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Progettazione sociale “COMUNITA’ = Società a Responsabilità Illimitata”

I dati istat di dicembre 2012 segnano un lieve aumento della disoccupazione che si attesta sul 19,7%.  I dati del rapporto Unioncamere indicano che l’anno scorso si è chiusa un’azienda ogni minuto e mezzo. Intanto gli scandali di banche e annessi, legati a un sistema finanziario ed economico che ha mostrato tutto il suo fallimento di valori e proposte, riempie le pagine dei giornali. Le difficoltà legate al mondo del lavoro, alla gestione della vita familiare è esperienza comune in tanti. Eppure questo è il “momento favorevole”, come ricorda lo slogan triennale dell’Azione cattolica italiana, il momento favorevole come ha sottolineato Carlo Borgomeo, presidente di Fondazione con il Sud, di “mettere in circolo le responsabilità e le proposte che abbiamo perché sono portatrici di valori che da soli possono far cambiare l’attuale stato di cose”, dato che l’attuale sistema ha già mostrato da solo di non essere in grado di andare avanti.

Le giornate della progettazione sociale promosse dal Movimento Lavoratori di Azione Cattolica hanno mostrato una vivacità di idee e progetti, di voglia di mettere in circolo processi virtuosi, di fare comunità per guardare al futuro con speranza e generando opportunità concrete.  “COMUNITA’ = Società a Responsabilità Illimitata”: è il titolo delle due giornate, per capire come poter favorire reti di sviluppo sostenibile, utilizzando proprio il metodo della progettazione sociale. Del resto, attraverso il Bando il Movimento Lavoratori ha sempre cercato di favorire lo sviluppo di una rete sociale e di stimolare la capacità di persone e gruppi a lavorare insieme, per rispondere ai bisogni dei territori di appartenenza.

Le giornate del 2 e 3 febbraio hanno permesso di far incontrare i giovani e adulti che hanno pensato a progetti concreti per costruire alleanze e essere responsabili e protagonisti di una comunità a responsabilità illimitata che accompagna tutti. Sono stati premiati quattro idee, che saranno sostenute grazie al contributo dell’Azione Cattolica Italiana e dell’Ufficio Nazionale per i Problemi Sociali ed il Lavoro:

“Barattolavoro” (diocesi di Pozzuoli), un’idea molto semplice di scambio gratuito di professionalità attraverso un sistema di voucher. “Tartallegre” (Latina):  un progetto di inserimento lavorativo per disabili che coinvolge la comunità civile ed ecclesiale e si propone di dotare un gruppo di 6/8 ragazzi, già inseriti nelle attività dell’associazione HAbitaTerra, delle competenze teoriche e pratiche, dei materiali e delle attrezzature tecniche per consentirgli di sperimentarsi in una attività di decorazione e allestimento di eventi;”L’OCA – Oratorio Cittadino Adolescenti” di Imola vuole essere il primo progetto di animazione estiva di tipo stanziale della Diocesi di Imola, specificatamente rivolto ai ragazzi delle scuole superiori; “A spasso nel tempo” (Mileto – Nicotera – Tropea) è volto ad una generale valorizzazione del territorio, ponendo l’artigianato come volano dello sviluppo turistico del paese.

Ma anche i progetti premiati lo scorso anno hanno mostrato come siano andati avanti generando una rete di alleanze e la creazione di attività.

Il tema della comunità è stato presentato in modo significativo e concreto da realtà che vivono e animano esperienze e modi di fare comunità: Carlo Borgomeo della Fondazione con il Sud che ha sottolineato come la coesione sociale sia una premessa dello sviluppo, a differenza di ciò che comunemente viene proposto nel pensiero di sviluppo del territorio. Senza un tessuto coeso non servono finanziamenti, quindi concretamente occorre promuovere la cultura e la cultura della comunità, della legalità. Cosa che ha fortemente rilanciato Davide Parti di Libera, per cui fare comunità è fare memoria dei valori, delle tradizioni positive, delle esperienze di uomini coraggiosi, e grazie alla forza di tanti giovani che si sono messi in gioco e accompagnano la denuncia alle mafie, è possibile il cambiamento.

Giuseppe D’Ardes della comunità di famiglie della Collina del Barbagianni ha proposto uno stile di vita di famiglia  che sperimenta la propria soggettività sociale, la propria economia, la relazione con il territorio, in un’esperienza che è quella dei condomini solidali o comunità di famiglie in cui ci si educa alla fiducia, alla mediazione, a stili di vita sobri e relazionali.

Flora d’Urso ha raccontato come il Progetto Policoro sia uno strumento e un servizio per il territorio che nasce dalla sinergia di tre uffici pastorali, e perciò fortemente legato alla comunità e per la comunità,  capace di formare a uno sguardo diverso sul lavoro e sul mondo dell’economia dove i giovani possano essere protagonisti nel loro territorio.

È emerso che ora è il tempo di far sentire la propria voce, perché questo sistema di lavoro e economico è ormai chiaro che non ha futuro. Ciò di cui come associazioni, e come Ac, siamo portatori può cambiare un meccanismo che han mostrato da solo di non funzionare più, perché la crisi è del sistema non semplicemente di persone che hanno sbagliato o non sono state oneste. Le proposte che abbiamo dobbiamo rilanciarle, raccontarle, farle circolare, occorre fare innovazione. Nel fare innovazione si sbaglia anche, ma del resto la crisi ci ha dimostrato già che comunque questo sistema è sbagliato e dobbiamo aprire nuove strade. Occorre dire con forza che abbiamo un capitale sociale significativo, crederci e sostenerlo. Il confronto, nelle giornate di progettazione sociale del Mlac, con il vicepresidente giovani Marco Sposito e Elena Poser del Movimento Studenti di Ac, hanno rilanciato che l’Associazione intera e una, che è l’AC, si muove sulla strada dell’unitarietà, del pensare unitariamente per dirsi quale futuro per le nuove generazioni. È faticoso certo ma è questa l’Ac che è nei territori, che sta al fianco delle persone, e la progettazione può essere strumento di promozione associativa per costruire presente e futuro  in una mentalità di condivisione, di sussidiarietà orizzonte, di studio e professionalità, di accompagnamento delle persone. E questo è il tempo favorevole.

Monica Vallorani: