X

FOTO A Cossignano la prima Via Crucis Vivente

COSSIGNANO – Si è svolta con grande partecipazione, nel suggestivo centro storico di Cossignano, la prima “Via Crucis Vivente”, un’iniziativa che ha coinvolto l’intera comunità nel ricordo della Passione e morte di Gesù nel giorno del Venerdì Santo, ieri, 3 aprile.

L’evento è stato promosso dal parroco Mons. Federico Pompei insieme al vicario parrocchiale don Claudio Capecci e al comitato parrocchiale “Eloì, Eloì, lama sabactani” della parrocchia Santa Maria Assunta. Le quattordici Stazioni sono state dislocate lungo le vie dell’antico borgo, dove figuranti in costume hanno dato vita, di volta in volta, ai momenti salienti della Via Crucis.

I protagonisti delle diverse scene sono entrati in azione in corrispondenza della propria Stazione, per poi unirsi al popolo dei fedeli, che ha seguito in modo itinerante l’intero percorso. Un lettore ha accompagnato la rappresentazione leggendo e spiegando quanto accadeva, favorendo la meditazione dei presenti. Non sono mancati i personaggi simbolo della tradizione: Gesù, le Pie Donne, la Veronica, il Cireneo e i ladroni.

«Si è trattato di una semplice ma significativa sacra rappresentazione delle Stationes», aveva spiegato Mons. Pompei, sottolineando come il poco tempo a disposizione dall’insediamento ufficiale, avvenuto il 16 gennaio 2026, non abbia consentito l’organizzazione di una più complessa “Passione vivente”, con copioni strutturati e parti da interpretare. Per questo motivo si è scelto, in accordo con il comitato, di realizzare una Via Crucis vivente, accompagnata dalle letture e da brevi momenti di riflessione lungo il percorso.

La partecipazione è stata ampia e sentita, con numerosi giovani e famiglie coinvolti sia come figuranti sia come pubblico. Ogni Stazione ha rappresentato anche un momento di sosta e meditazione, culminato nel pensiero finale di speranza, espresso al termine della celebrazione, a ricordare come alla Croce segua sempre un messaggio di rinascita.

L’organizzazione, curata nei minimi dettagli, ha visto un particolare impegno da parte di don Claudio Capecci, responsabile anche dei costumi e delle scene, contribuendo al successo di un’iniziativa accolta con entusiasmo dall’intera comunità.

Susanna Faviani: Giornalista pubblicista dal '98 , ha scritto sul Corriere Adriatico per 10 anni, su l'Osservatore Romano , organo di stampa della Santa Sede per 5 anni e dal 2008 su L'Avvenire, quotidiano della CEI. E' Docente di Arte e Immagine nella scuola secondaria di primo grado di Grottammare dal 1996. Ha scritto libri e suoi articoli di Storia dell'Arte e Storia sono in varie pubblicazioni. Dirige un periodico culturale online : www.laconchiglianews.it .