Lettere al giornale: “Perché alcuni chiamano Dio ‘Geova’?”

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Domanda di un lettore: “Perché se la Bibbia è una sola c’è distinzione tra noi Cristiani e i testimoni di Geova? Poi se Dio è uno solo ed è universale, come mai loro lo chiamano Geova? Grazie aspetto risposta!”.

Risposta del nostro teologo Nicola Rosetti: “Bisogna innanzi tutto partire dalla constatazione che la bibbia non è una sola: nel caso specifico dei testimoni di Geova, la bibbia da loro adottata contiene 7 libri in meno rispetto al testo sacro in uso presso i cattolici. I libri mancanti sono Tobia, Giuditta, Sapienza, Siracide, Primo e Secondo Libro dei Maccabei, Lettera di Geremia.

È poi necessario notare che, da un punto di vista teologico, anche se i testimoni di Geova si definiscono “cristiani”, non possono essere riconosciuti come tali, poiché possono essere così chiamati solo coloro che credono nella Trinità e, di conseguenza, nella divinità di Gesù Cristo. Non è sufficiente un richiamo generico agli insegnamenti e alle opere di Cristo e quindi, stricto sensu, possono essere definiti cristiani solo i cattolici, gli ortodossi e i protestanti.

Se, come dice lei, Dio è uno e universale, è altrettanto vero che nomina sunt consequentia rerum (=i nomi sono conseguenza delle cose) e dunque se chiamiamo Dio in modi diversi vuol dire che ci rapportiamo a lui in modo diverso. Le religioni sono accomunate dalla comune ricerca del senso della vita, ma offrono risposte anche molto diverse fra loro (cfr. Catechismo della Chiesa Cattolica, nn. 842-845). Ed è normale che sia così, altrimenti esisterebbe un’unica religione (su questo abbiamo già discusso QUI).

Nel caso specifico dei testimoni di Geova, il nome della divinità è frutto di un errore di lettura e interpretazione del testo biblico. Infatti, l’Antico Testamento, redatto in origine in ebraico, è scritto con un alfabeto di sole consonanti. Il nome che Dio rivela nell’episodio del roveto ardente (cfr. Es 3,14) è composto da 4 lettere (e proprio per questo si parla si Sacro Tetragramma [dal greco tetra=4, gramma=segni]): יהוה, che dobbiamo leggere da destra verso sinistra. Se traslitteriamo nel nostro alfabeto il Sacro Tetragramma otteniamo “YHWH”. Detto per inciso, il Sacro Tetragramma appare anche nel grande dipinto dell’abside della nostra Cattredrale.

Gli ebrei, per rispetto di Dio e in ossequio al secondo comandamento (Non pronunciare il nome di Dio invano, cfr. Es 20,7 e Dt 5,11) non pronunciano mai questo nome e hanno inserito intenzionalmente nel Sacro Tetragramma le vocali della parola Adonaj, che vuol dire Signore. Per leggi interne alla lingua ebraica, la prima “A” si trasforma in “E” e otteniamo dunque Jehowah. Jehowah dunque non è il nome di Dio, ma una sua intenzionale “storpiatura”, al fine di evitare di pronunciarlo. Quando infatti gli ebrei incontrano la “storpiatura” Jehowah leggono Adonaj, che, come abbiamo già detto, significa “Signore”.

Alla luce di ciò, comprendiamo meglio frasi della Scrittura come “Signore è il suo nome” (Am 9,5) che in italiano non avrebbero alcun senso. Infatti, “Signore” è un titolo di Dio, non il suo nome, come “Professore” è il titolo del Professor Mario Rossi, non il suo nome. Dunque, quando leggiamo l’Antico Testamento in italiano, dobbiamo pensare che nell’originale ebraico troveremmo יהוה, cioè il nome di Dio: comprendiamo allora che una traduzione più vicina all’originale sarebbe “JHWH è il suo nome” e questa volta la frase avrebbe pienamente senso logico.

Pertanto, è utile sottolineare che tutto il Nuovo Testamento dei testimoni di Geova è completamente manomesso. Infatti la seconda parte della bibbia è stata scritta in greco e dunque nel testo originale non troveremo mai il Sacro Tetragramma, ma sempre e solo la parola κύριος (Kyrios=Signore). Dunque ogni volta che nel Nuovo Testamento dei testimoni di Geova incontriamo la parola “Geova” possiamo senza ombra di dubbio affermare che si tratta di una arbitraria manipolazione dei traduttori geovisti”.

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13 commenti

  • Roberto Prisco     4 maggio 2019 alle 22:57     Permalink

    Eccellente risposta.

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    • ANTONINO     2 agosto 2020 alle 10:26     Permalink

      MI SCUSI SIGRE. TEOLOGO SE E’ COME DICE LEI, NEANCHE I CRISTIANI ESISTONO,PERCHE’ LA PAROLA TRINITA’ NON COMPARE SIA NEL TESTO EBRAICO CHE IN QUELLO GRECO, E’ UN TERMINE CONIATO DALLE RELIGIONI CHE SI DEFINISCONO CRISTIANE. MI PUO’ SPIEGARE COME SI PUO’ CREDERE AD UNA DOTTRINA CHE ADOTTA UN TERMINE CONIATO DALLA TEOLOGIA UMANA, E DEFINIRE CHI NON CREDE A QUESTA FILOSOFIA NON CRISTIANO. GRAZIE

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      • ANTONINO     2 agosto 2020 alle 10:39     Permalink

        MOLTE ENCICLOPEDIE E NON CHE MOLTI TEOLOGI CITO LE LORO TESTUALI PAROLE GIUNGONO A QUESTA CONCLUSIONE.”LA RISPOSTA E’ CHE NON C’E’ UNA AFFERMAZIONE FORMALE DELLA DOTTRINA, MA UNA RISPOSTA AL PROBLEMA DELLA TRINITA’. I TEOLOGI CONCORDANO SUL FATTO CHE IL NUOVO TESTAMENTO NON CONTENGA UN ESPLICITA DOTTRINA DELLA TRINITA’. DEL TUTTO ASSENTE SEMPRE SECONDO GLI ESEGETI E I TEOLOGI QUALSIVOGLIA RIFERIMENTO ALLA DOTTRINA DELLA TRINITA’ NELL’ANTICO TESTAMENTO.
        GRAZIE

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  • Gino     7 ottobre 2019 alle 15:00     Permalink

    Ci sarebbe qualcosa da aggiungere.
    Tralasciando il tono, in questi casi quasi sempre (e futilmente) polemico, cosa che sarebbe meglio evitare.

    La dottrina dei TdG non si limita ad “un richiamo generico agli insegnamenti e alle opere di Cristo”. Essi, pur non avendo un concetto trinitario, lo considerano come l’essere più importante dopo il Padre, il messia promesso agli ebrei, ed il re al quale Dio ha affidato il regno futuro.

    Praticamente bisogna immaginare un ramo del protestantesimo avventista non trinitario, per comprenderlo meglio.
    Quanto al nome, si tratta come più o meno già detto, di una vocalizzazione masoretica di YHWH che è servita secoli addietro (ed ancora oggi presso alcuni studiosi) da riferimento al Tetragramma stesso.

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  • Gino     7 ottobre 2019 alle 21:28     Permalink

    Comunque la questione dei ”libri mancanti” vale per tutte le chiese protestanti.
    Infatti quei libri sono detti Deuterocanonici, e sono assenti in tutte le traduzioni bibliche protestanti.

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  • Alessandro Santangelo     1 gennaio 2020 alle 06:58     Permalink

    Il nome divino che durerà per sempre p. 20
    Il nome di Dio e i traduttori della Bibbia

    AGLI inizi del II secolo, dopo la morte dell’ultimo degli apostoli, ebbe attivamente inizio l’allontanamento dalla fede cristiana predetto da Gesù e dai suoi seguaci. Nella congregazione si infiltrarono filosofie e dottrine pagane, sorsero sette e divisioni, e l’originale purezza della fede venne corrotta. Si smise anche di usare il nome di Dio.

    Col diffondersi del cristianesimo apostata, sorse la necessità di tradurre la Bibbia dall’originale ebraico e greco in altre lingue. In che modo i traduttori resero il nome di Dio nelle loro traduzioni? Di solito usarono un termine equivalente a “Signore”. Una versione dell’epoca che ebbe un peso notevole fu la Vulgata latina, una traduzione della Bibbia nel latino comune ad opera di Girolamo, il quale sostituì il Tetragramma (YHWH) col termine Dominus, “Signore”.

    Gradualmente in Europa cominciarono ad emergere nuove lingue, come il francese, l’inglese e lo spagnolo. Ma la Chiesa Cattolica scoraggiò la traduzione della Bibbia in queste nuove lingue. Così, mentre i giudei, che avevano la Bibbia nell’originale ebraico, si rifiutavano di pronunciare il nome di Dio quando lo vedevano scritto, la maggioranza dei “cristiani” sentivano leggere la Bibbia da traduzioni latine che non contenevano questo nome.

    Col tempo il nome di Dio cominciò a essere di nuovo usato. Nel 1278 esso apparve in latino nell’opera Pugio fidei (Il pugnale della fede), di Raimondo Martini, un domenicano spagnolo. Raimondo Martini usò la grafia Yohoua.* Poco dopo, nel 1303, Porchetus de Salvaticis completò un’opera dal titolo Victoria Porcheti adversus impios Hebraeos (La vittoria di Porchetus contro gli empi ebrei). In quest’opera anch’egli menziona il nome di Dio, nelle diverse grafie Iohouah, Iohoua e Ihouah. Poi, nel 1518, Pietro Galatino pubblicò un’opera intitolata De arcanis catholicae veritatis (In merito ai segreti della verità universale), nella quale scrive il nome di Dio Iehoua. Nel 1562 il medico saluzzese Giorgio Biandrata fece leggere al sinodo di Ksiaz, in Polonia, la sua Confessio Fidei, nella quale usa due volte la forma Iehova.

    Il nome apparve per la prima volta in una Bibbia inglese nel 1530, quando William Tyndale pubblicò una traduzione dei primi cinque libri della Bibbia. Vi incluse il nome di Dio, solitamente scritto Iehouah, in vari versetti,* e in una nota di questa edizione scrisse: “Iehovah è il nome di Dio . . . Tutte le volte che trovate SIGNORE in lettere grandi (salvo errori di stampa), in ebraico c’è Iehovah”. Da ciò sorse in alcune lingue l’abitudine di usare il nome Geova in pochi versetti soltanto e di scrivere “SIGNORE” o “DIO” nella maggior parte degli altri casi in cui nel testo ebraico ricorre il Tetragramma.

    Nel 1611 fu pubblicata la Bibbia “del re Giacomo” (detta anche “Versione autorizzata”), che divenne poi la più diffusa versione inglese. Il nome di Dio vi appariva quattro volte nel testo principale. (Esodo 6:3; Salmo 83:18; Isaia 12:2; 26:4) In Salmo 68:4 c’era “Jah”, un’abbreviazione poetica del nome di Dio. Inoltre il nome vi appariva per esteso in alcuni nomi di località, come “Geova-Gire”. (Genesi 22:14; Esodo 17:15; Giudici 6:24) Comunque, seguendo l’esempio di Tyndale, nella maggioranza dei casi i traduttori resero il nome di Dio con sostituti come “SIGNORE” o “DIO”. Ma se il nome di Dio poteva apparire in quattro versetti, perché non nelle altre migliaia di versetti in cui si trova nell’originale ebraico?

    La stessa cosa stava succedendo in tedesco. Nel 1534 Martin Lutero pubblicò la sua traduzione completa della Bibbia dalle lingue originali. Per qualche motivo non vi incluse il nome di Dio ma usò sostituti come HERR (“SIGNORE”). Egli però conosceva il nome di Dio, perché in una predica su Geremia 23:1-8, pronunciata nel 1526, disse: “Questo nome Geova, Signore, appartiene esclusivamente al vero Dio”.

    Nel 1543 Lutero scrisse con la sua peculiare franchezza: “Asserendo ora [gli ebrei] che il nome Geova sia impronunciabile, non sanno di che cosa stanno parlando . . . Se lo si può scrivere con penna e inchiostro, perché non lo si dovrebbe pronunciare, cosa molto migliore dello scrivere con penna e inchiostro? Perché non dicono anche che è inscrivibile, illeggibile o impensabile? Tutto considerato, è un’assurdità”. Nondimeno Lutero non aveva corretto le cose nella sua traduzione della Bibbia. Comunque, in anni successivi, altre Bibbie tedesche riportarono il nome di Dio in Esodo 6:3.

    Nei secoli successivi i traduttori della Bibbia seguirono l’una o l’altra di queste due tendenze: alcuni evitarono qualsiasi uso del nome di Dio, mentre altri lo usarono estesamente nelle Scritture Ebraiche, nella forma Geova o nella forma Yahweh. Prendiamo in esame due traduzioni che non usarono questo nome e vediamo quale fu la ragione addotta dai loro traduttori.

    Perché l’hanno omesso

    Quando nel 1935 J. M. Powis Smith ed Edgar J. Goodspeed produssero una moderna traduzione della Bibbia, i lettori riscontrarono che il nome di Dio era stato sostituito nella maggioranza dei casi con SIGNORE e DIO. Nella prefazione veniva data questa spiegazione: “In questa traduzione abbiamo seguito la tradizione ebraica ortodossa sostituendo il nome ‘Yahweh’ con ‘il Signore’ e la frase ‘il Signore Yahweh’ con ‘il Signore Dio’. In tutti i casi in cui ‘Signore’ o ‘Dio’ stanno per l’originale ‘Yahweh’ è stato usato il maiuscoletto”.

    Poi, contraddicendo sorprendentemente la tradizione degli ebrei che leggevano YHWH ma pronunciavano ‘Signore’, la prefazione dice: “Chiunque pertanto voglia conservare il sapore del testo originale non deve far altro che leggere ‘Yahweh’ tutte le volte che vede SIGNORE o DIO”!

    A questo punto viene spontaneo chiedersi: Se il fatto di leggere “Yahweh” al posto di “SIGNORE” permette di conservare “il sapore del testo originale”, perché mai i traduttori non hanno usato “Yahweh” nella loro traduzione? Perché, per loro stessa ammissione, hanno ‘sostituito’ il nome di Dio col termine “SIGNORE” alterando così il sapore del testo originale?

    I traduttori dicono di aver seguito la tradizione ebraica ortodossa. Ma è questa una cosa saggia per un cristiano? Ricordate che furono i farisei, i custodi della tradizione ebraica ortodossa, a rigettare Gesù e a sentirsi dire da lui: “Avete reso la parola di Dio senza valore a causa della vostra tradizione”. (Matteo 15:6) Questa sostituzione indebolisce veramente la Parola di Dio.

    Nel 1952 uscì in inglese la Revised Standard Version delle Scritture Ebraiche, e anche questa Bibbia sostituisce il nome di Dio con altri termini. Il fatto è degno di nota perché l’American Standard Version originale, di cui questa era una revisione, usava il nome Geova in tutte le Scritture Ebraiche. Perciò l’omissione del nome era un cambiamento notevole. Perché era stato fatto?

    Nella prefazione della Revised Standard Version si legge: “Il Comitato è tornato al più familiare uso della Versione del Re Giacomo [cioè di omettere il nome di Dio] per due ragioni: (1) La parola ‘Geova’ non rappresenta accuratamente alcuna forma del Nome usata in ebraico; e (2) l’uso di un qualsiasi nome proprio per il solo e unico Dio, come se ve ne fossero degli altri da cui distinguerlo, fu abbandonato dal giudaismo prima dell’èra cristiana ed è decisamente inadeguato alla fede universale della chiesa cristiana”.

    Sono validi questi argomenti? Ebbene, come abbiamo già visto, il nome Gesù non rappresenta accuratamente la forma originale del nome del Figlio di Dio usata dai suoi seguaci. Ma questo non indusse il Comitato a non usare quel nome e a sostituirlo con titoli come “Mediatore” o “Cristo”. Questi titoli sono usati, ma in aggiunta al nome Gesù, non al posto d’esso.

    In quanto all’argomento secondo cui non vi sarebbero altri dèi da cui il vero Dio debba distinguersi, ciò non è affatto vero. L’umanità adora milioni di dèi. L’apostolo Paolo osservò: “Ci sono molti ‘dèi’”. (I Corinti 8:5; Filippesi 3:19) Naturalmente, come Paolo precisa, c’è un solo vero Dio. Perciò un notevole vantaggio dell’usare il nome del vero Dio è che così lo si distingue nettamente da tutti i falsi dèi. Inoltre, se l’uso del nome di Dio è “decisamente inadeguato”, come mai ricorre quasi 7.000 volte nelle Scritture Ebraiche originali?

    In realtà molti traduttori non hanno ritenuto che il nome di Dio, con la sua pronuncia moderna, fosse fuori luogo nella Bibbia. L’hanno incluso nelle loro versioni e il risultato è sempre stato quello di una traduzione che fa più onore all’Autore della Bibbia e si attiene più fedelmente al testo originale. Alcune versioni molto diffuse che includono questo nome sono la Valera (spagnola, pubblicata nel 1602), l’Almeida (portoghese, pubblicata nel 1681), l’Elberfelder originale (tedesca, pubblicata nel 1871), e l’American Standard Version (inglese, pubblicata nel 1901). Anche varie versioni italiane (Garofalo, Moraldi, Mariani) usano regolarmente il nome di Dio, adottando però la grafia Jahve.

    Leggete ora i commenti di alcuni traduttori che hanno incluso il nome di Dio nelle loro traduzioni e paragonatene le argomentazioni con quelle di coloro che lo hanno omesso.

    Perché altri hanno usato il Nome

    Ecco ciò che dissero i traduttori dell’American Standard Version (1901): “[I traduttori] sono giunti all’unanime convinzione che la superstizione giudaica, secondo cui il Nome Divino era troppo sacro per potersi pronunciare, non doveva più condizionare la versione inglese o alcun’altra versione dell’Antico Testamento . . . Questo Nome commemorativo, spiegato in Es. iii. 14, 15, e messo ripetutamente in risalto nel testo originale dell’Antico Testamento, designa Dio come il Dio personale, il Dio del patto, il Dio della rivelazione, il Liberatore, l’Amico del suo popolo . . . Questo nome personale, con i suoi numerosissimi legami sacri, è stato ora ripristinato nel testo sacro al posto che indiscutibilmente gli compete”.

    In modo simile, nella prefazione dell’originale Elberfelder Bibel tedesca, si legge: “Geova. Abbiamo conservato questo nome dell’Iddio del patto con Israele perché familiare al lettore ormai da anni”.

    Steven T. Byington, traduttore di The Bible in Living English, spiega perché usa il nome di Dio: “La grafia e la pronuncia non sono di capitale importanza. Ciò che più conta è capir bene che si tratta di un nome proprio. Ci sono vari passi che non possono essere dovutamente compresi se si traduce questo nome con un nome comune come ‘Signore’, o, peggio ancora, con un aggettivo sostantivato [per esempio, l’Eterno]”.

    È interessante il caso di un’altra traduzione, quella di J. B. Rotherham. Egli usò il nome di Dio nella sua traduzione ma preferì la forma Yahweh. Sennonché, in un’opera successiva, Studies in the Psalms, (Studi sui Salmi), pubblicata nel 1911, tornò alla forma Geova. Perché? Egli spiega: “JEHOVAH [Geova]. — L’uso di questa forma inglese del nome commemorativo (Eso. 3:18) nella presente versione del Salterio non è dovuta ad alcun dubbio circa la pronuncia più corretta, Yahwèh, ma esclusivamente alla constatazione personale dell’utilità di non discostarsi dalla forma più nota all’occhio e all’orecchio del pubblico in una questione come questa, dove la cosa principale è che il nome divino venga riconosciuto con facilità”.

    Nel Salmo 34:3 vien data agli adoratori di Geova questa esortazione: “Oh magnificate con me Geova, ed esaltiamo insieme il suo nome”. Come possono seguire pienamente questa esortazione i lettori di traduzioni bibliche nelle quali il nome di Dio è stato omesso? I cristiani sono lieti che almeno alcuni traduttori abbiano avuto il coraggio di includere il nome di Dio nelle loro versioni delle Scritture Ebraiche, preservando così ciò che Smith e Goodspeed chiamano “il sapore del testo originale”.

    Tuttavia la maggioranza delle traduzioni, anche quando includono il nome di Dio nelle Scritture Ebraiche, lo omettono nelle Scritture Greche Cristiane, nel “Nuovo Testamento”. Perché? C’è qualche giustificazione all’uso del nome di Dio in quest’ultima parte della Bibbia?

    Genesi 15:2; Esodo 6:3; 15:3; 17:16; 23:17; 33:19; 34:23; Deuteronomio 3:24. Tyndale, nelle sue traduzioni che furono aggiunte alla fine di The New Testament (Anversa, 1534), incluse il nome di Dio anche in Ezechiele 18:23 e 36:23.

    I traduttori della Bibbia “del re Giacomo” conservarono il nome di Dio, Geova, in soli quattro versetti, sostituendolo in tutti gli altri con DIO e SIGNORE

    Se l’uso del nome di Dio è “decisamente inadeguato”, come mai ricorre quasi 7.000 volte nel testo originale ebraico?

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  • Manuel     6 novembre 2020 alle 21:04     Permalink

    Volevo sapere se c’è un solo Dio ci deve essere una sola vera religione come mai ce ne sono tante?

    Rispondi
    • DAVIDE     8 novembre 2022 alle 20:41     Permalink

      Ciao,
      Ci sono tante religioni per lo stesso motivo che esiste il male. Il male esiste perchè qualcuno, molto tempo fa si è opposto a Dio e Dio ha decretato da subito la sua fine MA NON SENZA RISPONDERE ALLE ACCUSE CHE GLI ERANO STATE FATTE, PER ESEMPIO CHE L’UOMO PUÒ VIVERE BENE SENZA IL SUO CREATORE. LA REALTÀ CHE CI CIRCONDA HA GIÀ RISPOSTO A QUESTA ACCUSA MA PRESTO DIO SI MANIFESTERÀ PER PORRE FINE A TUTTE LE SOFFERENZE CHE SONO LA DIMOSTRAZIONE EVIDENTE CHE ABBIAMO BISOGNO DI LUI. CHI LO HA SFIDATO HA ANCHE FATTO IN MODO CHE NASCESSERO CENTINAIA DI RELIGIONI PER CONFONDERE L’UMANITÀ, CIÒ HA DIVISO NON UNITO. CIÒ NONOSTANTE OGGI POSSIAMO RICONOSCERE CHI FA VERAMENTE LA VOLONTÀ DI DIO. COME?

      “Li riconoscerete dai loro frutti”
      Gesù stabilì una regola sicura per distinguere il vero dal falso in materia di religione. Egli disse: “Li riconoscerete dai loro frutti. . . . Ogni albero buono produce frutti eccellenti, ma ogni albero marcio produce frutti spregevoli . . . Ogni albero che non produce frutti eccellenti è tagliato e gettato nel fuoco”. (Matteo 7:16-19) Perciò, per distinguere il vero Dio dai falsi dèi e i veri adoratori dai falsi adoratori, dobbiamo esaminare ciò che essi producono. I loro frutti sono “eccellenti” o “spregevoli”?

      Per esempio, quale delle religioni del mondo ha portato vera pace fra i suoi seguaci in tutta la terra? Certo i membri della vera religione, essendo fratelli in senso spirituale, non dovrebbero uccidersi gli uni gli altri. Ma nelle guerre del XX secolo sono state uccise cento milioni di persone, e tutte queste guerre hanno avuto il sostegno delle religioni di questo mondo. Di conseguenza persone religiose hanno ucciso altre persone religiose. Spesso hanno ucciso i propri correligionari. Cattolici hanno ucciso cattolici, protestanti hanno ucciso protestanti, musulmani hanno ucciso musulmani, e membri di altre religioni hanno fatto altrettanto.

      n un editoriale intitolato “Violenza in nome di Dio”, Mike Royko, rivolgendosi ipoteticamente a Dio, ha detto quanto segue a proposito delle religioni del mondo: “Ti esprimono la loro devozione scannandosi a vicenda a centinaia. Suppongo siano convinte che, se una parte riesce a far fuori l’altra, sarà una prova che il suo modo di adorarti è giusto”. Egli ha detto che, mentre il papa si presenta come uomo di pace, “i suoi seguaci, quando gli animi si riscaldano, sono capaci, come si sa, di spargere milioni di litri di sangue”. E quando l’ex presidente degli Stati Uniti Carter osservò che ‘il mondo era impazzito’, aggiunse: “Le profonde convinzioni religiose, che dovrebbero unire gli uomini in un vincolo d’amore, spesso sembrano essere una componente della follia e dell’omicidio”.

      Questi frutti spregevoli sono l’opposto di quelli che dovrebbero essere prodotti dagli adoratori del vero Dio. (Galati 5:19-23) Perciò, quelli che sostengono le religioni e le filosofie in lotta appartengono alla falsa adorazione proprio come gli antichi egiziani, assiri, babilonesi e altri che confidavano in “dèi che non valgono nulla e che non possono parlare”. (Abacuc 2:18) E proprio come la parola profetica del vero Dio si adempì nei confronti della falsa religione nell’antichità, la stessa cosa avverrà nel nostro tempo: “Gli stessi dèi senza valore passeranno completamente”. (Isaia 2:18) L’avvertimento che Egli dà è degno di fiducia: “Non vi rivolgete a dèi senza valore”. — Levitico 19:4.

      Chi dà testimonianza a favore di Geova?
      Testimone del vero Dio è colui che rende testimonianza riguardo a Lui. I seguaci delle religioni di questo mondo danno tale testimonianza? Quanto spesso i membri di queste religioni vi parlano della loro adorazione? Quand’è che sono venuti a casa vostra per rendere testimonianza riguardo al loro dio? La sfida che il vero Dio ha lanciato ai falsi dèi perché producano testimoni è rimasta inascoltata. I seguaci delle religioni di questo mondo non danno questa testimonianza. Non sono in grado di dirvi chi è il vero Dio o quali sono i suoi propositi. I loro ecclesiastici non hanno insegnato loro la verità. “Sono guide cieche. Se, dunque, un cieco guida un altro cieco, entrambi cadranno in una fossa”. — Matteo 15:14.

      Chi è disposto a sacrificare tempo, risorse materiali, persino la vita, per dare testimonianza a favore del vero Dio? Chi è che dice alle persone ciò che il vero Dio dichiara, cioè: “Io sono Geova. Questo è il mio nome”? (Isaia 42:8) Chi insegna che “tu, il cui nome è Geova, tu solo sei l’Altissimo su tutta la terra”? (Salmo 83:18) Ai suoi giorni, Gesù poté dire al vero Dio: “Ho reso manifesto il tuo nome”. (Giovanni 17:6) Nei nostri giorni, solo i testimoni di Geova possono dirlo. Com’è appropriato il loro nome: Testimoni di Geova!

      Testimonianza riguardo al Regno
      Oltre a far conoscere il nome del vero Dio, cosa avrebbero detto in particolare i suoi testimoni circa i suoi propositi? Gesù diede l’esempio insegnando ai suoi seguaci a chiedere in preghiera al vero Dio: “Venga il tuo regno”. (Matteo 6:10) Il celeste Regno di Dio è il governo che alla fine dominerà l’intera terra. (Daniele 2:44) Questo fu il tema dell’insegnamento di Gesù. (Matteo 4:23) Poiché il Regno è l’unica soluzione dei guai del genere umano, egli esortò: “Continuate dunque a cercare prima il regno e la Sua giustizia”. — Matteo 6:33.

      Chi sono oggi quelli che rendono testimonianza circa il Regno di Dio? Il prof. C. S. Braden, attento studioso delle religioni del mondo, disse: “I testimoni di Geova hanno letteralmente coperto la terra con la loro testimonianza. . . . Si può veramente dire che nessun singolo gruppo religioso al mondo ha manifestato più zelo e tenacia dei testimoni di Geova nello sforzo di diffondere la buona notizia del Regno”. Ma queste parole furono scritte quasi 40 anni fa. Oggi viene data una testimonianza del Regno molto più ampia, perché nel frattempo il numero dei Testimoni si è più che decuplicato! Circa tre milioni e mezzo di loro, organizzati in oltre 54.900 congregazioni in tutto il mondo, danno testimonianza a favore del Regno, e il loro numero cresce rapidamente. Questo eccellente frutto è una prova che Geova è l’Iddio della vera profezia. Fu lui a ispirare suo Figlio, Gesù, a predire per il nostro tempo: “Questa buona notizia del regno sarà predicata in tutta la terra abitata, in testimonianza a tutte le nazioni; e allora verrà la fine”. — Matteo 24:14; Giovanni 8:28.

      Imitiamo l’amore di Dio
      I veri testimoni di Dio devono imitare la sua principale qualità, l’amore. “Chi non ama non ha conosciuto Dio, perché Dio è amore”. (1 Giovanni 4:8) In realtà, “i figli di Dio e i figli del Diavolo sono manifesti da questo fatto: Chiunque non pratica la giustizia non ha origine da Dio, né ha origine da Dio colui che non ama il suo fratello. . . . Dobbiamo avere amore gli uni per gli altri; non come Caino, che ebbe origine dal malvagio e scannò il suo fratello”. — 1 Giovanni 3:10-12.

      Solo i testimoni di Geova hanno questo tipo di amore. Non si sottomettono agli dèi della guerra, del nazionalismo e del razzismo. Non sostengono nessuna delle guerre di questo mondo e non vengono quindi mai a trovarsi in situazioni in cui potrebbero contribuire all’uccisione dei loro fratelli spirituali di altre parti del mondo. Come disse Gesù, essi “non fanno parte del mondo” e hanno ‘riposto la spada al suo posto’. — Giovanni 17:14; Matteo 26:52.

      Uno studio intitolato “Dell’altro sulla giustificazione della violenza” diceva: “I testimoni di Geova hanno coerentemente mantenuto la loro posizione non violenta di ‘neutralità cristiana’ . . . Il loro persistente atteggiamento contro il servizio nazionale in qualsiasi forma, sia militare che civile, e il loro rifiuto di rendere onore ai simboli dell’identità nazionale hanno avuto come risultato processi, imprigionamento e assalti di turbe in molti paesi . . . I Testimoni, tuttavia, non hanno mai risposto con la violenza”. Il giornale brasiliano O Tempo disse di loro: “Benché vi siano molte preminenti religioni che fanno la loro propaganda in tutte le parti del globo, non ve n’è oggi una sola sulla superficie della terra che abbia lo stesso amore”. Questo sincero amore, dichiarò Gesù, contraddistingue i veri testimoni di Dio. “Da questo tutti conosceranno che siete miei discepoli, se avrete amore fra voi”. — Giovanni 13:35.

      Rispondi
  • Francesco Dattoli     23 novembre 2020 alle 07:56     Permalink

    Dopodiché Dio disse ancora una volta a Mosè: “Devi dire questo agli israeliti: ‘Geova, l’Iddio dei vostri antenati, l’Iddio di Abraamo, l’Iddio di Isacco e l’Iddio di Giacobbe, mi ha mandato da voi’. Questo è il mio nome per sempre, e così dovrò essere ricordato di generazione in generazione.. Io sono Geova. Questo è il mio nome; non do la mia gloria a nessun altro, né la lode che mi spetta alle immagini scolpite. Isaia 42:8 … leggetevi la bibbia e capirete

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  • Diego     24 novembre 2020 alle 08:51     Permalink

    In tutte le chiese del mondo c’e scritto il nome proprio di Dio Geova in italiano oppure i 4 tetragrammi da cui discende o tradotto in altre lingue Anche dentro la basilica di San Pietro a Roma c’e scritto a caratteri cubitali il nome di Dio,coperto da un tappeto..

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  • Michele Nardelli     29 marzo 2021 alle 20:12     Permalink

    Qui un Video che vi spiega tutto buona visione.

    https://www.jw.org/it/cosa-dice-la-Bibbia/storia/tetragramma-biblico-yhwh-antico-manoscritto/
    cosaeilregnodidio@hotmail.com

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  • Clod     16 aprile 2021 alle 22:17     Permalink

    Per tagliare la testa al toro basta chiedere a google quale è il nome di dio. Che dirà; Geova. Anche andare su google traduttore italiano- greco scrivendo: Geova, esce precisamente il tetragramma citato dal signore della spiegazione.

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  • Alessandra     29 agosto 2021 alle 14:02     Permalink

    Chiedo scusa ma da ex cattolica non ho mai trovato questi sette libri in più nelle bibbie che avevo in casa che il teologo Rosetti menziona . Da dove li hanno tirati fuori ? La Bibbia è una e purtroppo , ma senza riuscirci , qualcuno ha provato ad eliminare il nome di Dio . Ma nonostante tutto il nome di Dio è conosciuto GEOVA…
    Io sono Geova. Questo è il mio nome” (Isaia 42:8)

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