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FOTO Diocesi del Piceno, Vescovo Palmieri: Anche quando tutto sembra perso, il Signore ci rialza

ASCOLI PICENO – Si è tenuta ieri, venerdì 3 aprile, alle ore 15.00 presso la Cattedrale Madonna della Marina a San Benedetto del Tronto e alle ore 18:30, presso la chiesa del Santissimo Crocifisso di Ascoli Piceno, la celebrazione della Liturgia della Passione, presieduta dal vescovo Gianpiero Palmieri.

Un profondo silenzio ha avvolto la processione d’ingresso: nessun canto, nessuna parola. L’altare spoglio, privo di croce, di candele, di tovaglie, ha accolto il Vescovo Palmieri che, giunto dinanzi ad esso, si è prostrato a terra in preghiera, seguito da sacerdoti e diaconi.

È stato un momento di raccoglimento, immerso in un silenzio assoluto, che ha preparato l’assemblea all’inizio dell’Azione liturgica del Venerdì Santo. Mons. Palmieri si è poi recato alla sede per recitare la preghiera di apertura, dando così avvio alla celebrazione.

Dopo la lettura della Passione secondo Giovanni, prende la parola il vescovo Palmieri per l’omelia: «Gesù, al momento della caduta, è come se si andasse a mischiare con la polvere ed il fango; difatti, noi sappiamo dalle Scritture che l’Uomo è solo polvere e terra, sulle quali, però, Dio soffia lo Spirito Santo e l’Uomo diventa un essere vivente. Gesù adesso è figlio di Dio che deve sperimentare la polvere.

Durante la Domenica delle Palme si celebra ogni volta una Passione diversa: i racconti di Matteo, Marco e Luca sono molto diversi sia nella narrazione, sia nei dettagli che vengono descritti; invece, il Venerdì Santo si legge sempre quello di Giovanni, perché è il Vangelo in cui Gesù vive la passione nella sua dignità di figlio di Dio: lui è il Signore e quello che sta avvenendo non capita perché è lui a subire o perché gli viene strappata la vita o perché gli uomini hanno la meglio su di lui oppure perché vince il Male; al contrario, avviene perché il Figlio consegna sé stesso alle mani degli uomini, pur rimanendo il Signore. È lui che vuole sperimentare polvere e fango, vuole entrare nella dimensione più debole dell’uomo per farsi vicino a loro.

Tale volontà richiama la conclusione del Salmo 22: “quanti sono nella polvere si curveranno davanti a Lui, perché tutti vivranno grazie a Dio”. E questo è proprio quello che fa Gesù.

Questa è la nostra esperienza come credenti: quando pensiamo di aver perso tutto, quando crediamo di aver sperimentato la nostra tristezza e la fatica, ecco che il Signore ci fa sentire il proprio Spirito di vita e ci rialza in piedi».

Dopo l’omelia, è seguita la solenne preghiera universale con le dieci invocazioni: per la santa Chiesa, il Papa, gli ordini sacri, i fedeli, i catecumeni, l’unità dei cristiani, gli ebrei, i non credenti, i governanti, e tutti coloro che vivono nella prova.

È giunto poi il momento più toccante della celebrazione: l’adorazione della Croce.

La Croce è stata venerata dal Vescovo Palmieri, seguito dai sacerdoti, seminaristi e dall’intera assemblea.

Nella Cattedrale di San Benedetto del Tronto una lunga fila silenziosa si è formata, per baciare la Croce con devozione e amore.

La celebrazione si è conclusa nel silenzio. Dopo la genuflessione davanti alla Croce, tutti si sono allontanati in raccoglimento.

San Benedetto del Tronto

Ascoli Piceno

 

 

 

 

 

Alessandro Palumbi: Nato ad Ascoli Piceno il 05/11/2001. Diplomato presso il Liceo Classico "Francesco Stabili" di Ascoli Piceno nel 2020. Laurea Triennale in Lettere Classiche ottenuta presso UNIMC nel 2023 Laurea Magistrale in Filologia Classica ottenuta presso UNIMC nel 2026