Testimoniare l’incontro personale e comunitario con Cristo Gesù, vivere la grazia del “battesimo nello spirito” e “prendere il largo” consentendo alla potenza dello Spirito Santo di scorrere libera dentro di noi. Si potrebbe riassumere così l’annuale appuntamento del Forum delle Comunità Carismatiche italiane. Un’occasione per riflettere sull’esperienza del Battesimo nello Spirito, caratteristica della corrente di grazia pentecostale che attraversa tutta la cristianità mondiale. Ne abbiamo parlato con Alessandro Ruo Rui, docente al Conservatorio di Torino in cammino dal 1985 nella Comunità di Gesù e Matteo Calisi, segretario generale del Forum delle Comunità Carismatiche di Alleanza in Italia e fondatore della Comunità di Gesù di Bari

⁠Cosa è emerso da questo incontro rispetto a quelli precedenti e cosa lo ha caratterizzato
Alessandro: Abbiamo sperimentato una crescente conoscenza e stima reciproca
tra le comunità presenti. Riconoscersi, condividere carismi e servizi, pregare insieme nella libertà dello Spirito e vivere persino alcuni simpatici tempi di convivialità hanno ulteriormente affiatato i presenti. S coglie un tempo nuovo in cui è cercata e custodita la comunione. Benché già avessimo ricevuto insegnamenti di respiro internazionale, qui é emersa una visione ancora più vasta sulla realtà cattolica, sulla cristianità e su tutta l’umanità in ricerca. Non solo in senso informativo ma anche come personale impulso a lasciarsi cambiare, in vista della missione.

Matteo: È emersa anche una maggiore consapevolezza di appartenere ad una vasta corrente di grazia pentecostale, che interessa ormai oltre 650 milioni di credenti, di cui 150 milioni nella sola Chiesa Cattolica che è tuttora in piena espansione di tutte le denominazioni cristiane. Dopo venti secoli, Pentecoste ridiventa una storia vissuta, non più solo raccontata e immaginata e il battesimo nello Spirito torna ad essere un’esperienza personale unica e irripetibile, il momento cruciale della conversione, il punto di svolta nella storia spirituale di una persona.

⁠Un momento anche per fare il punto sul cammino fatto e capire come indirizzare l’attività futura?
Alessandro: Le testimonianze provenienti dal resto del mondo e gli insegnamenti di largo respiro, resi da esperti relatori sono una costante solida. Ci attendiamo che si trovino tempi ancora maggiori di condivisione concreta su aspetti di vita comunitaria. E poi mantenere gli insegnamenti, favorire le relazioni tra comunità incrementando la diffusione delle testimonianze di chi la comunità la vive  senza dimenticare l’adorazione eucaristica insieme a tempi e momenti di preghiera carismatica e profetica.

Matteo: il Forum ci ha ricordato che il “Battesimo nello Spirito”, di cui abbiamo fatto memoria grata, è una esperienza importante per la Chiesa e per il mondo tanto da essere attenzionata dai Pontefici Benedetto XVI e Papa Francesco. Dono prezioso che, è stato detto, apre anche a una dimensione ecumenica presente nel DNA delle nostre comunità. Già il Cardinal Léon-Joseph Suenens individuava nel Rinnovamento Carismatico Cattolico quella realtà ecclesiale che “per sua natura veicola l’unità perché capace di condividere le stesse grazie della esperienza spirituale del movimento pentecostale”. Il battesimo nello Spirito Santo, è stato anche ricordato, è “una grazia ecumenica” ed un “segno escatologico” indirizzato alla restaurazione dell’unità del Corpo di Cristo e a cui Papa Francesco ha dato grade rilievo quando ci ha invitato a condividerlo “con chiunque nella Chiesa”.

Quale messaggio è emerso sia per la vita interna sia per l’attività ad extra?
Alessandro: Anzitutto siamo stati invitati a svegliarci! In un mondo che sta cambiando il nostro compito nella Chiesa è testimoniare nell’umiltà la priorità di favorire in ogni persona l’incontro con Gesù, Via, Verità e Vita. Ciò comporta di rinnovare nella dimensione personale il Fuoco dello Spirito, di divenire testimoni nella gioia. Ma c’è anche una conversione comunitaria da accogliere: vivere in modo attuale i propri carismi di fondazione, essere luoghi di riconciliazione, accogliere con coraggio le sfide di oggi e di domani.

Matteo: Nonostante le esortazioni di Papa Francesco, permane ancora uno scarso interesse e una mancanza di conoscenza rispetto alla spiritualità carismatica e al Battesimo nello Spirito nella pastorale ordinaria delle chiese particolari che sono in Italia. Per quanto riguarda l’attività ad extra è stato sottolineata l’importanza dell’accompagnamento fraterno e dell’ascolto delle persone. Un invito insomma a lasciarsi guidare dallo Spirito Santo ed essere trasformati in uomini e donne rinnovati che, dopo aver ricevuto la grazia del Battesimo nello Spirito, danno spazio a questa grazia dando vita ad associazioni, comunità di alleanza, scuole di formazione, scuole di evangelizzazione, congregazioni religiose, comunità ecumeniche, comunità di aiuto ai poveri e bisognosi.

Quale il ruolo delle comunità carismatiche di alleanza nella Chiesa, a livello universale e locale
Alessandro: Lasciarsi ancora attraversare dal fuoco dello Spirito Santo darà di testimoniare alla Chiesa che persone normali possono vivere con gioia la consegna a Cristo, nel servizio reciproco e in forme rinnovate di vita fraterna. La ricaduta, a mio avviso, sarà ancor più significativa per talune realtà di chiese locali, dove già concretamente ci si ritrova a servire in molti ambiti pastorali. Dall’incontro con Cristo nasce una missione, declinata secondo il carisma proprio di ogni Comunità.

Matteo: È importante ricordare che le Comunità Carismatiche di Alleanza si identificano per una speciale chiamata dei propri membri ad un impegno particolare, comunemente denominato “Alleanza”, che si traduce nella professione di alcune promesse, non di rado pronunciate (per i cattolici) davanti al Vescovo diocesano. Le Comunità Carismatiche di Alleanza nella Chiesa Cattolica accolgono vocazioni di tutti gli stati di vita: sacerdoti, laici coniugati e celibi per il Regno dei Cieli. Ad alcune di esse appartengono anche rappresentanti di altre tradizioni cristiane. Altre hanno dato vita a delle case comunitarie con la messa in comune dei propri beni. Alcune sono state riconosciute sia a livello diocesano che pontificio ed è per questo motivo che mantengono uno stretto legame di comunione col successore di Pietro e con i loro rispettivi Vescovi.

Papa Francesco ha ribadito l’importanza della grazia del “battesimo nello Spirito” Quali indicazioni sono emerse per far si che questo dono porti frutto nella Chiesa e nel mondo?
Alessandro: 
Ci è stato chiesto di immergerci nelle acque profonde ( Ez 47) e di “prendere il largo” cioè consentire alla potenza dello Spirito Santo di scorrere libera dentro di noi. La sfida è quella di cogliere ogni volta i bisogni e le opportunità di annuncio e declinare le modalità operative perché la grazia raggiunga il maggior numero di persone. Il Battesimo nello Spirito, definito “effusione”, è azione sovrana di Dio che irrompe nel cuore dell’uomo che incontra il Suo amore. Ciò può essere propiziato da un annuncio kerigmatico strutturato (il Seminario di Vita Nuova) ma anche con iniziative diverse o complementari: ascolto, accompagnamento. Siamo sollecitati a individuare spazi presso le parrocchie, ma anche presso realtà non religiose, dove organizzare annunci e coinvolgimenti concreti non per diffondere una tecnica di preghiera, non per affiliare nuovi aderenti, ma perché, sentendosi figlie e figli di Dio Padre, tutti ritrovino la forza della propria dignità battesimale.

Matteo: Siamo stati chiamati a vivere una perpetua Pentecoste, a lasciarci abitare dal Fuoco dello Spirito Santo e a cogliere tutte le occasioni di creatività che lo Spirito suggerisce senza frapporre ostacoli. Ci sono state date anche indicazioni precise in vista di una nuova evangelizzazione da vivere nei prossimi anni facendoci prossimi, almeno a 5 persone, pregando per loro e annunciando loro la salvezza che viene da Dio. Dalla Conferenza è emerso l’impegno ad attualizzare la Pentecoste attraverso tre frutti fondamentali della esperienza del Battesimo nello Spirito. In primo luogo nel manifestare il dono dell’unità in Cristo tra i cristiani di tutte le denominazioni. In secondo luogo in una rinnovata espressione della lode e dell’adorazione e infine, in una coraggiosa proclamazione del Kerigma e della salvezza offerta a tutti, accompagnata dalla potenza dei segni e dei miracoli.

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