SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Se nostro figlio ci chiedesse “Babbo, mamma, voglio fare il sacerdote” a nessuno di noi verrebbe in mente di obiettare alcunché, tantomeno di temere per lui la mancanza di un lavoro ordinario, magari ben retribuito e con una brillante carriera. Anzi, saremmo pronti ad accompagnarlo nel suo percorso spirituale ed emotivo.
Se invece ci chiedesse di fare l’artista? Beh, qui le cose cambiano. Certamente molte famiglie non lo supporterebbero, addirittura gli si metterebbero contro. L’Italia è sì definita “Paese di artisti e poeti” ma, nella realtà, verso di loro c’è molta diffidenza, vengono guardati con sospetto come se non avessero tanta voglia di lavorare e soprattutto si pensa che abbiano la concreta prospettiva di bassi guadagni e di difficoltà economiche.
In una situazione come questa la dinamica relazionale all’interno della famiglia può diventare conflittuale: da un lato la bugia del figlio quale meccanismo di difesa e di timore di deludere le aspettative dei genitori, dall’altro l’eccessivo coinvolgimento genitoriale caratterizzato da iperprotezione, pianificazione maniacale e controllo per il desiderio di guidare il figlio verso il successo nella società e verso una presunta felicità.
Lo stimolo a riflettere su questo tema ce lo forniscono “I Saltaponti….rotti” che ormai ci hanno abituato a trattare i più comuni aspetti della natura umana con ironia e leggerezza, usando l’umorismo per sdrammatizzarli e farci accettare le nostre imperfezioni. Lo fanno in modo semplice e brillante, ma non superficiale, e sono capaci di alleggerirci almeno un po’ il peso della vita.
E ovviamente, pur evidenziando la fragilità umana, la commedia “Arriva lo zio Ubi” ci indica che dobbiamo decisamente puntare sulla trasparenza e sulla verità, offrendo sempre il perdono se c’è un vero pentimento.
Come già abbiamo avuto modo di segnalare su queste pagine, la Compagnia teatrale “I Saltaponti….rotti” si è formata spontaneamente tra il gruppo adulti di Azione Cattolica della Parrocchia della Madonna del Suffragio di San Benedetto del Tronto: è composta una ventina tra attori e tecnici volontari ed ha iniziato ad operare immediatamente dopo l’emergenza per l’epidemia Covid, animata dalla convinzione che il Teatro, ad un tempo coinvolgente e ludico, sia uno strumento privilegiato per gettare ponti tra “noi e gli altri”.
Sempre autoproducendosi, ha timidamente iniziato nel 2022 con l’allestimento dell’atto unico “Scala C interno 3” accompagnato del noto sketch “Arturo e Eufemia” mentre l’anno successivo ha presentato il più corposo e ironico “Nos-Son” liberamente tratto da “Il naso” di Gogol. Da allora la Compagnia si è esclusivamente proposta con propri testi originali: nel 2024 ha messo in scena la brillante commedia “Un dì con Dolores” e l’anno scorso l’esilarante “Giù le mani da mio marito“.
Già presentato in anteprima per le Sorelle Clarisse nel nuovo e funzionale salone per gli incontri del Monastero di Santa Speranza, arriva lo ZIO UBI verrà ora portato in scena sabato 6 giugno alle ore 21,15 nel Teatro della Fiaba e della Poesia di Montalto delle Marche e, successivamente, sabato 20 giugno, sempre alle 21,15, nel Teatro San Filippo Neri di San Benedetto del Tronto.
Specie per quest’ultimo appuntamento è prevista una massiccia affluenza di pubblico, per cui – onde evitare di rimanere esclusi – si raccomanda la massima puntualità.
L’ingresso è libero ma un’offerta, che verrà devoluta a beneficio delle necessità della comunità parrocchiale, è gradita ed è il modo giusto per gratificare l’impegno dei Saltaponti….rotti.
Il testo e la regia sono di Rosanna Fasola. Fanno parte della Compagnia gli attori Tatiana Bruni, Nicoletta Chiappini, Marina D’Addezio, Antonella De Angelis, Ketty De Angelis, Consuelo Lorrai, Irma Marconi Sciarroni, Gian Marco Merli, Davide Pellegrini, Sandro Pulcini, Cristian Michael Scarpantoni, Rebecca Talamonti, Stefania Tanzi, Daniela Vallorani. Tecnici Umberto Biondi, Daniele Ciabattoni, Fulvio Gramegna.