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Papa Francesco: “sì a donne in ruoli di governo”

Voi siete laici, voi dovete lavorare con i laici, non clericalizzare i laici”. Lo ha detto Papa Francesco ai partecipanti alla prima assemblea plenaria del Dicastero per i laici, la famiglia e la vita, che si è svolta nei giorni scorsi in Vaticano sul tema “I fedeli laici, identità e missione nel mondo”, ricevuti in udienza nel Palazzo apostolico vaticano.

“Tante volte è successo nell’altra diocesi [Buenos Aires], veniva un parroco e mi diceva: ‘Ho un laico meraviglioso, sa fare tutto, tutto. Lo facciamo diacono?…’ – ha raccontato il Pontefice –. Questo fenomeno lo vedo anche nei diaconi: diventano diaconi permanenti e invece di essere i custodi del servizio nella diocesi, subito guardano l’altare e finiscono per essere ‘preti mancati’, preti a metà strada. Io consiglio ai vescovi: ‘Allontanate i diaconi dall’altare’, che vadano al servizio. Sono i custodi del servizio, non chierichetti di prima categoria o preti di seconda categoria”. Un altro tema approfondito da Francesco, il ruolo delle donne nella Chiesa. “Il vostro Dicastero, dopo una lotta non facile – il prefetto lo sa – ha la grazia di avere due sottosegretarie, di avere inserito le donne proprio nella struttura. E due sono poche!”, ha esclamato il Papa. Quindi, il suo invito ad “andare avanti per inserire le donne nei posti di consiglio, anche di governo, senza paura”. “Sempre tenendo presente una realtà: il posto della donna nella Chiesa non è soltanto per la funzionalità. Sì, certo, può anche essere capo dicastero”, ha aggiunto. Francesco ha anche rivelato che “nella nomina del capo del Dicastero dell’Economia, dell’altro giorno, nella lista finale c’erano due donne; potevano essere capo dicastero”. “Questa è la funzionalità. Ma è molto importante il consiglio della donna. Una delle vostre sottosegretarie, nell’incontro dei presidenti delle Conferenze episcopali a febbraio sull’abuso, ha fatto sentire un’altra musica, un altro modo di vedere e pensare – ha ricordato il Pontefice –. E questo ha arricchito”. Nelle sue parole l’apprezzamento per le donne in “posti di governance, di consiglio”, ma poi un monito: “Non finisca solo nella funzionalità”. “E su questo non abbiamo lavorato ancora”.

Redazione: