(Foto Vatican Media/SIR)

“Il bene comune e la pace nella società non si improvvisano e non fioriscono sempre spontaneamente. Le luci e le ombre della nostra natura umana, limitata e ferita dal peccato, comportano la necessità che ci sia chi, di fronte al male, non resti a guardare, ma si assuma la responsabilità di intervenire, per tutelare le vittime e riportare all’ordine i trasgressori, sempre avendo a cuore il bene di tutti”. Lo ha detto il Papa, ricevendo in udienza, nel Palazzo apostolico, dirigenti e personale dell’Ispettorato di Pubblica Sicurezza presso il Vaticano.

“Ed è forse proprio per questo vostro impegno in prima persona – ha osservato Francesco – che le ‘auto azzurre’ diventano spesso punto di riferimento anche per tanti altri bisogni meno istituzionali, ma non meno importanti a livello umano, di cui pure vi fate carico: dalla richiesta di informazioni, ai piccoli imprevisti, o a chi si rivolge a voi per manifestare un disagio, o perché, sentendosi emarginato, cerca un po’ di comprensione ed empatia. Sì, perché la gente sa che ‘dove c’è la divisa, ci si può fidare’. E questo – ha concluso il Papa – è molto importante”.

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