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Scout italiani in missione tra Israele e Palestina

(Foto Masci)

Una presenza che vuole essere segno di speranza in un contesto segnato da tensioni e divisioni. È quella del Movimento adulti scout cattolici italiani (Masci), impegnato in questi giorni in Terra Santa con il segretario internazionale Carlo Bertucci, all’interno di una delegazione interassociativa promossa dalla Compagnia di San Giorgio e composta anche da Agesci e Scout d’Europa (Fse). Il percorso della delegazione si snoda tra Israele e Territori palestinesi, in una serie di incontri che raccontano, spiegano dal Masci, “una speranza che resiste”. A Nazareth il confronto con la Catholic Scouts Association in Israel ha rafforzato i legami di amicizia, anche in vista di un gemellaggio con la Lombardia. In Cisgiordania, a Beit Jala, l’incontro con la Palestine Catholic Scout Association è stato definito un “segno concreto di fraternità che supera muri e confini”. Tappa significativa anche a Betlemme, dove la delegazione ha incontrato la Palestinian Scout Association, realtà che riunisce giovani cristiani e musulmani nel comune linguaggio dello scautismo. Un’esperienza che testimonia, in un contesto complesso, la possibilità di condividere percorsi educativi e relazionali oltre le differenze religiose. A Gerusalemme, visita al Magnificat Institute, scuola musicale della Custodia di Terra Santa diretta da fra Alberto, in cui bambini e ragazzi cristiani, musulmani ed ebrei studiano insieme, facendo della musica uno strumento quotidiano di dialogo e convivenza. Sempre nella Città santa, la delegazione ha incontrato il Custode di Terra Santa, fra Francesco Ielpo, e il patriarca latino di Gerusalemme, card. Pierbattista Pizzaballa. In questa occasione sono stati consegnati i fazzolettoni scout, simbolo di fraternità, insieme a una nota di impegno con cui le associazioni presenti si assumono la responsabilità di promuovere e coordinare la presenza dello scautismo cattolico italiano in Terra Santa. Un gesto che, sottolineano dal Masci, “non è soltanto un segno di amicizia”, ma esprime la convinzione diffusa tra migliaia di giovani e adulti scout italiani che “la pace non sia un sogno ingenuo, ma una strada da percorrere insieme”. Il senso della missione è racchiuso proprio in questa visione: “Dove altri vedono divisioni, gli scout costruiscono ponti; dove altri alzano muri, gli scout tendono la mano; dove sembra impossibile sperare, gli scout continuano a credere nella fraternità”.

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