“Dobbiamo perdonare, perché perdonati”, il secondo imperativo del Papa: “E questo è nel Padre Nostro: Gesù lo ha insegnato lì”, ha ricordato. “E questo non si capisce nella logica umana”, ha proseguito: “La logica umana ti porta a non perdonare, alla vendetta; ti porta all’odio, alla divisione. Quante famiglie divise per non perdonarsi: quante famiglie! Figli allontanati dai genitori, marito e moglie allontanati… È tanto importante pensare questo: se io non perdono non ho, sembra che non avrei diritto ad essere perdonato o non ho capito cosa significa che il Signore mi abbia perdonato. Questa è la seconda parola, perdono”. “Senza la fede non si può vivere senza scandalizzare e sempre perdonando”, ha spiegato Francesco: “Soltanto la luce della fede, di quella fede che noi abbiamo ricevuto: della fede di un Padre misericordioso, di un Figlio che ha dato la vita per noi, di uno Spirito che è dentro di noi e ci aiuta a crescere, della fede nella Chiesa, della fede nel popolo di Dio, battezzato, santo. E questo è un dono, la fede è un regalo. Nessuno con i libri, andando a conferenze, può avere la fede. La fede è un regalo di Dio che ti viene e per questo gli apostoli chiesero a Gesù: ‘Accresci in noi la fede!”.