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Buone notizie: da disoccupati hanno trovato lavoro attraverso la “Diogene Multiservice”

Due lavoratori della Cooperativa Sociale Diogene Multiservice

GROTTAMMARE – “Chi è disoccupato, magari ha qualche esperienza in piccoli lavori di giardinaggio e vuole rimboccarsi le maniche, da noi è benvenuto”. Lo dice forte e chiaro Stefano Abrugia: presidente della Cooperativa Sociale Diogene Multiservice. Si tratta di una nuova realtà presente nel nostro territorio (clicca qui per scoprirne la pagina Facebook) che ha preso la spinta dalla voglia di rilancio di alcune persone trovatesi senza lavoro. Una situazione difficile che, però, capita sempre più spesso, anche per uomini e donne non più giovani.

Presidente Abrugia, ci racconta com’è nata la cooperativa?
“Siamo nati nel maggio 2018, ma l’idea ancora prima. Almeno un paio d’anni, perché facevo parte di un gruppo, i famosi Disoccupati Piceni. In quel gruppo, però, non mi sono riconosciuto e ho deciso di staccarmene. Dietro al consiglio di monsignor Giovanni D’Ercole, vescovo di Ascoli, è nata questa nuova situazione, nella quale io e altre persone ci siamo messe in gioco. Mi hanno aiutato molto sia il direttore de L’Ancora, Simone Incicco, sia il responsabile della Pastorale diocesana sociale del lavoro, Franco Veccia. Loro hanno seguito passo passo nella nascita di questa cooperativa. Un vero e proprio parto, visto che ci abbiamo messo del tempo. L’accelerazione si è avuta ad inizio 2018 e ora è una bella avventura. All’inizio eravamo 10 persone, poi abbiamo fatto una sorta di “scrematura”, visto che c’era chi non collaborava. Così attualmente siamo 7. Poi questo percorso ha portato bene. Altre due persone che erano con noi hanno trovato occupazione, ma sono rimasti come soci fondatori, seppur non a livello pratico-operativo”.

Avete un’età di riferimento?
“Il nostro percorso iniziale comprendeva persone Over 50. Poi abbiamo incluso anche i più giovani e questo progetto vuole essere totalmente inclusivo, al di là dell’età. Gran parte di noi, oltre ad essere disoccupati, hanno una certa affinità col mondo del giardinaggio o, comunque, hanno pratica con gli strumenti utili a decespugliare e cose simili. Queste sono le “caratteristiche” per poter essere inseriti nella cooperativa che principalmente si occupa di lavori negli spazi verdi, ma poi cura anche interventi di facchinaggio, piccola manutenzione ed altro”.

Come avete fatto ad iniziare?
“Dopo un primo aiuto da parte dei vescovi Carlo Bresciani e D’Ercole, Franco Veccia ci indicò un bando regionale di finanziamento per start-up: 30mila euro. Questo ad inizio 2018. Noi abbiamo partecipato ma, per varie vicissitudini, abbiamo potuto accedere ad un finanziamento di soli 12mila euro, pur arrivando terzi in graduatoria a livello provinciale. Come se non bastasse, il finanziamento è arrivato materialmente con diversi mesi di ritardo e ciò ci ha messo un po’ di difficoltà, visto che quei soldi ci servivano per comperare le attrezzature. Alla fine i fondi sono arrivati e abbiamo preso l’indispensabile, soprattutto ciò che serve per lavorare in piena sicurezza”.

Operativamente quando avete comunicato?
“Siamo arrivati così ad aprile, poco prima di Pasqua, iniziando una fattiva collaborazione con l’amministrazione comunale di Grottammare. Ma abbiamo avuto delle parentesi anche con altri Comuni: Folignano, Acquaviva, Ripatransone, Colli del Tronto, Castignano, alcuni grazie ad una collaborazione con PicenAmbiente”.

E San Benedetto?
“San Benedetto per noi è una nota dolente. Il sindaco Pasqualino Piunti conosce la nostra situazione e su di lui riponevamo delle aspettative che, però, non si sono concretizzate. Ho parlato sia con l’assessore Andrea Traini, al verde, sia con l’assessore Filippo Olivieri per le attività produttive. In tutti gli altri Comuni dove mi sono presentato con la cooperativa ho ottenuto attenzione e considerazione, viceversa nel Comune di San Benedetto sembravo quasi un appestato. Non vorrei farne una questione politica, ma ho notato più sensibilità da parte di amministrazioni di un certo “colore”, come Grottammare.  A San Benedetto evidentemente piace molto il verde, perché molte zone della città sembrano una giungla, abbandonata a sé stessa. Recentemente lungo viale Dello Sport, la passeggiata ciclopedonale è inguardabile, oltre all’erba alta ci sono rifiuti sparsi in giro. Per non parlare dell’Agraria”.

Attualmente il vostro bacino d’utenza è il territorio del cosiddetto “Marcuzzo”, a cavallo tra Marche e Abruzzo, volete estendervi?
“Non faccio mistero che all’interno della cooperativa ci sono anche persone non di questo territorio. Fino a poco tempo fa avevano due abruzzesi…Se uno allargasse. Non è che ne voglio fare un brand, per carità, però sarebbe interessante cavalcare questa situazione, andando a vedere in altre amministrazioni comunali o in altre realtà, che vadano oltre al Piceno. Per i lavori di giardinaggio, attualmente, agli Enti pubblici conviene di più affidarsi a cooperative esterne piuttosto che assumere personale in pianta stabile. Comunque sia, noi ormai abbiamo a disposizione un’attrezzatura non indifferente, che più essere utile per le esigenze sia di Enti pubblici, che di privati. Il problema è che il privato punta molto sul prezzo, naturalmente verso il basso. Mi sono arrivate richieste di lavoro senza fattura, ma non è assolutamente nelle mie intenzioni. I miei operai debbono essere coperti da tutti i punti di vista. Questa situazione crea certo qualche problema: le nostre entrate non sono tali da poter pagare tutti. Certo, chi materialmente lavora viene pagato e su quel lavoro ci paghiamo anche tutte le tasse. Ma io, come presidente, non prendo stipendio. Idem il mio vice. Non è una situazione facile, mi auguro che duri ancora poco”.

Che obiettivi di date?
“Dopo le difficoltà per recepire tutte le risorse economiche necessarie alla partenza, abbiamo avuto problemi anche con la banca, il 2020 sarà senza handicap. Tutto il materiale che ci serviva c’è e, intanto, già durante le vacanze natalizie lavoreremo nel vecchio incasato di Grottammare, per la sua pulizia. C’è tanto da fare ma lo facciamo con piacere, anche perché ciò vuol dire che il lavoro fatto nei mesi scorsi è stato valutato positivamente. All’inizio eravamo una scommessa, ma devo dire che il sindaco Enrico Piergallini, che mi pregia della sua amicizia, ha saputo raccogliere questa scommessa: quello di una cooperativa di disoccupati che vuole darsi da fare e lo fa con efficienza ed efficacia. Il livello d’attenzione è in crescita e, per noi, la pulizia natalizia del centro storico è una vera e propria investitura. Spero di poter dimostrare tutto questo anche alla Fainplast, con la cui proprietà avevamo intavolato, tempo fa, dei progetti ma finora non abbiamo concretizzato. Cerchiamo l’aiuto delle istituzioni, così come cerchiamo l’aiuto di altre aziende, ditte o istituzioni religiose che volessero sostenerci con sponsorizzazioni o altro. Nel frattempo, io continuerò a far conoscere la Cooperativa, chiedendo anche l’aiuto dei media nazionale. Ultimamente, infatti, ho scritto alla trasmissione PropagandaLive di La7 e mi hanno già risposto in maniera positiva”.

Marco Braccetti:

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  • Sono un socio lavorante di questa cooperativa Diogene e sono contento di dare il mio contributo lavorativo ogni volta che ce da lavorare, cerco solamente e non solo io di avere una continuità lavorativa sperando che i comuni della vallata e san benedetto del Tronto in primis ci tenga in considerazione.....ringrazio Stefano Abbrugia e tutti i soci per lo sforzo che fanno per far si che si lavori. Grazie Diogene ❤