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San Benedetto, “Amoris Laetitia” due anni dopo

SAN BENEDETTO DEL TRONTO – A due anni dalla pubblicazione dell’Esortazione Apostolica “Amoris Laetitia” di Papa Francesco, l’Associazione culturale Fides Vita ha organizzato un incontro con don Enrico Brancozzi, per un invito ad una lettura lenta e appassionata del testo rivolto alle famiglie cristiane.

Il preside dell’Istituto Teologico Marchigiano, ha stimati i doni del matrimonio e della famiglia e incoraggiato tutti ad essere segni di misericordia e di vicinanza “lì dove la vita familiare non si realizza perfettamente o non si svolge con pace e gioia”.

“Amoris Laetitia” scaturisce da due sinodi sulla famiglia, è un testo che aiuta ad allargare lo sguardo alla molteplicità di famiglie che compongono la trama della realtà odierna. La lezione di don Enrico si è incentrata sull’approfondimento di alcuni termini cardine dell’ Esortazione. Il primo è gioia, gaudio, letizia. Il matrimonio è una responsabilità, ma anche una cosa bella, una via alla santità. Il secondo termine è fragilità, perché la famiglia è fragile conseguenza della fragilità dell’uomo.

Commenta Don Enrico: “Non scandalizziamoci della fragilità, che il modello della famiglia da sogno proposta da alcuni spot pubblicitari non esiste. La famiglia si trova ad affrontare il dolore: della malattia, della tossicodipendenza, della vedovanza, il dramma di non avere figli, sempre più.”

Un accenno ai divorziati, trattando del discernimento, da dis-cernere ossia scegliere separando, guardando la realtà scegliendo di volta in volta il
bene.

Don Bracozzi conclude con un riferimento alla spiritualità matrimoniale, che viene descritta nell’Esortazione Apostolica con un lungo commento all’Inno alla Carità di San Paolo.

Attraverso il lungo lavoro che ha portato alla formulazione di questo testo si evince che la Chiesa avverte la necessità di dire una parola di verità e di speranza, un invito ad assumersi la responsabilità di accompagnare l’uomo nel sacramento del matrimonio che presenta il dramma di molteplici condizioni di sofferenza e quindi di offerta al Signore come strada di santità.

Michela Galieni: