DIOCESI – Nell’ambito del progetto su comunicazione ed informazione denominato “La foresta che cresce“, il giornale L’Ancora ha indetto un concorso rivolto agli studenti e alle studentesse delle Scuole Superiori del Territorio: ogni giovane che ha preso parte al progetto potrà scegliere una notizia della settimana precedente e commentarla con un articolo scritto singolarmente o a più mani. Tutti gli articoli verranno pubblicati, di volta in volta, sul giornale L’Ancora e durante il Meeting Nazionale dei Giornalisti e delle Giornaliste, che si terrà tra la fine di Maggio e l’inizio di Giugno 2026 a San Benedetto del Tronto, verranno decretati i vincitori o le vincitrici.
Oggi pubblichiamo l’articolo scritto dagli studenti Andrea Alessandrini e Riccardo Perri, della classe 3ªB del Liceo Scientifico “Orsini” di Ascoli Piceno.
Di Andrea Alessandrini e Riccardo Perri
Un Sabato sera trasformato in un incubo. Quella che doveva essere una normale serata in centro si è trasformata in un incubo che ha sconvolto tutta Massa. Giacomo Bongiorni, un uomo di 47 anni, ha perso la vita sotto gli occhi del figlio di soli 11 anni.
Ma come si fa a morire così, per una stupida lite con dei ragazzi?
Tutto è iniziato intorno all’ 1.20 di notte. Bongiorni era con la compagna e il figlio al locale del cognato per mangiare qualcosa. Fuori si trovava un gruppo di ragazzi (probabilmente 5 persone), le quali hanno iniziato a fare confusione lanciando bottiglie contro la vetrina di un kebab lì vicino. Bongiorni e il cognato si sono avvicinati per dire loro di smetterla, una cosa che avrebbe fatto chiunque. Invece di fermarsi, il gruppo è passato alle mani.
Pare che dalle telecamere della piazza si veda tutto: un’aggressione flash, durata meno di mezzo minuto, ma violentissima. Bongiorni è caduto a terra, probabilmente per un pugno, e ha battuto forte la testa. La cosa più assurda è che, stando alle indagini, il gruppo non si sarebbe fermato neanche quando l’uomo era a terra, continuando a colpirlo. Anche il cognato è finito in ospedale nel tentativo di difenderlo. Gli aggressori poi sono scappati via nel buio, lasciando un bambino sotto choc e un uomo a terra morto.
Ma chi è che avrebbe commesso questo crudele delitto?
I carabinieri si sono mossi subito. Al momento ci sono tre fermati per omicidio volontario: due ragazzi rumeni e uno italiano. Quest’ultimo, che pare sia un esperto di boxe, ha provato a giustificarsi dicendo che Bongiorni gli avrebbe dato una testata per primo, ma gli inquirenti non sembrano convinti. Ci sono anche altri due minorenni indagati per rissa.
Ora si aspetta l’autopsia per capire meglio le dinamiche e la causa precisa della morte.
La cosa che fa più male, però, è pensare che un uomo sia morto per nulla. Non si può perdere la vita per una lite del genere, nata per aver provato a fermare dei vandali. È una violenza che non ha alcun senso e che non può essere giustificata in nessun modo.