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Le palme di San Benedetto ora sono “monumentali”

SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Con Deliberazione della Giunta regionale n. 1543 del 12 dicembre 2016, la Regione Marche, su  richiesta del Comune di San Benedetto del Tronto, ha approvato l’integrazione del primo elenco degli alberi, alberate e filari monumentali delle Marche inserendo l’alberata di viale Buozzi, piazza Giorgini e via Pasqualetti tra le “Formazioni Vegetali Monumentali delle Marche” .

In pratica, i palmizi del centro cittadino (quasi 200 esemplari tra phoenix canariensis, dactilifera e washingtonia) vengono insigniti di questa particolare qualifica in virtù della loro età (circa 85 anni), del loro numero e dimensione (ci sono esemplari che superano i 20 metri di altezza con un diametro del fusto di circa 120 cm.), della loro integrità (progettata negli anni ‘30 del secolo scorso, l’area è rimasta urbanisticamente e paesaggisticamente pressoché inalterata).

Il riconoscimento implica un’ulteriore responsabilizzazione da parte della Amministrazione Comunale nella cura, manutenzione e difesa dell’insieme botanico oltre che, ovviamente, il divieto di abbattimento e l’obbligo di adottare particolari precauzioni in sede di esecuzione di lavori stradali. Peraltro, si tratta di misure che il Comune adotta da tempo e che sono state anche recepite nel Regolamento del Verde Urbano approvato nel 2016.

“L’inserimento dei nostri palmizi nell’elenco è un unicum a livello regionale, visto che gli altri riconoscimenti sono andati a singoli esemplari o al massimo piccoli gruppi isolati – dice il sindaco Pasqualino Piunti – e rappresenta la conferma di quanto sia stato importante il lavoro svolto in questi anni dal Comune di San Benedetto del Tronto, tramite gli operatori del Servizio Aree Verdi, per combattere senza sosta la devastante presenza del punteruolo rosso. Senza il paziente lavoro del nostro personale e le risorse stanziate, oggi di tutto questo rimarrebbe ben poco. Oltretutto, la Regione riconosce il valore monumentale ad una alberatura composta da essenze non autoctone, cioè non originarie della nostra terra, mentre la quasi totalità delle piante inserite nell’elenco è tipica del Piceno”.

Il Comune provvederà ad apporre nell’area delle targhe per ricordare che ci si trova in una zona dall’inestimabile valore storico, paesaggistico ed ambientalistico.

Redazione: