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Sinodo della famiglia, Padre Lombardi: “La Relazione Finale c’è, non è scomparsa da nessuna parte”

“La Relazione Finale c’è, non è scomparsa da nessuna parte: quello che non sappiamo con precisione è cosa il Papa decide di farne, e quindi se e quando verrà pubblicata come tale o no”. Lo ha detto padre Federico Lombardi, direttore della Sala stampa della Santa Sede, durante il briefing di ieri sul Sinodo. Riferendosi ad alcune notizie circolate su una presunta “sparizione” del documento, il portavoce vaticano ha invece ricordato l’iter con cui si arriverà al testo, già illustrato dal cardinale Baldisseri: “I Circoli daranno i loro ‘modi’, e i ‘modi’ saranno utilizzati e integrati sulla base dell’Instrumentum laboris e così si arriva in tre parti di lavoro a comporre la Relatio Finalis, documento che verrà ripresentato ai padri e da loro discusso”. La Relatio, infatti, verrà presentata sabato 24 mattina in Aula, per essere sottoposta nel pomeriggio al suffragio dell’Assemblea e, “conformemente alla natura del Sinodo, viene consegnata al Santo Padre al quale competono le decisioni in merito”. Nell’Ordo Synodi, ha ricordato inoltre padre Lombardi, “è previsto che il consenso dei padri si esprima in proposizioni oppure in altri documenti, che sono sottoposti a votazioni e poi offerto al Santo Padre per una sua valutazione”. L’anno scorso, ad esempio – ha ricordato il portavoce vaticano – “il Papa ci ha comunicato il pomeriggio del sabato che voleva rendere pubblico il documento” con cui si è conclusa la prima fase del Sinodo.

“Non ho avuto questo documento, non sono in grado di verificare se corrisponda a una realtà oppure no: dovrebbe essere il Papa a dirci se l’ha ricevuto oppure no”. Lo ha detto padre Federico Lombardi, direttore della Sala stampa della Santa Sede, a proposito di alcune indiscrezioni di stampa su una lettera inviata da 13 cardinali al Papa con alcune obiezioni circa la metodologia sinodale. “Si tratta di un documento riservato, non ho nulla da dire o commentare”, ha detto Lombardi ai giornalisti: “Quello che posso dire è che alcuni cardinali cominciano a dire che non l’hanno firmato. Due di essi, i cardinali Vingt-Trois e Scola, hanno detto esplicitamente a chi li ha interrogati di non aver mai firmato nulla di simile”. A una domanda sull’impatto che questa presunta lettera ha provocato sui 270 padri sinodali, il portavoce vaticano ha ricordato che “il cardinale Baldisseri, nel suo intervento del secondo giorno del Sinodo, ha ribadito l’iter e le procedure e il Papa ha confermato questo. Io non ho sentito altro: il Papa ha detto che è questo il modo in cui procediamo”.

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