MARTINSICURO – Si svolgerà Venerdì 22 Maggio 2026, a partire dalle ore 21:00, a Martinsicuro, la festa in onore di Santa Rita. Per l’occasione sarà presente anche il vescovo Gianpiero Palmieri, il quale prima presiederà la Messa nella piazza intitolata alla Santa di Cascia e poi, alle ore 22:00, parteciperà alla tradizionale processione per le vie del quartiere omonimo. Presente anche il parroco don Anselmo Fulgenzi.
L’invito della comunità
I festeggiamenti sono stati curati dal Comitato di Quartiere Santa Rita, il cui presidente, Salvatorino Puglia, dichiara:
“Lo scorso anno abbiamo intitolato la nostra piazza a Santa Rita, ma si è trattato solo del gesto finale e formale che ha ufficializzato un sentire comune che appartiene a tutta la nostra comunità da molto tempo, ovvero la devozione molto sentita nei confronti di Santa Rita. Del resto, fin dalla sua edificazione, questo spazio cittadino è sempre stato identificato dai Martinsicuresi con la Santa umbra e lo stesso Quartiere porta il suo nome.
Santa Rita è considerata ‘la Santa dei casi impossibili‘, perché dal giorno della sua morte ha realizzato molte guarigioni miracolose e prodigi straordinari. Per tale ragione, spesso, davanti alla statua della nostra Santa, troviamo mamme a pregare per i propri figli o mariti. L’abbiamo pregata molto anche durante la pandemia. Santa Rita, inoltre, è invocata anche come Santa del perdono e paciera di Cristo. La devozione popolare cattolica a lei rivolta è una delle più diffuse al mondo e, fin dal 1600 e per opera degli agostiniani, è particolarmente radicata, oltre che in Italia, anche in Spagna, Portogallo e America Latina.
Lo scorso 11 Aprile siamo stati a Cascia e a Roccaporena per un itinerario spirituale sulle orme di Santa Rita. Durante la Celebrazione Eucaristica, che abbiamo vissuto con particolare devozione ed emozione, il celebrante ha salutato la comunità di Martinsicuro, insieme agli altri gruppi presenti. Abbiamo trascorso momenti di fede e di convivialità molto belli”.
Ogni anno la nostra festa raduna moltissimi fedeli e devoti della Santa – prosegue il presidente Puglia – e, anche quest’anno, a rendere ancora più speciale l’occasione sarà la presenza del nostro vescovo Gianpiero Palmieri. Insieme a lui, sarà presente anche il parroco don Anselmo Fulgenzi.
Saranno inoltre presenti anche le massime autorità cittadine civili e militari: il sindaco Massimo Vagnoni; il presidente del Consiglio Comunale Umberto Tassoni; il capitano di vascello Gabriele Martiniani, presidente dell’A.N.M.I. (Associazione Nazionale Marinai d’Italia), insieme ad un nutrito gruppo di associati: rappresentanti dell’Arma dei Carabinieri, della Guardia Costiera e della Polizia Locale.
Ad animare la Messa sarà il coro parrocchiale, mentre la processione sarà allietata dalle note della Banda Musicale Città di Ancarano“.
Conclude Puglia: “La processione seguirà il seguente percorso: piazza Santa Rita, via Roma, via Gabriele D’Annunzio, via Vincenzo Monti, via Aldo Moro, lungomare Europa, via Marco Polo, via Cesare Battisti, via Flavio Gioia, piazza Santa Rita. Invitiamo gli abitanti del quartiere a rendere accoglienti e illuminate le proprie abitazioni lungo il percorso della processione. Per noi, infatti, la festa di Santa Rita non è un evento qualsiasi, bensì un forte elemento identitario che ci unisce e che vogliamo celebrare con grande attenzione ed entusiasmo. Vi aspettiamo numerosi per pregare e vivere insieme questo momento di fede che appartiene da sempre alla nostra storia comunitaria”.
La storia di Santa Rita
Nata a Roccaporena (Cascia) nel 1381 secondo la tradizione, Rita, al secolo Margherita Lotti, è figlia unica. Fin dall’adolescenza desidera consacrarsi a Dio ma, per le insistenze dei genitori, viene data in sposa al giovane Paolo di Ferdinando di Mancino, un giovane non violento, come descritto in qualche vita, ma uomo d’armi e ghibellino risentito. Rita, quindi, non “ammansisce” affatto Paolo, piuttosto lo aiuta a vivere con una condotta più autenticamente cristiana. Sarà questo il frutto di un amore incondizionato e reciproco, illuminato dalla benedizione divina, che donerà alla coppia due bambini: Giangiacomo e Paolo Maria.
Dopo l’assassinio del marito, probabilmente per mano di alcuni ex-compagni, a causa di rancori passati ed accuse di tradimento, un altro tragico evento segna la vita della giovane donna: la morte dei due figli a causa della peste. Inizia per Margherita un periodo molto duro, in cui avrà a soffrire non solo per la perdita dei suoi affetti più cari, ma anche per l’odio dei parenti del marito che vogliono vendicarsi del suo assassinio e che invece lei, con fortezza cristiana, riesce a riappacificare.
Vedova e sola, in pace con tutti, la giovane donna, a 36 anni, decide di prendere i voti ed entrare nel monastero agostiniano di Santa Maria Maddalena in Cascia, realizzando così i suo sogno di gioventù. Vive per quarant’anni anni nell’umiltà e nella carità, nella preghiera e nella penitenza. Secondo la tradizione devozionale, il 18 Aprile 1432, la sera del Venerdì Santo, dopo essersi ritirata in preghiera per la Passione di Gesù e dopo aver ascoltato la predica di fra’ Giacomo della Marca (oggi Santo che dà il nome alla Vicaria di cui fanno parte anche le comunità di Martinsicuro), riceve una spina dalla corona del Crocifisso, che le si conficca in fronte. Negli ultimi quindici anni della sua vita porterà sul viso il segno della sua profonda unione con Gesù crocifisso.
Rita muore il 22 Maggio 1457. Invocata come taumaturga di grazie, il suo corpo si venera nel santuario di Cascia, che ancora oggi è meta di continui pellegrinaggi. Beatificata da Urbano VIII nel 1627, verrà canonizzata solo il 24 Maggio 1900 da Papa Leone XIII.