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Scout San Benedetto 2, Annarita Rosati: “Vi racconto come è nato il nostro gruppo”

SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Il viaggio de L’Ancora alla scoperta dei Gruppi Scout delle Diocesi del Piceno prosegue con il Gruppo Scout San Benedetto 2. Abbiamo incontrato la Capogruppo, Annarita Rosati per farci raccontare come la storia del Gruppo, i capi più rappresentativi che si sono succeduti negli anni, il rapporto con la parrocchia ed il messaggio educativo che vuole trasmettere ai ragazzi.

Come nasce il Gruppo Scout San Benedetto 2?

Noi nasciamo nell’82 ufficialmente con il nome di San Benedetto 2, anche se il gruppo nasce un annetto prima con una squadriglia libera del Gruppo Scout San Benedetto 1, che originariamente si trovava nella parrocchia di Sant’Antonio, in centro. Noi ci troviamo nella parrocchia di San Giuseppe dei Padri Sacramentini.

I fondatori del nostro Gruppo sono Federico Quondamatteo e Dora Spazzafumo, da sempre vicini al Gruppo. Sono due figure importanti per il gruppo e per la parrocchia, perché hanno sperimentato da giovani lo Scoutismo, pur non conoscendolo, lo hanno amato e tuttora continuano a viverlo nella parrocchia attraverso vari servizi, come la Caritas ed altre attività.

Siamo stati il primo gruppo ad aver fatto Scoutismo Nautico: avevamo due reparti nautici, fino alla fine degli anni ’80. Recentemente abbiamo festeggiato i 40 anni di attività ed abbiamo sempre avuto la nostra sede nel centro di San Benedetto, la parte storica, quella dei marinai. Attualmente non siamo un gruppo numeroso, il Covid purtroppo ha inciso tanto e ci ha tolto molto, soprattutto all’interno della Comunità Capi.

C’è stato, nel gruppo, qualche capo iconico, che ha lasciato il segno? 

Come ho appena detto, sicuramente Federico Quondamatteo e Dora Spazzafumo, in quanto fondatori, poi sono capi tuttora presenti e ben voluti. Oltre a loro, in 44 anni di attività sono state moltissime le figure che hanno lasciato un’impronta al Gruppo. Voglio ricordare Francesco Colella, artista anche di un certo valore, purtroppo scomparso lo scorso anno. I nomi, per il resto sono tantissimi, non mi sento di citarli tutti, perché tutti sono stati e sono importanti per il nostro Gruppo.

Come vive il Gruppo il rapporto con la parrocchia?

Noi nasciamo nella parrocchia di San Giuseppe, parrocchia affidata ai padri Sacramentini, con cui c’è sempre stato un grande legame: molti, infatti, sono stati gli assistenti che ci hanno seguito e che sono cresciuti con noi nello Scoutismo.
Siamo sempre ben voluti e cerchiamo di partecipare – per quanto possibile – alle attività parrocchiali. Essendo un Gruppo del centro, noi raccogliamo non solo ragazzi della parrocchia: il centro di San Benedetto, infatti, è invecchiato ed i giovani non sono tantissimi; perciò, accogliamo chi  proviene da tutte e quattro le parrocchie del centro: oltre ai ragazzi della nostra parrocchia, quella di San Giuseppe, accogliamo anche quelli provenienti dalla Chiesa della Marina, da quella di San Benedetto Martire e da quella di Sant’Antonio di Padova. Attualmente il nostro assistente ecclesiastico è il parroco della parrocchia di San Benedetto Martire, don Guido Coccia;

Qual è il messaggio educativo che più tenete a trasmettere ai vostri ragazzi e quale rapporto cercate di  costruire con i genitori?

In occasione dei 40 anni della nascita del nostro Gruppo, che abbiamo celebrato nel 2022, abbiamo deciso di riportare con forza lo Scoutismo al centro delle nostre comunità. Ovviamente, là dove era necessario e possibile: il centro cittadino, infatti, ha tante problematiche sociali, soprattutto nelle fasce d’età di cui ci occupiamo, soprattutto dai 14 ai 20 anni; ma, grazie alla collaborazione tra le quattro parrocchie, siamo riusciti a risollevarci, portando a conoscenza delle famiglie alcuni fondamenti dello Scoutismo. Noi non lavoriamo per noi stessi: siamo un’agenzia educativa che cerca in ogni modo di avere collegamenti con il territorio, in particolare quello comunale, non sempre riuscendoci. Quello che è alla base del nostro progetto educativo è ragionare sulle esigenze non solo dei ragazzi e delle famiglie da cui provengono, ma anche della possibilità di andare al di fuori della nostra sede, cercando quindi di vivere ed essere sempre più presenti nel quartiere.

I punti fondamentali educativi del nostro Gruppo sono quelli dati dal nostro fondatore, Robert Baden-Powell: abilità manuale, salute e forza fisica, servizio al prossimo e formazione del carattere. Noi cerchiamo di rendere protagonisti i nostri ragazzi fin dai primi passi, che si realizzano dai 7/8 anni nei Lupetti, fino a condurli a compiere una scelta attraverso le proprie capacità sperimentate sul campo e sulla strada ed attraverso l’autoeducazione.

Per quanto riguarda il rapporto con i genitori, questo è un punto importante del nostro progetto. Senza genitori non facciamo educazione: i genitori, infatti, non vengono a lasciare i propri figli nel “parcheggio” dello Scoutismo e poi se ne vanno; al contrario, sono chiamati a diventare elementi essenziali per la crescita dei loro figli. In questi anni abbiamo cercato, attraverso alcune attività, di creare una sinergia che permetta di far vivere ai genitori momenti significativi insieme ai figli, al fine di raggiungere un doppio obiettivo: conoscere un po’ di più il mondo dello Scoutismo e condividere quello che vivono i propri figli.

 

Alessandro Palumbi: Nato ad Ascoli Piceno il 05/11/2001, ho conseguito la laurea triennale in Lettere Classiche presso l'università degli studi di Macerata e sto per concludere il percorso di laurea magistrale in Filologia Classica