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Papa Francesco: a “La Nacion”, ultraconservatori “dicono no a tutto, io non taglio teste”

“Loro fanno il proprio lavoro e io faccio il mio”. Con queste parole il Papa ha risposto a una domanda sugli “ultraconservatori della Chiesa”, nell’intervista rilasciata al quotidiano argentino La Nacion. “Io desidero una Chiesa aperta, comprensiva, che accompagni le famiglie ferite”, ha ribadito: “Loro dicono no a tutto. Io continuo dritto per la mia strada, senza guardare di lato. Non taglio teste. Non mi è mai piaciuto farlo. Lo ribadisco: rifiuto il conflitto”. “I chiodi – ha infine spiegato – si rimuovono facendo pressione verso l’alto. Oppure si lasciano da parte per il riposo, quando arriva l’età del pensionamento”.

“Non ci sono altri portavoce ufficiali, né in Argentina, né in altri Paesi. Lo ripeto: la Sala Stampa del Vaticano è l’unica portavoce del Papa”. non è mancata una domanda sulle Scholas Occurrentes, la Fondazione privata, riconosciuta dalla Santa Sede, nata a Buenos Aires oltre 15 anni fa per impulso dell’allora arcivescovo Bergoglio ed impegnata nella formazione dei giovani. Recentemente, il Pontefice ha invitato i responsabili dell’organismo a non accettare una donazione in denaro da parte del governo. Ma non si è trattato di una decisione “contro il governo di Macri”, sottolinea il Papa: “Questa interpretazione è assolutamente sbagliata. Non alludevo in alcun modo al governo. Ho solo detto ai responsabili delle Scholas, con affetto, ciò che potesse aiutarli ad evitare eventuali errori nella gestione della Fondazione”. “Continuo a credere – spiega infatti il Papa – che non abbiamo il diritto di chiedere soldi al governo argentino che ha tanti problemi sociali da risolvere”.

Redazione: