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“La nostra bambina benedetta dal Papa, è un miracolo…”

Zenit di Luca Marcolivio

Qualunque cosa debba succedere nella vita della piccola Lizzy Myers, oggi è accaduto qualcosa che ha tutte le caratteristiche di un miracolo. Sono visibilmente emozionati mamma Christine e papà Steve, dopo che la loro Lizzy ha potuto coronare il suo sogno: venire a Roma e conoscere papa Francesco.

Lizzie non è una bambina come tutte le altre: le è stata diagnostica una malattia rara, la Sindrome di Usher (tipo B), che nel giro di pochi anni la renderà cieca e sorda. Uno strazio senza fine per una bambina che conquista il cuore di chiunque incontra, grazie alla sua incredibile intelligenza e ai suoi discorsi profondi e acuti, nonostante i suoi sei anni.

Tutta la famiglia Myers è cattolica, così come cattolica è la scuola materna frequentata da Lizzy: papa Francesco è quindi spesso presente nei discorsi delle sue insegnanti e ciò ha stimolato nella piccola la curiosità e, a lungo andare, l’ammirazione verso la figura del pontefice argentino.

I Myers dovevano recarsi in Vaticano già in occasione dell’udienza di mercoledì 30 marzo, ma avevano perso la coincidenza aerea. Per loro fortuna, il viaggio è stato posticipato soltanto di pochi giorni e reso possibile grazie alla generosità della Turkish Airlines che ha offerto i quattro biglietti per Lizzy, i genitori e la sorellina Kayla.

L’ospitalità a Roma, in questi giorni è stata offerta alla famiglia americana, originaria dell’Ohio, dall’Appia Antica Resort, mentre la sezione capitolina dell’Unitalsi ha reso possibile l’incontro con il Santo Padre, al termine dell’Udienza Generale odierna.

È stata ancora l’Unitalsi, presso i suoi locali di Casa Bernadette, in zona Valle Aurelia, ad ospitare la conferenza stampa in cui stamattina i genitori di Lizzy hanno raccontato l’eccezionale avvenimento che oggi ha allietato la loro difficile vita.

A presentare i coniugi, il presidente romano di Unitalsi, Emanuele Trancalini, che, dopo aver ricordato la finalità sociale della Casa Bernadette – ospitare, attraverso il Progetto Bambini, le famiglie dei bambini malati, con figli ricoverati in ospedali romani – ha lanciato un appello a rendere noto il dramma di famiglie come i Myers: “Il messaggio che abbiamo voluto dare loro è che non sono soli”, ha detto.

Steve Myers ha confidato ai giornalisti che l’incontro odierno della sua famiglia con papa Francesco è stato quanto di più bello e inaspettato potesse loro succedere: “Mai avrei immaginato di poterlo vedere così da vicino”. Il papà di Lizzy si è detto quindi commosso per l’affetto ricevuto, non solo dal Santo Padre ma da tutti gli italiani incontrati.

La vicenda di Lizzy ha infatti scatenato una vera gara di solidarietà, che, oltre all’Unitalsi, ha coinvolto altri soggetti, tra cui il citato resort Appia Antica, il cui titolare Maurizio D’Atri ha tenuto compagnia ai Myers in questi giorni, raccontando alla stampa qualche aneddoto della loro permanenza romana.

“Quando siamo andati al Colosseo – ha detto D’Atri – Lizzy osservava con attenzione ogni particolare della brochure, poi lo riscontrava nella realtà… Quando ha letto delle belve feroci, che sbranavano i cristiani, mi ha chiesto: ‘e ora dove sono i leoni?’”.

La signora Myers ha descritto invece l’incontro con il Pontefice, il quale “ha benedetto gli occhi di Lizzy, dicendoci che avrebbe pregato per tutti noi; gli abbiamo risposto che anche noi pregheremo per lui”. La bambina ha accolto la mano paterna del Vescovo di Roma, con grande sorpresa, sgranando i suoi occhi, che un giorno non potranno più vedere…

Nel corso dell’incontro privato, ha raccontato il padre, la bambina ha regalato al Papa un pezzettino di meteorite da lei raccolto nei pressi della loro abitazione in Ohio.

Steve e Christine sono entrambi commossi. Mentre, però, lui è raggiante, lei è ancora spaurita, quasi come se ancora non rendesse conto della straordinarietà dell’incontro avuto stamattina.

“All’inizio ero nervoso – ha raccontato il papà di Lizzy – poi, quando ho visto che il Papa parlava a mia figlia, ho capito che stava accadendo un miracolo… E la vita stessa di Lizzy è un miracolo, qualunque cosa le accadrà in futuro”.

La giovane mamma americana ha invece confidato di aver provato un “traboccante senso di pace”, una sensazione che “non si può descrivere a parole”.

Lizzy non sa ancora cosa le sta accadendo e l’apprensione dei suoi genitori è che possa apprenderlo prima o poi dai giornali e dalla TV. A livello mediatico, tuttavia la sua vicenda sta facendo il giro del mondo soltanto in questi giorni, mentre in America, solo una volta, il caso della sua rara malattia era stato raccontato dalla stampa.

Quella di questi giorni, quindi, le è stata presentata da mamma e papà come una normale vacanza a Roma e anche sull’udienza con il Papa non si sono dilungati in troppi particolari. Quando lo ha saputo, Lizzy ha detto: “Voglio bussare alla porta del Papa a Roma”.

A dispetto dei suoi sei anni, Lizzy ha un modo di ragionare e di esprimersi che pare quello di una persona adulta. Lo ha testimoniato anche il padre, descrivendo l’attenzione con cui si è seduta in mezzo alla Cappella Sistina, fermandosi per svariati minuti ad ammirare in silenzio il capolavoro michelangiolesco.

Prossima tappa, ha aggiunto il signor Myers, sarà probabilmente il Wyoming, con le sue montagne, i suoi panorami e le sue bellezze naturali uniche al mondo. Un’ulteriore delizia per gli occhi di Lizzy, prima che su di essi cali l’oscurità.

Nel frattempo, l’Unitalsi ha invitato la bimba e la sua famiglia al pellegrinaggio nazionale annuale a Lourdes, in programma per il prossimo ottobre. Un’opportunità per la quale, Steve e Christine hanno espresso il loro caloroso ringraziamento all’Unitalsi. Nella speranza di un nuovo miracolo…

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