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Provincia, votata la convenzione per il conferimento dei rifiuti solidi urbani alla Geta, contrario il Sindaco di Castignano

PROVINCIA – Si tratta della quinta seduta in appena 4 mesi di attività del nuovo organismo a dimostrazione della comune volontà di tutti i soggetti interessati, a partire dalla Provincia, di definire in maniera ampia e condivisa la migliore programmazione dal punto di vista ambientale, sociale ed economico della complessa materia. Basti pensare che solo nell’ultimo mese, su mandato dei sindaci, si sono svolti 5 incontri tra il Presidente D’Erasmo, i tecnici del Servizio Ambiente provinciale e i referenti delle società Ascoli Servizi Comunali, Picenambiente e Geta srl. Gli incontri, così come concordato nella scorsa Assemblea Ata, sono serviti ad individuare le soluzioni economiche più funzionali ad una ripartizione sostenibile delle varie voci e componenti tariffarie per il conferimento rifiuti solidi urbani dei Comuni del territorio provinciale nella discarica privata della “Geta”, ubicata in località Alto Bretta di Ascoli Piceno.

Nella seduta odierna a conclusione di un ampio e articolato dibattito è stato dato il via libera, con la non partecipazione al voto del Comune di Ascoli e il voto contrario di quello di Castignano, alla convenzione tra l’Autorità d’Ambito, la società Ascoli Servizi Comunali srl ed i Comuni che la recepiranno in specifici atti amministrativi, per regolare le modalità di abbancamento dei rifiuti nella discarica Geta, previo trattamento degli stessi presso l’impianto di Relluce. In particolare, il documento stabilisce, per quanto riguarda il corrispettivo, il costo omnicomprensivo di 95 euro a tonnellata.

I sindaci hanno inoltre dato mandato al Presidente dell’Ata D’Erasmo di avviare le modalità tecnico-operative per l’espletamento, anche avvalendosi delle competenze dell’Asur 5, della Forestale  e dell’Arpam, di indagini epidemiologiche e ambientali delle due discariche di Relluce e Geta nelle aree contermini ai due siti.

Si tratta di una verifica non prevista come obbligatoria dalla normativa – spiega il Presidente D’Erasmoma di un approfondimento puntuale e scientifico che intende costituire un importante segnale di attenzione verso la salute dei cittadini e la tutela ambientale ed uno strumento per assumere, nella programmazione attuale e futura, anche in relazione al Piano d’Ambito che si andrà a redigere, le decisioni più opportune ed incisive, capaci di contemperare il rispetto più assoluto delle condizioni di sicurezza con l’economicità e la fattibilità degli interventi“.

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