GROTTAMMARE – Il viaggio del nostro giornale sta per concludersi, ci troviamo, infatti a Grottammare per conoscere gli ultimi gruppi scout della zona Picena.
Oggi è il turno del gruppo scout Grottammare 2 di cui abbiamo conosciuto i capigruppo, Martina Lelli e Leonardo Marconi, ed altri capi che ci hanno permesso di conoscere qualcosa in più del loro gruppo.
Raccontatemi la vostra storia, come nascete?
Il gruppo scout Grottammare 2 nasce l’8 dicembre 1988 presso la chiesa Gran Madre di Dio, per la volontà dell’allora parroco don Gianni Anelli.
La parrocchia era stata costruita negli anni ‘70 e il quartiere, da agricolo, si stava trasformando in un quartiere residenziale con nuovi palazzi che venivano costruiti e persone che vi si insediavano.
A livello parrocchiale oltre il catechismo non vi erano altre associazioni che si occupavano del mondo giovanile. In quegli anni i ragazzi frequentavano la parrocchia solo per sfruttare il campetto da calcio; perciò, don Gianni volle quindi creare un gruppo parrocchiale che attirasse e educasse i giovani. Visto che già le parrocchie confinanti vivevano le attività dei propri gruppi scout, ovvero del Grottammare 1 e del San Benedetto 3, il parroco volle anche lui affidarsi a quest’associazione cattolica per iniziare. Grazie all’aiuto di capi brevettati e della disponibilità di alcuni genitori il giorno dell’immacolata del 1988 iniziò l’avventura del nostro gruppo, in particolare con il reparto, e poi con i lupetti. Il primo reparto “Airone” era composto da tre squadriglie Lupi, Cobra (Maschili) e Pantere (femminile) circa 22 ragazzi. Da allora il gruppo è cresciuto.
C’è stato qualche capo “iconico” e di riferimento del vostro gruppo?
I primi capi furono Claudio, Ornella, Gianni, Teresa, Gabriele, Rossella, Diva, Maria e Vincenzo. Ringraziamo quei primi capi che hanno dato la possibilità al gruppo di nascere, purtroppo alcuni di loro, compreso don Gianni, oggi sono in cielo ma a loro vanno ancora le nostre preghiere. In questi 38 anni il gruppo ha vissuto momenti belli e momenti un po’ più turbolenti come succede un po’ in tutte le famiglie. Sicuramente un momento di svolta è stato il 19 aprile 2009, giorno in cui grazie alla proposta dell’allora capo oggi “don Luca Rammella”, il gruppo è stato consacrato a Maria, da lì in poi sicuramente possiamo testimoniare che il manto della Nostra Mamma Celeste non ci ha più abbandonato.
Qual è il vostro rapporto con la parrocchia
La nostra parrocchia è per noi casa e punto di riferimento. Il rapporto è fondato su una collaborazione viva e costante: condividiamo cammini, obiettivi e responsabilità educative. Il gruppo scout partecipa attivamente alla vita parrocchiale, prendendo parte alle celebrazioni, ai momenti comunitari, alle riunioni e all’organizzazione di iniziative che coinvolgono grandi e piccoli. In particolare, accompagniamo bambini e ragazzi anche nel percorso di preparazione ai sacramenti, in sintonia con il parroco e con gli altri educatori della comunità. Questo legame stretto ci permette di essere pienamente inseriti nella realtà parrocchiale, non come una realtà “a parte”, ma come una presenza educativa che arricchisce e si lascia arricchire dalla vita della Chiesa locale.
Qual è il messaggio educativo che volete mandare ai vostri ragazzi? E come gestite il rapporto con i genitori?
Il messaggio educativo che desideriamo trasmettere ai ragazzi è innanzitutto la proposta di un cammino di fede vissuto nella quotidianità: accompagnarli a scoprire l’amore di Dio, a riconoscerLo presente nella loro vita e a rispondere a questo amore con scelte concrete di servizio, responsabilità e attenzione agli altri. Lo scoutismo, con il suo metodo, ci aiuta a educare “buoni cristiani e buoni cittadini”, capaci di vivere la fede in modo autentico e gioioso.
In questo percorso, il rapporto con i genitori è fondamentale. Li consideriamo alleati preziosi nell’educazione dei loro figli: cerchiamo un dialogo aperto e costante, condividendo obiettivi, valori e tappe del cammino. Attraverso incontri, momenti comunitari e occasioni di confronto, costruiamo insieme una corresponsabilità educativa che mette al centro il bene dei ragazzi e la loro crescita umana e spirituale.