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Vescovo Carlo Bresciani: ” Cosa può significare per tutti noi che Gesù è risorto da morte? Che cosa cambia nella nostra vita?”

DIOCESI – Domenica 5 Aprile alle ore 18.00 il Vescovo Carlo Bresciani ha presieduto presso la Cattedrale Madonna della Marina la solenne celebrazione della Santa Messa di Pasqua.
Vescovo Carlo: “Cristo è risorto. La sua tomba è vuota; la pietra che la chiudeva è stata ribaltata. Colui che era morto, è vivo”. Questo è il grido di gioia dei suoi apostoli che, con grande sorpresa e addirittura all’inizio con incredulità, lo hanno incontrato vivo dopo la resurrezione. E’ anche il grido di gioia che la Chiesa oggi lancia al mondo, a tutto il mondo: a coloro che credono e a coloro che sono indifferenti o che rifiutano di credere. La Chiesa grida a tutti la verità su cui si fonda la propria fede e la propria vita (cfr. 1 Cor 15, 14b). Non può non farlo, non per un comando, ma per la gioia che la inonda.

Ma che cosa può significare per tutti noi che Gesù è risorto da morte? Che cosa cambia nella nostra vita? Non possiamo vivere bene comunque? Possiamo continuare a lavorare, a divertirci, a piangere i nostri dolori, a costruire il nostro mondo, anche se non crediamo nella resurrezione di Gesù. Che sia risorto o no, non cambia nulla alla vita, è un fatto che riguarda lui, non noi. Anzi, senza la fede che ci imbriglia, pensiamo di essere addirittura più liberi. Questo pensano molti, giovani e adulti del nostro mondo, dei nostri paesi e perfino delle nostre famiglie, una volta saldamente cristiane. E apparentemente sembrano aver ragione: tutto va avanti come se davvero non ci fosse alcun bisogno di Dio, meno che meno di un Dio che muore e risorge da morte. Ma così non è!

In Gesù, uomo-Dio, nella vicenda della sua passione e morte noi incontriamo tutto il dramma della vita di ogni uomo e tutte le domande che spesso occupano più o meno consapevolmente la vita di tutti noi: Perché vivo? Che senso ha vivere? Che senso ha il dolore e la morte? Come posso raggiungere la felicità in questo mondo in cui non c’è solo chi ti vuole bene? Come posso essere felice se qualcuno mi fa del male?

Sono domande che ci facciamo tutti e che attraversano anche le relazioni affettive più care che abbiamo. C’è una risposta ad esse? In Cristo risorto una risposta c’è, poiché in Lui ci viene indicata una strada che porta ad un sicuro risultato positivo di vita. Non una strada facile, ma sicura. E la strada è questa: il bene e l’amore che si donano portano alla vita. Al momento può sembrare essere un fallimento, come lo è stata la croce di Gesù, ma l’approdo sicuro di chi ama è la vita. Gesù è l’innocente che si è trovato di fronte al male e, impotente, ha dovuto subirlo fino alla sua morte, ma con il suo amore al Padre e a noi, amore che non è mai venuto meno neppure per un istante, ha vinto la morte. L’ha vinta in sé e l’ha vinta anche per noi. L’amore costa, ma è la via alla vita.

La via verso la felicità che tutti cerchiamo è imparare ad amare come Lui ha amato, sempre, anche quando non si è stati riamati. Il senso più profondo del nostro vivere è donarsi, perché è solo dal dono che nasce la vita; è solo in esso che c’è speranza di futuro per noi e per l’umanità. Il resto è illusione, come illusione è la violenza, che porta sempre a vittorie effimere cariche di sofferenze e dolori; illusione è l’egoismo che ci chiude in noi stessi e porta a stabilire rapporti distorti con gli altri. Solo chi si dona nell’amore trova, oltre gli apparenti segni di morte, la via della felicità e dona vita agli altri.

Gesù non ha imposto la religione e la fede in Dio con la spada e la violenza, non ha ucciso nessuno di coloro che rifiutavano il suo insegnamento, non ha approfittato della debolezza e della fragilità di nessuno. Ci ha solo detto che senza amore, che se non impariamo ad amare come lui, non c’è speranza né per noi né per la nostra società. Possiamo certo costruire cose nuove, scoprire i segreti della natura che ci aiutano a migliorare le nostre condizioni economiche, possiamo crescere nel progresso tecnico-scientifico, possiamo anche arricchirci economicamente, ma, se non impariamo ad amarci di più, il futuro nostro, delle nostre famiglie e della società non potrà essere un futuro di felicità, ma di sopraffazione, di egoismi contrapposti, di divisione, quando non di schietta violenza.

C’è una grande carenza di amore nel nostro mondo che ostenta tanto progresso scientifico, ma rincorre più i beni materiali che l’amore per le persone, valuta di più i soldi e gli affari che la vita: è un mondo capace di vendere l’anima e di mettere a morte per quattro denari in più.

Gesù è l’uomo che ha amato anche dalla croce, e nel suo amore ha vinto la morte, perché credendo all’amore si è affidato alle mani del Padre. E il Padre che è Amore gli ha ridato vita. Ecco cosa dice a ciascuno di noi la resurrezione: l’amore è più forte della morte, solo apparentemente la morte prevale sull’amore. Dio, che è Amore, non abbandona chi ama, anche se temporaneamente deve passare attraverso la prova della sofferenza.

Se è vero che senza amore non possiamo vivere e non possiamo essere felici, l’amore è allora la strada verso la piena felicità. Dio, che è amore, è la strada verso la vera felicità dell’essere umano. Il segreto della vita umana sta nell’amare come Dio ama.

Questo grida oggi la Chiesa al mondo che non crede più alla potenza dell’amore, che crede di poter costruire una vita felice senza imparare ad amare: l’amore di Gesù ha vinto la morte e la morte non ha più alcun potere su di Lui. In Gesù può rinascere la speranza del mondo, perché l’amore come il suo è la speranza di tutti noi. La sua resurrezione ci dice che possiamo credere all’amore, a quello che riceviamo da Dio e a quello che doniamo. Se vogliamo riceverlo, dobbiamo imparare a donarlo come ha fatto lui, che, avendolo donato fino alla fine, ha riavuto la vita dal Padre.

Sì carissimi, anch’io con la Chiesa ripeto a voi oggi: “Cristo è risorto. La sua tomba è vuota; la pietra che la chiudeva è stata ribaltata. Colui che era morto, è vivo”. Il suo amore per noi ha vinto la morte, il suo amore per noi è la speranza in cui il mondo intero può confidare.
Buona Pasqua a tutti in Cristo risorto.

 

Redazione: