“A volte si pensa a questa virtù come a un atteggiamento motivato dalla paura di un castigo imminente, come se un meteorite stesse per precipitare dal cielo e minacciasse, se non ci scansiamo in tempo, di travolgerci. Ma non è certo questo il senso della vigilanza cristiana!”. E’ quanto si legge nel testo preparato da Papa Francesco per l’Angelus e letto da mons. Braida, della Segreteria di Stato, durante la preghiera trasmessa da Casa Santa Marta, a causa delle condizioni di salute del Santo Padre. “La vigilanza dei servi non è fatta di paura, ma di desiderio, nell’attesa di andare incontro al loro signore che viene”, il commento al Vangelo di oggi, prima domenica di Avvento: “Si tengono pronti al suo ritorno perché gli vogliono bene, perché hanno in animo di fargli trovare, quando arriverà, una casa accogliente e ordinata: sono contenti di rivederlo, al punto che ne aspettano il rientro come una festa per tutta la grande famiglia di cui fanno parte”. “È con questa attesa carica di affetto che vogliamo anche noi prepararci ad accogliere Gesù”, l’invito del Papa: “nel Natale che celebreremo tra poche settimane; alla fine dei tempi, quando tornerà nella gloria; ogni giorno, mentre egli ci viene incontro nell’Eucaristia, nella sua Parola, nei fratelli e nelle sorelle, specialmente nei più bisognosi”. “In modo speciale in queste settimane, prepariamo con cura la casa del cuore, perché sia ordinata e ospitale”, l’appello di Francesco, che ricorda come “vigilare significa tenere pronto il cuore”: “È l’atteggiamento della sentinella, che nella notte non si lascia tentare dalla stanchezza, non si addormenta, ma rimane desta in attesa della luce che verrà. Il Signore è la nostra luce ed è bello disporre il cuore ad accoglierlo con la preghiera e ad ospitarlo con la carità, i due preparativi che, per così dire, lo fanno stare a suo agio”. L’esempio citato è quello di San Martino di Tours, “uomo di preghiera”, che “dopo aver dato metà del suo mantello a un povero, abbia sognato Gesù rivestito proprio di quella parte di mantello che aveva donato”. “Ecco un bel programma per l’Avvento”, la conclusione della catechesi: “incontrare Gesù che viene in ogni fratello e sorella che ha bisogno di noi e condividere con loro ciò che possiamo: ascolto, tempo, aiuto concreto”.

0 commenti

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *