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Castignano, le novità riguardanti il Museo diocesano e il polo museale delle icone

CASTIGNANO – L’inagibilità della chiesa di San Pietro, sede del locale museo sistino, ha fatto si di poter effettuare una programmazione unificata con il polo museale delle icone, che ha al suo interno una vasta e preziosa collezione donata alla città da don Vincenzo Catani. Per ciò che concerne le aperture al pubblico, oltre a quelle consuete nei tre periodi canonici ormai consolidati, sono state incrementate grazie all’apporto dell’operatore del progetto a valere del Servizio Civile Nazionale gestito dal Bim quale Ente proponente e gestore denominato “Musei dei Borghi Piceni”.

Il polo museale delle Icone è stato inaugurato nel 2009 ed è frutto dell’appassionato collezionismo quarantennale del castignanese Mons. Catani, attualmente parroco a San Benedetto del Tronto. La collezione è situata nel settecentesco palazzo appartenuto, fino agli anni ‘70, alla famiglia De Scrilli, dietro la chiesa di S. Pietro, oggi di proprietà comunale. Il Polo Museale si compone di una biblioteca con circa seimila volumi, tra cui 53 lettere autografe dal 1806 al 1816 del vescovo di Montalto Francesco Saverio Castiglioni, divenuto poi Papa Pio VIII; una sezione di Arte Sacra, divisa in sala degli Argenti, due sale di Quadreria e una sala dei Legni e una sezione dedicata alle Icone, una vera rarità per i preziosi 80 manufatti bizantini distribuiti in cinque sale al secondo piano del palazzo. Questa rara collezione mostra svariate opere dell’Ottocento russo, come icone con cornici di legno intagliate e dorate o con raffigurazioni mariane, tra cui la bellissima icona multipla con ovali di porcellana; si possono inoltre ammirare le icone rivestite dalle “rize”, rivestimenti metallici che generalmente lasciano scoperte le parti essenziali dell’icona, e completate con tecniche orafe assai raffinate da smalti policromi, filigrane, incastonatura di perle o pietre dure e icone “menologiche”, cioè veri e propri calendari divisi per mese, raffiguranti i Santi di ogni giorno dell’anno.

Paola Di Girolami, direttrice dei musei Sistini, afferma: “Grazie alla formazione degli operatori messi a disposizione dal servizio civile è stato possibile incrementare il consueto numero delle aperture non solo in occasione dei principali eventi organizzati dal Comune e dalla locale proloco, come Templaria, ma anche durante l’arco della settimana sia in inverno che in estate. Sono state potenziate le iniziative promozionali riguardanti le aperture dei musei della collina (e non solo quello di Castignano) al fine di attrarre un maggior numero di visitatori nei luoghi interessati dal sisma, soprattutto attraverso le iniziative laboratoriali.
A tal proposito in occasione della Pasqua dello scorso anno è stato proposto con successo, il laboratorio didattico dal titolo ‘la battistangola: che strano oggetto’: lo strumento che produceva uno ‘strano’ suono poiché veniva percosso quando nei giorni precedenti la Pasqua non si potevano suonare le campane.
Man mano i laboratori per bambini sono stati molto graditi soprattutto al giovane pubblico dei bambini delle scuole elementari e medie come quello realizzato in occasione della Festa di S. Antonio Abate e del Carnevale per realizzare i famosi ‘moccoli’.
Quest’ultimo è stato fatto all’interno del Museo della Civiltà contadina avendo a disposizione uno spazio più grande, tanti sono stati gli iscritti. Per questo laboratorio la locale proloco ha offerto un dolce a forma di moccolo che era stato fatto dalla scuola dell’alberghiero di Cupra Marittima. Infine, in collaborazione con l’Ufficio tecnico della Diocesi, è stata individuata un’equipe di tecnici dell’Università di Napoli per predisporre il progetto di restauro della chiesa affinché esso possa essere almeno avviato per l’imminente uscita dell’ordinanza”.

La direttrice del Museo Sistino, Di Girolami, inoltre afferma: “Tra gli eventi in programma nel 2019 è previsto il rientro in museo del cosiddetto trittico di Lisciano raffigurante la Madonna con il Bambino tra i SS Lorenzo e Michele Arcangelo. La parte centrale è stata attribuita all’Alemanno e le due parti laterali alla sua scuola. Il restauro è appena terminato e la sua collocazione nel museo, porterà ad una conferenza da effettuare entro agosto-settembre per la sua presentazione al pubblico.
Altra presentazione post restauro sarà quella sulla scultura lignea del sec. XV raffigurante S. Antonio Abate restaurata da Andrea Simoni e analizzata come lavoro di tesi da Francesca De Angelis. Infine, nel mese di luglio-agosto si effettuerà nel museo un corso di iconografia con studio delle Icone e laboratori di pittura. Il Corso sarà tenuto da due studiose polacche: una già residente a Montedinove e l’altra verrà appositamente dalla Polonia, ospite del museo.
Da ultimo, saranno riconfermati i principali laboratori per i bambini tra cui sono già in programma quello sul mosaico e quello sugli aquiloni che sarà effettuato nel mese di maggio”.

Redazione: