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Diocesi del Piceno, Vescovo Palmieri: necessità di un ripensamento dei Consigli Pastorali Parrocchiali

GROTTAMMARE – Sono terminati gli incontri vicariali  che l’arcivescovo Gianpiero Palmieri, vescovo delle Diocesi del Piceno, ha voluto vivere con i presbiteri e i componenti dei Consigli Pastorali Parrocchiali delle varie Vicarie.

In particolare, Giovedì 5 Marzo, alle ore 21:00, abbiamo seguito l’incontro che si è svolto a Grottammare, presso l’Oasi francescana “Santa Maria dei Monti”, rivolto alla Vicaria “Madonna di San Giovanni”,  guidata dal vicario foraneo mons. Federico Pompei. A fare gli onori di casa è stato padre Ferdinando Campana OFM.

Durante l’incontro sono state presentate “Le linee pastorali 2026” di entrambe le Diocesi del Piceno.  Il “Quaderno” di lavoro è stato distribuito ai rappresentanti dei Consigli Pastorali Parrocchiali ed è il frutto della riflessione del vescovo dopo l’ascolto di proposte, punti positivi e punti negativi a seguito di molti incontri promossi dalle parrocchie nelle due Diocesi.

Le parole del vescovo Gianpiero

Perché linee pastorali e non un piano pastorale? Sono queste le idee e gli spunti di riflessione seguiti a tante riunioni condivise. Sono le proposte scaturite da voi” ha spiegato mons. Gianpiero Palmieri ai Presbiteri che accompagnavano i propri Consigli Pastorali parrocchiali e alle tante persone che hanno riempito la chiesa dell’Oasi.

Le 4 linee pastorali

Rilevo 4 grandi linee, che nascono dal basso e ritornano ad ogni parrocchia – ha detto mons. Palmieri -.

Una curiosità è che entrambe le Diocesi hanno ribadito di  riposizionare Gesù al centro: dalla Sua centralità, nasce la Missione. Proprio perché ho incontrato Gesù vivo, infatti, voglio condividere la Buona Notizia.

 Seconda linea è il camminare insieme, ripensando l’annuncio agli adulti e ai giovani di oggi. Dalle riflessioni è giustamente emerso il non-giudizio, l’accompagnamento, l’attenzione alla disabilità ed alle fragilità, l’accoglienza per tutti”.

La terza linea verte sulla Ministerialità, i carismi, le equipe ministeriali e le zone pastorali.

La quarta sezione è un vademecum per i Consigli Pastorali Parrocchiali.

La necessità di un ripensamento dei Consigli Pastorali parrocchiali

Il Vescovo ha descritto i cambiamenti della vita di oggi ed il conseguente necessario ripensamento dei CPP in direzione dello stile sinodale, l’importanza della trasparenza e del rendiconto.

Attenzione però a non clericalizzare troppo i laici. Attenzione che non diventi un potere, far parte di un Consiglio Pastorale Parrocchiale – ha ammonito il vescovo, ribandendo il servizio prezioso e gratuito che si può offrire alla parrocchia ed alla comunità.

L’importanza di meditare la Parola anche nelle case e nei luoghi di lavoro

Mons. Palmieri infine ha confermato e promosso:  “Il primato della Parola di Dio, la pratica della meditazione, la necessità di curare la formazione di animatori di gruppo di ascolto del Vangelo, anche nelle case o nei luoghi di lavoro. Importante curare la Liturgia, il saper rendere le chiese ”luoghi che parlano” anche senza celebrazione”.

I giovani e la centralità della Messa domenicale

Mons. Palmieri si è soffermato molto sui giovani, spiegando che hanno bisogno di buone notizie, non di obblighi, e ha ribadito la centralità della Messa domenicale, intesa anche come giorno del riposo e della meditazione  della settimana lavorativa o di studio.

Dopo aver spiegato le linee guida, il vescovo ha invitato a lavori di gruppo per proporre idee e proposte.

Susanna Faviani: Giornalista pubblicista dal '98 , ha scritto sul Corriere Adriatico per 10 anni, su l'Osservatore Romano , organo di stampa della Santa Sede per 5 anni e dal 2008 su L'Avvenire, quotidiano della CEI. E' Docente di Arte e Immagine nella scuola secondaria di primo grado di Grottammare dal 1996. Ha scritto libri e suoi articoli di Storia dell'Arte e Storia sono in varie pubblicazioni. Dirige un periodico culturale online : www.laconchiglianews.it .

View Comments (4)

  • Molto interessante e ricche di spunti personali, comunitarie le linee pastorali! Buon lavoro e fecondo ministero!

  • Tutto bello tutto giusto ma nella maggior parte delle parrocchie, si assiste ad una mancanza di giovani ed adulti, intendo giovani oltre i 25 anni ed adulti oltre i 40 /50 anni, sono rimasti solo gli anziani e i ragazzetti che dopo la cresima e la comunione scompaiono mano mano, per cui si assiste ad una presenza solo nelle feste comandate ed alle processioni dei Santi Patroni . Questa è la realtà che sta vivendo la Chiesa

  • Il Pastore è il Parroco. Dopo aver sentito tutti, solo lui deve decidere. Non è secondo l'insegnamento di Gesù, Buon Pastore, che il gregge conduca il Pastoe, il Parroco.

  • buongiorno, certo di obbedienza filiale:
    mi piacerebbe fare tesoro di quella donna , Montessori grande missionaria e rivoluzionaria
    per Educazione ai bambini, anche perché vi sono sempre adulti manco tanti capaci che fanno di sopravvissuti durante la messa da guidi.
    diac Carmine