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Caritas San Benedetto: Chi si candida alle elezioni darà priorità anche agli ultimi?

DIOCESI – Pubblichiamo la lettera della Caritas della diocesi di San Benedetto del Tronto – Ripatransone – Montalto.

Pasqua: è ora di tornare a vivere da vivi!

La Pasqua non può ridursi a una sbiadita rievocazione storica o a un rito stanco, magari condito dai soliti auguri copia-incolla. La Pasqua, quella vera, è un evento rivoluzionario. È la forza d’urto capace di rotolare via i macigni dai nostri “sepolcri esistenziali”, di dare uno scossone alla nostra indifferenza, di mandare in crisi le nostre coscienze e trasformare ogni fallimento in rinascita. Questo è ciò che posso e possiamo vivere: una fede che scuote, non che rassicura.

Il peso della dignità

Guardiamoci intorno. Se qualcuno comunica la presenza di cani randagi, scatta subito la gara di solidarietà. Intervengono associazioni, guardie zoofile e vigili e si trova immediatamente un posto sicuro per loro. E giustamente. Ma quando si segnala che ci sono persone che dormono per strada, gli unici a muoversi sono spesso i “difensori del decoro urbano”. Ci preoccupiamo del colpo d’occhio della città e dimentichiamo la dignità umana, che non svanisce mai, neanche dietro l’errore più grande. Pasqua è possibilità di diventare protagonisti di una vita che risorge per tutti, non sedersi per guardare qualcuno morire in croce.

La scelta di non sparare

Se poi allarghiamo lo sguardo ci accorgiamo delle immagini che arrivano dall’Ucraina, dal Medio Oriente e dalle troppe guerre dimenticate. Sembrano i frame di un videogioco ma sono morti reali, pianificate dai mercanti della morte che mandano al macello i figli della povera gente. È ora di rispolverare il coraggio di Don Lorenzo Milani: l’obbedienza non è più una virtù. Come cristiani abbiamo il dovere di educare le nuove generazioni all’obiezione di coscienza, al rifiuto totale della violenza. Proviamo a pensarci: con chi combatterebbero i “grandi” della Terra se ogni soldato decidesse di non gettare bombe o sparare a chi, pur essendo indicato come nemico, è solo un fratello? Pasqua è possibilità di realizzare il sogno di un mondo che disarma le mani e le parole, altro che perdere tempo a rianimare vecchie ideologie razziste.

Una Chiesa senza paura

Osservando le nostre comunità cristiane, l’impressione è che fatichino a incarnare la Parola, restando troppo spesso inermi dinanzi alle ingiustizie. Dove è finito il coraggio di Gesù nel “trasgredire” le regole per rimettere al centro l’essere umano?

Ci manca l’audacia di Pietro che scuote le piazze, l’affanno vitale delle donne che corrono ad annunciare la Resurrezione, il coraggio di Stefano davanti al martirio. La nostra vocazione profetica sembra sbiadita. Dov’è l’impegno politico serio per una “società altra”? Chi si candida a servire il bene comune è davvero disposto a dare priorità agli ultimi, agli invisibili che popolano le nostre strade?

Non saremo mai credibili se resteremo arroccati nelle nostre paure, ignorando che il mondo ha fame di bellezza e di verità. La Pasqua è l’occasione per diventare una Chiesa che attrae con i fatti, non con le prediche; una Chiesa capace di seminare unità e amore in un tempo frammentato, conflittuale e disperato.

Ecco l’augurio pasquale: lasciamoci rialzare dal Risorto che passa. Smettiamo di sopravvivere e iniziamo, finalmente, a vivere da vivi.

 

Redazione: