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FOTO Villa Pigna, il vescovo Gianpiero benedice il nuovo organo della chiesa di San Luca Evangelista

FOLIGNANO – Si è tenuto domenica 19 aprile, presso la chiesa di San Luca Evangelista in Villa Pigna, dalle ore 19.00, il secondo dei tre concerti atti ad inaugurare il nuovo organo parrocchiale.

Oltre ai fedeli, accorsi a questa iniziativa, erano presenti il vescovo Gianpiero Palmieri, il quale ha presieduto il rito di benedizione dell’organo, il parroco delle parrocchie di San Luca Evangelista e di San Benedetto Abate in Marino del Tronto, don Francesco Fulvi, Matteo Terrani, Sindaco di Folignano, ed Alessandro Giorgioni, Luogotenente Carica Speciale dei Carabinieri . Inoltre, ospite di questa seconda serata, era il maestro Roberto Marini, docente presso Pontificio Istituto di Musica Sacra e al Conservatorio di Pescara.

Come detto in precedenza, il vescovo Palmieri ha presieduto il rito di benedizione dell’organo ed ha spiegato come, già nella liturgia ebraica, il canto e la musica fossero importanti, soprattutto quando venivano accompagnati dalla danza; inoltre, ha aggiunto che probabilmente la fortuna dell’organo è stata dovuta nei secoli al fatto che ha un suono che sembra provenire da un’altra realtà; nondimeno, le canne, rivolte verso l’alto, spingono a far volgere lo sguardo verso il cielo. Mons. Palmieri ha poi sottolineato come nel territorio piceno ci siano tantissimi organi, soprattutto antichi, e come l’amore alla musica sia testimoniato anche dalla presenza di molti cori. «Sicuramente questo nuovo organo – ha detto il vescovo – va a collocarsi tra i nuovi organi recentemente realizzati, collocandosi in un’ottima posizione».

Don Francesco si è mostrato molto soddisfatto per la riuscita del concerto: ha ringraziato il vescovo per la presenza e poi ha rivolto parole di ammirazione nei confronti del maestro Marini: «Sono molto grato al vescovo per la sua presenza e lo ringrazio per le parole positive ed incoraggianti che ci ha rivolto; del resto, la sensibilità del nostro pastore per l’arte e per la liturgia è nota. Il concerto del maestro Marini è andato molto bene ed ha rappresentato un momento di grande arte; infatti, il maestro è un concertista di livello internazionale ed averlo avuto come ospite è stato un motivo di grandissimo orgoglio. Il programma che ha presentato ha toccato sia le pagine classiche bachiane, ma si è affacciato anche al ‘900 tramite il sinfonismo francese di Charles-Marie Widor; per di più, Marini ha eseguito “Introduzione e passacaglia” di Max Reger, autore di cui il maestro è esperto avendone inciso l’opera omnia. Infine, ha eseguito lo studio sinfonico di Marco Enrico Bossi, dando anche un’impronta italiana al programma.

La comunità ha risposto bene, così come lo ha fatto in occasione del primo concerto, quello del maestro Daniele Dori, che invece ha presentato – anch’egli con grande maestria – un repertorio di musica antica (dai pre-bachiani alla generazione dopo Bach).

Ne approfitto per fare una considerazione personale da organista: l’eclettismo del maestro Marini è noto ed è stato molto intrigante vedere come, anche con un organo di matrice barocca – quale è il nostro Führer – abbia voluto eseguire un repertorio che andava al di là della tipologia dello strumento; insomma, ha voluto dimostrare che, anche su organi impostati per un repertorio barocco, è stato possibile portare un repertorio novecentesco e questo è molto interessante.

Non siamo sempre abituati a questo tipo di concerti, e proprio per questo sentiamo il bisogno di riscoprirne il valore. Si tratta di una musica che affonda le sue radici già nei primi secoli dell’età moderna e che ha posto le basi di gran parte del linguaggio musicale che oggi ascoltiamo. L’organo, spesso percepito come distante dall’uditorio contemporaneo, è uno strumento in grado di generare armonie e intrecci sonori di cui possiamo rimanere soltanto profondamente meravigliati.

Il mio invito – ed è quello che ho detto ai miei parrocchiani – è quello di lasciarci accompagnare in un ascolto nuovo, seppur difficile: come quando si entra in una chiesa antica e, solo sostando un poco, si cominciano a cogliere dettagli e armonie che a un primo sguardo sfuggono… Così è anche per questa musica: richiede tempo, ma sa donare una bellezza che cresce dentro, poco alla volta. È un cammino che può educare l’orecchio e lo spirito, aprendo a una dimensione più profonda dell’esperienza estetica e, perché no, anche della preghiera.

E proprio a proposito della preghiera, mi preme sottolineare che questo strumento è stato voluto innanzitutto per accompagnare e sostenere la preghiera liturgica della comunità. Prima viene il suo servizio alla liturgia, e poi l’uso concertistico: una priorità che non diminuisce il valore dei concerti, ma anzi li illumina di un significato ancora più profondo. Alla luce di ciò è particolarmente preziosa e vorrei dire “benedetta” l’iniziativa di offrire alla comunità anche momenti concertistici, che permettono di apprezzare la ricchezza di questo strumento in tutta la sua espressività».

Don Francesco ha precisato che il terzo concerto del Maestro Alessandro Licata, previsto per il 26 aprile, è rinviato per motivi tecnici a data da destinarsi.

Alessandro Palumbi: Nato ad Ascoli Piceno il 05/11/2001. Diplomato presso il Liceo Classico "Francesco Stabili" di Ascoli Piceno nel 2020. Laurea Triennale in Lettere Classiche ottenuta presso UNIMC nel 2023 Laurea Magistrale in Filologia Classica ottenuta presso UNIMC nel 2026