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VIDEO Mattarella: “I giovani coltivano tanti valori positivi e molta voglia di costruire”

Il discorso integrale del presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, ai nuovi Alfieri della Repubblica nella cerimonia di consegna degli Attestati d’onore svoltasi al Quirinale.

Accogliervi e consegnarvi i riconoscimenti per i vostri comportamenti, per me, è motivo di grande soddisfazione.

Siete stati capaci di esprimere solidarietà, spirito civico, altruismo. Lo avete fatto con decisione in un momento di pericolo, oppure con costanza attraverso un impegno che ormai è diventato parte della vostra vita, la vita di ogni giorno; oppure ancora, con coraggio, seguendo un’intuizione, un desiderio di creare qualcosa di nuovo, qualcosa che fosse importante.

Oggi, qui, rappresentate i tanti giovani che, come voi, avvertono e mettono in pratica solidarietà, spirito civico, altruismo.

Non siete eccezioni, non siete “stranezze” nella realtà sociale.

I giovani coltivano tanti valori positivi e molta voglia di costruire.

Forse il grande mutamento demografico, l’andamento demografico che stiamo attraversando – e che dovremmo capovolgere – induce talvolta negli adulti una certa disattenzione nei confronti dei giovani. L’impressione è che non se ne ascoltino a sufficienza domande e propositi. Che non si valorizzino adeguatamente i loro talenti. Talvolta non ci si accorge del loro bisogno di orientarsi e anche, talvolta, del loro disagio in un mondo così diverso da quello in cui sono cresciuti i loro genitori.

So bene che le cronache, il più delle volte, danno notizia e accendono i riflettori su episodi drammatici, su violenze e illegalità. Queste purtroppo esistono e non vanno nascoste. Ma sarebbe una deformazione della realtà e della sua rappresentazione se queste potessero oscurare, addirittura rimuovere, le tante – ben più numerose – notizie positive, di grande valore.

Soltanto – ragazzi – chi si chiude in sé stesso sempre di più può pensare che i comportamenti spregevoli siano più di quelli che ispirano fiducia. Questi sono ben più numerosi, sono molti di più.

La solidarietà – sapete – incontra un ostacolo: è la solitudine. Per abbattere i muri della paura immotivata, della diffidenza, della rassegnazione, dobbiamo superare le solitudini.

Per questo conoscervi e raccontare, sia pur brevemente, le vostre storie è un momento di speranza.

Un filo che collega quest’anno molte vostre storie – come è stato ricordato – è “sperimentare e comunicare solidarietà”. Sono due campi – comunicare e sperimentare – di grande importanza in questo nostro tempo, così veloce e così globale nelle sue trasformazioni.

I giovani sanno comunicare con strumenti nuovi, con modalità inedite, con linguaggi spesso poco accessibili per gli adulti. Diffidarne è un errore.  È possibile, al contrario, contribuirvi con suggerimenti rispettosi e non invasivi.

I giovani devono poter “sperimentare”, provare a camminare da soli, a cercare il loro sentiero, definire il proprio percorso.

“Sperimentare e comunicare” vuol dire iniziare a essere protagonisti del proprio futuro.

“Sperimentare e comunicare” solidarietà vuol dire, inoltre, prendere la propria strada per costruire giustizia; non limitarsi a seguire altre strade, già battute, anche se buone.

Un’ultima osservazione: il progresso e lo sviluppo vengono abitualmente valutati in base a parametri economici. Non è così: è un errore.

Il benessere dipende da tanti fattori. Anche dall’amicizia che c’è tra le persone, dal senso di sicurezza che scaturisce dall’avvertire intorno a sé persone che collaborano al bene comune.

Gli anni più giovani sono quelli che consentono di essere portati naturalmente a tessere amicizie.

Voi avete cominciato a farlo. Lo state facendo.

Il mio augurio è quello che continuiate in questa direzione.

Redazione: