Lucrezia Lanciotti

SAN BENEDETTO DEL TRONTOLucrezia Lanciotti studentessa del liceo classico Leopardi, classe 2D, è campionessa italiana AKS cintura marrone individuale e vicecampionessa italiana a squadre ai campionati di Sora, nella disciplina karate Kumite.

Lucrezia il Kumite è una delle tre componenti fondamentali dell’allenamento nel karate, assieme a kata e kihon, e consiste nell’allenamento con un avversario. Quando ha iniziato ad appassionarsi a questa disciplina?
Ho iniziato ad appassionarmi a questa disciplina già da piccola guardando film sul karate e in generale sulle arti marziali. Per alcuni anni ho praticato judo, in seguito ho smesso di farlo perché mi sono resa conto che non era quello che cercavo. Poi a 11 anni ho cominciato a praticare il karate: in quel momento me ne sono innamorata ancora di più.

Quanta concentrazione e autocontrollo richiede questa attività sportiva?
Il karate richiede moltissima concentrazione e autocontrollo. Sono le due parole chiave di questa disciplina e sono indispensabili anche per la vita al di fuori del karate perché mi aiutano a guardare bene cosa succede intorno a me e a mantenere un autocontrollo necessario per reagire in un determinato modo di fronte a qualsiasi situazione. Quando si parla di autocontrollo noi praticanti del karate non parliamo solo di mantenere la calma, ma anche di capire bene cosa sta succedendo prima di reagire impulsivamente così che diventiamo noi padroni di ciò che accade e riusciamo a gestirlo con più facilità.

Ci sono nozioni e tecniche che apprende durante gli allenamenti e che poi mette in pratica anche nella vita di tutti i giorni, oltre che nella pratica di questa disciplina?
Ci sono tantissime nozioni e tecniche che apprendo e metto in atto nella vita di tutti i giorni. Tra queste ci sono l’autocontrollo come ho detto prima, essere me stessa e in questo il karate mi ha aiutato moltissimo. Mi ha anche aiutata ad avere una mente più aperta e per questo riesco a pensare molto di più prima di fare o dire qualsiasi cosa. Il karate mi ha insegnato anche cosa vuol dire lavoro di squadra dove tutti collaborano per aiutarsi a vicenda e anche questo serve molto nella vita quotidiana, specialmente a scuola. Un’altra cosa importante che mi ha insegnato il karate è a non mollare mai e quando le situazioni si fanno dure, bisogna andare avanti a testa alta facendo sempre affidamento su me stessa e sulle mie capacità: per questo serve la giusta mentalità e tanta fiducia in se stessi che è importante sia nel karate sia nella vita.

Come riesce a conciliare studio e allenamenti?
È molto difficile conciliare studio e allenamenti, la scuola che frequento richiede un particolare impegno e una certa costanza proprio come accade per il karate. C’è stato un periodo in cui mi sono dovuta fermare con il karate sia per il tipo di periodo che stavo attraversando personalmente sia perché non riuscivo più a stare dietro ad entrambi e dovevo fare una scelta. Sono stata ferma un anno e mezzo, ma stavo sempre più male perché il karate mi ha completata dal primo giorno in cui ho iniziato a praticarlo e per questo ho ripreso e mi sono sforzata di conciliare entrambi. Questa gara per me è stata tanto importante perché è stato il mio punto di un nuovo inizio e vincerla è stata più di una vittoria, anche perché ho superato molte delle mie paure. Ho avuto l’appoggio di tutte le persone che sono al mio fianco, poco tempo prima di ricominciare, mio fratello è salito sul podio ai campionati europei ai quali non ero andata e vederlo sul podio è stata una spinta per me di ricominciare. Poi il mio sensei e i miei genitori mi sono stati sempre accanto e mi hanno aiutata molto, non hanno mai mollato e nemmeno io.

Quanto è libera da impegni sportivi e scolastici cosa le piace fare?
Quando sono libera dai miei impegni mi piace trascorrere il tempo con la mia famiglia e il mio ragazzo; loro mi supportano tantissimo nel percorso che ho intrapreso. Amo anche leggere libri sul karate e ripassare alcune tecniche così che posso migliorarle. Inoltre mi dedico alla musica, un’altra delle mie passioni che sto coltivando.

Pensa di continuare a praticare karate anche nei prossimi anni?
Assolutamente sì, il karate ormai è parte fondamentale di me e sapendo dove sono arrivata e quanto impegno ci sto mettendo, lasciarlo mi provocherebbe un senso di vuoto e delusione. I miei obiettivi in questa disciplina sono: perfezionare al massimo la mia personalità, mettermi sempre in gioco con la giusta mentalità e soprattutto voglio cogliere, ora e in futuro, tutte le opportunità che il karate mi offre. Ho promesso a me stessa di metterci sempre impegno e costanza senza mai mollare.

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