MONTELPARO – Questa settimana, nell’ambito della rubrica dedicata agli autori del territorio, abbiamo intervistato don Giorgio Carini priore della parrocchia San Michele Arcangelo, a Montelparo. Tra le sue pubblicazioni c’è “Love stories. Manuale di sopravvivenza per il matrimonio cattolico”, edizioni Palumbi che ha avuto anche una seconda edizione.

Don Giorgio cosa non deve mancare ad un matrimonio affinché sopravviva?
Per prima cosa occorre essere uomini e desiderare il nostro vero bene. Di cosa abbiamo veramente bisogno: la speranza e l’attesa che la vita non abbia fine. Altrimenti la vita si ingolfa di cose attraenti, ma non necessarie che non possono colmare la misura del cuore che è fatto per l’infinito. Poi occorre l’amore umano che non è scontato, può capitare che una coppia si sposi senza essere veramente innamorata. A volte ci si sposa per cullare l’idolo della propria presunzione. Infine l’amore di Dio, l’unico che può colmare il nostro cuore, dare senso alle nostre fatiche e permettere che l’amore duri per sempre.

In queste pagine sono presenti anche delle testimonianze. C’è qualcosa che le accomuna tra loro?
Il fatto decisivo che la vita, con la sua cruda realtà, ci permette di verificare che solo Dio può sostenere i nostri passi, dare respiro alla vita, colmare il cuore di pace.

A suo avviso oggi perché tanti matrimoni “falliscono”?
Perché non siamo più uomini: ci affanniamo a rincorrere piaceri attraenti che ci rendono sempre più stupidamente allegri, secondo le mode del mondo, allontanandoci così da noi stessi verso una vita comoda e vuota. Siamo uomini fatti per l’eternità e l’infinito: l’amore umano porta questa misura divina.

Sempre per Edizioni Palumbi ha pubblicato anche “L’ arte suprema del godimento. L’essenza ultima del cristianesimo”. Qual è il messaggio al centro di queste pagine?
Tutto ciò che facciamo, le nostre fatiche, la nostra vita, portano in sé l’esigenza primaria di essere felici. La felicità è una cosa molto seria, che ci piaccia o no, non siamo noi a decidere cosa ci rende veramente felici. La felicità non è la soddisfazione di aver ragione (magari a tutti i costi), non è la ricerca spasmodica di assaporare i piaceri della vita. L’esigenza di essere felici non si può separare dalla verità della vita, il suo senso. La felicità ci spalanca a Dio e all’eternità. E’ Dio che compie il nostro desiderio di felicità e ci permette di sperimentarlo con pienezza, sin da ora: “Chi segue me avrà la vita eterna e il centuplo quaggiù”.

Per acquistare il libro: https://www.amazon.it/stories-Manuale-sopravvivenza-matrimonio-cattolico/dp/8898807872

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