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FOTO Madonna di Lourdes in Diocesi, Vescovo Carlo: Maria, intercedi per tutti i malati e per coloro che se ne prendono cura

DIOCESI – Mercoledì 11 febbraio è stata celebrata nella nostra diocesi la Giornata Mondiale del Malato.

Vescovo Carlo Bresciani: “Nella ricorrenza della memoria delle apparizioni della Madonna a Lourdes, come sappiamo Maria è apparsa a Lourdes alla piccola Bernardetta, apparizione attraverso la quale l’Immacolata Concezione si è manifestata come la madre che si fa vicino e si prende cura dei malati che con fiducia ricorono a lei, siamo qui riuniti in preghiera con i nostri malati in ascolto della parola di Dio dalla quale la Vergine ci chiede di lasciarci guidare.

Il tema che il papa Francesco ha indicato per questa giornata mondiale del malato è: “Sapientia cordis: Io ero occhi per il cieco, ero i piedi per lo zoppo” (Gb 29,15). Il papa ci esorta ad essere sapienti, a coltivare la sapienza del cuore e a chiederla a Dio. Ma ci dà già una preziosa indicazione con la citazione del libro di Giobbe: essere occhi per il cieco e piedi per lo zoppo.

Che cosa dobbiamo intendere con ‘sapienza del cuore’?
La prima lettura della liturgia odierna che ci parla della creazione dell’uomo e della donna da parte di Dio ci dà una prima indicazione. Ci parla di una polla d’acqua che sgorgava dalla terra  e che irrigava tutto il suolo, polla che Dio aveva predisposto nella terra appena creata da Lui. L’acqua è fonte della vita, rende fertile la terra. Ė il dono di Dio, un dono con il quale Dio stesso prepara quella casa (il mondo) che sarà abitata dall’essere umano che successivamente Egli stesso creerà. Con quell’acqua – dice il testo sacro – “Dio fa germogliare dal suolo ogni sorta di alberi graditi alla vista e buoni da mangiare” e poi affida tutto all’uomo perché coltivi e custodisca questo giardino che rende possibile la sua vita.

La sapienza di Dio si manifesta così come amore che pensa a costruire una casa tale da permettere la vita buona per l’essere umano. Dio è sapiente perché si prende cura dell’uomo: con cuore di Padre dona all’essere umano la terra con quanto essa produce e, nel contempo, gli dice che non potrà mettersi al di sopra del bene e del male, cibandosi di ciò che è proibito. Mettersi al di sopra del bene e del male significa, infatti, mettersi al posto di Dio stesso e dare alla sua creazione una finalità diversa rispetto a quella da lui voluta. I primogenitori non accettarono questo: si separarono così dall’amore di Dio e incominciarono a litigare tra loro.

Ecco la sapienza del cuore che Dio indica a ciascuno di noi: non pensare solo a sé e al proprio benessere o alla propria salute, dimenticando che tutti siamo creature di Dio e siamo affidati gli uni agli altri. Il mondo e tutto ciò che lo abita ci è affidato perché ce ne prendiamo cura. Dobbiamo prenderci cura gli uni degli altri, come Dio si è preso cura di Adamo ed Eva preparando loro una casa adatta alla loro vita.
Sapienza del cuore è, quindi, imparare a prendersi cura e servire il fratello nei suoi bisogni. Il tema che papa Francesco ha affidato a questa giornata, tratto dal libro di Giobbe, suona “Io ero gli occhi per il cieco, ero piedi per lo zoppo” (Gb 29,15). Il cieco e lo zoppo, in altre parole chi è nel bisogno, deve trovare nel fratello colui al quale poter appoggiarsi e da cui essere sostenuto.

Il cristiano imita Dio quando prepara un ambiente, una casa in cui l’essere umano nella sua fragilità possa trovare ciò di cui ha bisogno, e, in primo luogo, ha bisogno di una mano amica che la aiuta e lo accompagna. Il male e il peccato consistono nello sconvolgere questa solidarietà fraterna, nell’usare del mondo e della vita – di ciò che Dio ci dona –  non per condividere, ma per appropriarsene, per camminare da soli senza sostenere chi non ci riesce da solo. Dio, con la creazione, si mostra come Colui che si prende cura dell’uomo sapendo che è stato “plasmato con la polvere del suolo”, quindi segnato dalla fragilità e dal bisogno: non può bastare a se stesso, ha bisogno di un mondo amico che gli fornisca quanto gli è necessario, ha bisogno di non essere lasciato solo. Il cuore sapiente di Dio non lascia mai solo l’uomo, caso mai siamo noi che, chiusi nel nostro egoismo, lasciamo solo il fratello.

Chiediamo con viva fede allo Spirito Santo che ci doni la grazia di comprendere il valore dell’accompagnamento, spesso silenzioso, che ci porta a dedicare tempo alle sorelle e ai fratelli ammalati, i quali, grazie alla nostra vicinanza e al nostro affetto, si sentono più amati e confortati. Evitiamo la menzogna che si nasconde dietro certe espressioni che esaltano tanto la “qualità della vita”, mentre promuovono tenacemente progetti di abbandono di coloro che sono toccati dal dolore e dalla malattia.

Il Vangelo di oggi ci dice che è dal “cuore degli uomini che escono i propositi di male” (cfr. Mc 7, 21). Quindi è il cuore che deve essere convertito alla sapienza affinché sia superato quel male che ci divide, che ci rende indifferenti ai bisogni degli altri e rende così più dura all’uomo la vita sulla terra. Ė dal cuore, infatti che escono i propositi di male che Gesù indica come “impurità, furti, omicidi, adulteri, avidità, malvagità, inganno, dissolutezza, invidia, invidia, calunnia, superbia, stoltezza”. Queste sono vere e gravi malattie umane da cui Gesù ci vuole liberare. Si tratta di malattie che intaccano profondamente la dignità umana e di figli di Dio e provocano profonde ferite e sofferenze nelle relazioni umane.

Insieme a papa Francesco affidiamo questa Giornata Mondiale del Malato alla protezione materna di Maria, che ha accolto nel grembo e generato la Sapienza incarnata, Gesù Cristo, nostro Signore: “O Maria, Sede della Sapienza, intercedi quale nostra Madre per tutti i malati e per coloro che se ne prendono cura. Fa’ che, nel servizio al prossimo sofferente e attraverso la stessa esperienza del dolore, possiamo accogliere e far crescere in noi la vera sapienza del cuore”. Amen

Redazione: