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Sinodo: pubblicati i primi due rapporti finali dei gruppi di studio, il prossimo il 10 marzo

La Segreteria generale del Sinodo pubblica i primi due Rapporti finali dei Gruppi di studio istituiti da Papa Francesco all’indomani della prima sessione della XVI Assemblea generale ordinaria del Sinodo dei vescovi: quello del Gruppo di studio n. 3 su “La missione nell’ambiente digitale” e quello del Gruppo di studio n. 4 su “La revisione della Ratio fundamentalis institutionis sacerdotalis in prospettiva sinodale missionaria”. Insieme al Rapporto finale del Gruppo di studio n. 3, la Segreteria generale pubblica una Nota che illustra l’origine e il mandato dei Gruppi di studio, la natura dei Rapporti, il seguito operativo previsto. La Segreteria generale pubblicherà i Rapporti finali progressivamente.

La prossima pubblicazione è prevista per il marzo.

I Rapporti finali, le sintesi e la Nota della Segreteria generale sono disponibili sul sito.

Il Rapporto sulla missione nell’ambiente digitale (Gruppo n. 3) affronta una questione centrale emersa durante la XVI Assemblea: “come vivere la missione della Chiesa in una cultura sempre più plasmata dal digitale”. Tra i temi chiave: “la necessità di integrare la missione digitale nelle strutture ordinarie della Chiesa; l’approfondimento della nozione di giurisdizione territoriale alla luce delle comunità online; la formazione dei pastori e degli operatori pastorali alla cultura digitale”. Il Gruppo di studio n. 4, sulla formazione al sacerdozio, anziché procedere a una revisione della Ratio fundamentalis institutionis sacerdotalis (2016), ritenuta ancora valida nei suoi principi fondamentali, ha scelto di elaborare una “Proposta di documento orientativo” per la sua attuazione in chiave sinodale missionaria, alla luce delle indicazioni del Documento finale della XVI Assemblea. Tra le proposte: “l’alternanza tra la permanenza in seminario e la residenza in comunità parrocchiali o in altri ambienti ecclesiali; esperienze e momenti di formazione condivisi con laici, persone consacrate e ministri ordinati fin dalla tappa propedeutica; l’inclusione di donne preparate e competenti come corresponsabili a tutti i livelli della formazione, anche nell’équipe formativa; l’acquisizione di competenze per la corresponsabilità e il discernimento comunitario”.

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