COSSIGNANO – “Bentornato San Giorgio!” È proprio il caso di dirlo, poiché l’altorilievo collocato nella Porta “da Levante” del borgo di Cossignano domenica 19 aprile alle ore 12 è in realtà una “ri-collocazione” piuttosto che un’opera posizionata ex novo. La commissione è stata data allo scultore romano di origini cossignanesi, molto noto nel territorio, Luciano Capriotti, chiamato il “medico-artista” per aver coniugato la propria professione di cardiologo con quella di scultore.
Ma leggiamo cosa ha detto il Sindaco Roberto Luciani all’inaugurazione: “Dal 1303 Cossignano ha scelto come patrono San Giorgio. Qui, su questa porta, il punto più antico dell’antica cinta muraria, l’artista Capriotti, che ha origini cossignanesi, propose di realizzare un altorilievo che potesse di nuovo caratterizzare la protezione patronale.
Abbiamo avuto negli anni difficoltà per reperire i fondi, ma poi grazie al Progetto di riqualificazione Tessuinum ed al PNRR abbiamo avuto l’opportunità di restituire tanti edifici storici danneggiati dal terremoto del 2016, in quanto siamo collocati nel cosiddetto cratere sismico – e in questo caso di migliorare un’opera architettonica storica già esistente. Ringrazio il Commissario straordinario del Governo per la riparazione e la ricostruzione sisma, Guido Castelli, che ci ha permesso di finanziare, approvando i nostri progetti di riqualificazione, tante opere, tra cui anche questa collocazione artistica. Ringrazio inoltre la Regione, oggi presente tra noi: Enrico Piergallini, Consigliere regionale e Vice Presidente del Consiglio Regionale delle Marche; il Consigliere provinciale Serena Silvestri; il Sindaco di Ripatransone Alessandro Lucciarini De Vincenzi; l’ex sindaco di Cossignano Giancarlo Vesperini; le Forze dell’Ordine e le altre Autorità intervenute.
Un ringraziamento immenso va al nostro parroco, Mons. Federico Pompei, che ci sostiene ed incoraggia insieme al vice Don Claudio Capecci a “ricostruire”, valorizzare, radunare le pecorelle che si erano sparpagliate e riportarle all’ovile. Mons. Federico va proprio fisicamente casa per casa a cercare le persone; adesso, piano piano, ci stiamo ricompattando, grazie di cuore”.
Dopo aver scoperto l’opera, tutti i presenti hanno applaudito e l’artista Luciano Capriotti ha spiegato che: “Abbiamo riportato il nostro Santo patrono nella sua naturale sede. L’altorilievo è in terracotta, eseguito tra dicembre 2025 e gennaio 2026, raffigura il combattimento di San Giorgio col drago e si ispira liberamente ad un famoso dipinto di Carlo Crivelli del 1470 — facente parte del Polittico di Porto San Giorgio, attualmente conservato a Boston. Sullo sfondo dell’icona si potrà riconoscere il paesaggio di Cossignano. Ci piace ribattezzare l’opera come “Il ritorno di San Giorgio”. Ho dedicato questa opera a mio nonno Adelino e a mio padre Nello, che sono nati qui”. Mons. Federico Pompei ha benedetto l’opera e i presenti e ricordato la figura indomita di San Giorgio, che ci deve essere di esempio per le battaglie interne ed esterne e come sicurezza ed incoraggiamento della vittoria del Bene sul male. Ha ricordato che il 23 aprile alle ore 18 ci sarà la ricorrenza della festa del Santo con una celebrazione alle ore 18.00.
Il Sindaco ha aggiunto una curiosità: il progetto non voluto di un grande ripetitore-antenna proprio davanti alla Porta di Levante, sul sottostante declivio verde, e dell’impensabile ritrovamento, durante lo scavo, di una fornace medievale e di altri strati archeologici… “che fortunatamente hanno bloccato i lavori per l’antenna ed è qui che San Giorgio ci ha già protetto da una sovrastruttura ambientale che non volevamo!”.
Capriotti, l’artista, ha aggiunto: “La Porta di Levante di Cossignano è la parte meglio conservata dell’antica cinta muraria del castello, risalente alla fine del XIII secolo. Viene anche denominata Porta di San Giorgio, in quanto in una nicchia della faccia frontale era anticamente dipinta un’immagine del Santo, completamente svanita già all’inizio del XX secolo. Con questa opera viene ripristinata la raffigurazione del Santo tradizionalmente posta a protezione dell’ingresso del borgo. Mi sono ispirato ad un’opera di Carlo Crivelli ed ho usato i colori neutri dei mattoni, con dei piccoli mosaici in vetro che, a seconda delle ore di sole, brilleranno.
L’icona del combattimento di S. Giorgio contro il drago, oltre a rappresentare il tradizionale conflitto tra il Bene e il Male, risolto a favore del Bene quando illuminato dalla Grazia Divina, ha anche una spiegazione di natura ambientalista ed ecologica. Infatti il nome di Giorgio, in greco Gheorgheos, significa “l’uomo che coltiva la terra”, l’agricoltore; mentre il drago, dal pestilenziale alito mortifero, rappresenta la causa della desolazione e dell’abbandono dei terreni resi acquitrinosi, selvatici e malarici. È quindi la solerzia e la laboriosità dell’uomo dedito a curare giudiziosamente il territorio e a renderlo fruttifero col suo lavoro agricolo che protegge e salva la natura”.
Una gradevole mattinata, con tante persone affacciate allo scosceso balcone su cui si affaccia l’antica Porta di “Levante” con il suo bell’altorilievo raffigurante il “ritorno” di San Giorgio patrono a Cossignano.

















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