ACQUAVIVA PICENA – Continua il nostro viaggio alla scoperta del mondo Scout. Oggi è la volta del Gruppo Scout Acquaviva P. 1, che conosceremo attraverso le parole della capogruppo Roberta Illuminati.
Raccontami un po’ la storia del gruppo. Come nasce?
Il gruppo nasce nel 1995: l’anno scorso abbiamo festeggiato il trentennale con varie attività. Nasce grazie al contributo di alcuni genitori di Acquaviva che, con l’aiuto di don Angelo Palmioli, allora parroco di Acquaviva, hanno deciso d’intraprendere questo percorso per dare un’alternativa educativa ai giovani del paese. Dal ’92 al ’95 per chi decise di partire fu fondamentale il supporto della comunità capi del gruppo scout Grottammare 1, che curò la formazione di questi genitori permettendo al gruppo di partire con le attività; con il Grottammare 1 sono rimasti, negli anni, una stretta amicizia ed un forte legame. I genitori, pur non sapendo nulla di scoutismo, hanno deciso d’intraprendere questo percorso perché il paese stava vivendo anni difficili e c’era un forte disagio all’interno della comunità e credevano che lo scoutismo potesse rappresentare una proposta educativa per i giovani. Ad oggi posso dire che lo scoutismo è diventato una realtà cittadina che guida, sostiene e educa i giovani del paese, ma anche di quelli che vengono da fuori. Lo spirito che ha mosso i primi genitori è quello che cerchiamo di portare avanti anche adesso nella nostra comunità capi, in cui ci sono sia dei genitori che hanno i figli all’interno delle varie branche, sia capi che non li hanno, ma tutti sono spinti al bene verso i ragazzi.
C’è stata, in questo gruppo, qualche personalità di spicco? Sia quelle più vicine a te sia quelle che, magari, ti sono state raccontate …
La nostra comunità capi ha visto l’alternarsi di diversi capi, sia chi è rimasto solo per un periodo di tempo limitato, sia chi invece è stata una pietra miliare di questo gruppo e che, con il proprio esempio, ci guida. Tra i capi storici, che hanno dato vita al gruppo penso a Federico Quondamatteo, Gianpiero Antonielli e Renata Passerini. Ci sono stati Giuseppe Scarpa, mitico Akela del nostro gruppo, Valeria Di Salvatore ed Ezio Giancarli, i primi capireparto di questo gruppo, Paolo Colonnella, importante capo clan. Più recentemente non posso fare a meno di ricordare Ilaria Tassotti, venuta purtroppo a mancare 4 anni fa, che è stata Akela, caporeparto, capo fuoco e capogruppo oltre che bravissima educatrice, che ha messo tutta sé stessa nel servizio. Ad oggi abbiamo capi che sono diventati storici, perché fanno servizio da più di vent’anni in gruppo ed alcuni di loro hanno ricoperto anche delle cariche in zona: penso a Vincenzo Colonnella, Andrea Bartolomei, Serena Tassotti, Morena Mercuri, Silvia Colonnella e Marta Fontana, tutte persone che rappresentano il gruppo.
Come vive la parrocchia il vostro gruppo?
Io credo che il nostro gruppo sia fortemente integrato all’interno della nostra parrocchia. Il tutto è stato possibile anche grazie al nostro Assistente Ecclesiastico, ovvero don Giuseppe “Peppe” Giudici, che è un vero punto di riferimento per la nostra comunità capi, oltre che membro attivo di essa. Per il resto noi cerchiamo di cooperare con le altre realtà parrocchiali, dal catechismo alla Caritas, e siamo in contatto con loro. C’è l’ovvia partecipazione alla Messa vespertina del Sabato a cui partecipiamo di gruppo, oltre a prendere parte, sempre di gruppo, alle cerimonie più importanti dell’anno liturgico. La nostra idea, in comunità capi, è quella di vivere la vita parrocchiale in modo tale da essere testimoni di fede; insomma, il rapporto è positivo e cechiamo di vivere al meglio tutte le proposte della parrocchia.
Qual è il messaggio educativo che più tenete a mandare ai vostri ragazzi?
Il messaggio che abbiamo cercato di mandare ai ragazzi e su cui abbiamo lavorato e continuiamo a lavorare, è quello di educare al sogno, a migliorare la fiducia in se stessi, a rendere i ragazzi partecipi e responsabili di quello che fanno, focalizzandoci sulla creazione di relazioni significative, il tutto declinandolo nel linguaggio delle varie branche. Per quanto riguarda i genitori, stiamo cercando di creare un legame con i genitori che vada al di là delle semplici riunioni, attraverso momenti con loro che possono essere di festa, di gioco o formativi. Lo scorso anno, per esempio, abbiamo organizzato un evento con un pedagogista. Cerchiamo di creare dei momenti in cui anche i genitori possano “vivere l’esperienza scout”; l’obiettivo, dunque, è avvicinarli condividendo i nostri obiettivi e coinvolgendoli in situazioni ed eventi, il tutto finalizzato a saldare un’alleanza educativa che mira al benessere dei ragazzi.