“Certamente quanti lavorano presso la Santa Sede e lo Stato della Città del Vaticano lo fanno con fedeltà e onestà, ma la lusinga della corruzione è così pericolosa che occorre ben vigilare”. È il monito del Papa, nel testo preparato e consegnato ai membri dell’Ufficio del Revisore Generale, ricevuti oggi in udienza. “So che dedicate molta attenzione a questo, con un lavoro i cui frutti sono gestiti al tempo stesso con fermezza e misericordiosa discrezione perché, ferma restando l’esigenza di un’assoluta trasparenza in ogni azione, gli scandali servono più a riempire le pagine dei giornali che a correggere in profondità i comportamenti”, assicura Francesco, invitando “ad aiutare i responsabili dell’amministrazione dei beni della Santa Sede a creare presidi che possano evitare, a monte, che l’insidia stessa della corruzione si concretizzi”.

“So che alcuni di voi prestano servizio alla mensa della Caritas”, rivela poi il Papa: “È una bella cosa, e vi dico: fatelo con cuore aperto, con semplicità e gratuità, e trovate il tempo per parlare con queste persone e per ascoltare le loro storie. Spesso si incontrano persone che hanno bisogno di amicizia, ma che vengono lasciate sole. Tante volte un sorriso e una parola valgono anche più di un piatto di pasta”.

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