, proveniente dalla villa Brancadoro. Gli eredi hanno generosamente deciso di concederlo alla Diocesi sia per ragioni di sicurezza sia per consentirne la fruizione pubblica».
L’avvocato Pallottini, rappresentante della famiglia Brancadoro, ha spiegato le motivazioni del prestito: «Negli anni Settanta la famiglia subì il tentativo di un rapimento e numerosi furti. Oggi la villa è abitata soltanto da Giuseppe, uno degli eredi. Per questo si è ritenuto più sicuro collocare l’opera nel Museo, dove sono garantite adeguate condizioni di tutela. Il dipinto resterà qui per un anno e la famiglia è lieta di condividerlo con il pubblico».
Il sindaco di Ripatransone, Alessandro Lucciarini De Vincenzi, ha portato il suo saluto istituzionale: «Ringrazio il vescovo Palmieri, don Nicola, mons. Federico Pompei e mons. Vincenzo Catani. Auspico una proficua collaborazione con il neo sindaco di Cossignano, Angelo Carlini, al quale rivolgo i migliori auguri per il suo mandato. Sono orgoglioso di questa iniziativa francescana ospitata nel Museo Vescovile di Ripatransone».
A chiudere gli interventi è stato lo storico dell’arte Alessandro Marchi: «Quando vidi la fotografia dell’opera appartenente alla famiglia Brancadoro rimasi colpito e riconobbi immediatamente la mano di Jacopino del Conte, pittore fiorentino e principale allievo di Andrea del Sarto. Si tratta di un artista raro, attivo soprattutto a Firenze e Roma, esponente della seconda generazione manierista. Lavorò accanto a Pontormo, Rosso Fiorentino e ad altri protagonisti del Manierismo, ispirandosi profondamente a Michelangelo. Il Battesimo di Gesù richiama inoltre alcuni personaggi presenti negli affreschi dell’Oratorio di San Giovanni Decollato a Roma. Tra essi potrebbe comparire lo stesso artista e, probabilmente, un vescovo di Fermo, elemento che potrebbe spiegare la presenza dell’opera nelle Marche. Quanto alla Croce di Cossignano, essa rappresenta uno dei doni di Niccolò IV, promotore della diffusione del francescanesimo e del Vangelo vissuto da San Francesco».
Un pomeriggio all’insegna della cultura, dell’arte e della spiritualità, nel suggestivo scenario del Museo Vescovile di Ripatransone, che resterà aperto fino a metà settembre e merita senz’altro una visita.