Gli immigrati “sono volti, non numeri: persone che non si possono semplicemente classificare ma che occorrerebbe abbracciare. Fratelli e sorelle che hanno bisogno di essere sottratti dai tentacoli delle organizzazioni criminali, capaci di speculare senza alcuna pietà sulle loro disgrazie”. Lo ha detto il Papa, ricevendo in udienza i Prefetti della Repubblica italiana. “Abbiamo saputo di dei lager in alcuni paesi del Nord Africa”, ha proseguito a braccio: “Dove quelli che vogliono venire In Europa sono trattati da schiavi, torturati, anche uccisi”. Gestire i flussi migratori, ha ammesso Francesco, non è un compito facile “perché affida alla vostra cura persone ferite persone vulnerabili spesso smarrite e riduci a traumi terribili”. Di qui la necessità di “organizzare sul territorio una loro accoglienza ordinata, basata sull’integrazione e sul costruttivo inserimento nel tessuto locale. Non potete essere lasciati soli in questo compito di sostenerli nei loro bisogni essenziali e al tempo stesso di prestare ascolto alle apprensioni e alle tensioni che si possono generare nei residenti, come pure naturalmente di intervenire quando si creino situazioni di disordine e di violenza”.

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