VIDEO Oltre 200 persone per la diretta “L’8×1000 al servizio del territorio”

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DIOCESI – Oltre 200 persone hanno preso parte alla diretta streaming dell’incontro “L’8×1000 al servizio del territorio”, realizzato dall’Ufficio Diocesano per il Sovvenire che si è svolto venerdì 27 novembre e che ha visto la presenza di diversi relatori che da vari punti di vista hanno illustrato l’importanza dell’8×1000. Hanno moderato la serata l’incaricato diocesano per il Sovvenire Simone Incicco che ha organizzato l’incontro e il giornalista Marco Sprecacè.

All’inizio dell’incontro, il Vescovo Carlo Bresciani ha rivolto il suo saluto ai relatori e agli spettatori: «L’8×1000 è un meccanismo attraverso il quale il fedele, ma non solo lui, sostiene la Chiesa nelle sue attività di promozione sociale, culturale e religiosa. Come sappiamo, chi firma a favore dell’8×1000 non paga più tasse, ma semplicemente decide che una parte del gettito fiscale vada in una certa direzione. La Chiesa vive del contributo dei propri fedeli che sostengono la sua azione caritativa, come anche il mantenimento di molti beni artistici di altissimo valore di cui la Chiesa è depositaria e che è frutto della fede e dei sacrifici di tanti fedeli. È dunque giusto che il cittadino sappia con chiarezza dove finiscono quei soldi che lui ha deciso di destinare e pertanto grazie ai relatori che ci aiuteranno nella comprensione di ciò».

Ha preso dunque la parola Alessandro Molini, Referente Regionale per il Sostegno alla Chiesa Cattolica, che ha illustrato la storia dell’istituto dell’8×1000: «Con l’Unità d’Italia l’ingente patrimonio fondiario e immobiliare della Chiesa venne in gran parte incamerato dallo Stato. Ci furono lunghe trattative, interventi legislativi da parte dello Stato Italiano e solo nel 1929 si giunse al Concordato firmato da Benito Mussolini e da e il Cardinale Pietro Gasparri. Tuttavia la sostanza della questione economica rimase irrisolta. Soltanto nel 1984 la questione fu definitivamente conclusa con la revisione del Concordato, firmata da Bettino Craxi e dal Cardinale Agostino Casaroli. Questo in sostanza il nuovo meccanismo: dalla massa della tassazione irpef è data la possibilità ad ogni cittadino di destinare l’8×1000 – non del proprio reddito, ma dell’intera somma raccolta – o allo Stato o alla Chiesa Cattolica che viene riconosciuta “soggetto sociale significativo”. Significativo il cambiamento per i sacerdoti: fu abolita la congrua che dava ad ogni parroco – e soltanto al parroco – un contributo da parte del Ministero dell’Interno in favore di un sistema per il quale ogni sacerdote è remunerato in modo dignitoso. Quando nel 1989/1990 fu creato il sistema dell’8×1000, vennero istituiti gli incaricati diocesani e i referenti regionali, mentre a livello nazionale, presso gli uffici della Conferenza Episcopale, fu aperto un servizio centrale per sovvenire alle necessità della Chiesa».

È seguito l’intervento di Don Gianni Croci, Responsabile della Caritas Diocesana, che ha relazionato su alcuni progetti realizzati grazie all’8×1000: «Il “Poliambulatorio Amico”, dove medici e infermieri volontari sono coordinati dal dott. Carlo Di Biagio, è stato realizzato con un finanziamento di 150.000 euro che ci ha permesso di attivare diversi servizi anche grazie all’acquisto di attrezzature e materiale sanitario necessario per svolgere, ad esempio, le operazioni odontoiatriche che molte famiglie altrimenti non potrebbero permettersi. Abbiamo offerto visite specialistiche di supporto psicologico e, quando necessario, anche di carattere psichiatrico. “Una casa per te” è un altro progetto finanziato con circa 140.000 col quale siamo venuti incontro a tante richieste di padri separati, ma anche di giovani con problemi abitativi. Abbiamo accolto queste persone e le abbiamo avviate al lavoro con dei tirocini formativi. Anche se il covid ha rallentato la nostra azione, ultimamente stiamo portando avanti il progetto “Radici per il futuro”, che riguarda le piccole comunità dell’interno colpite dal terremoto. Quest’estate abbiamo potuto avviare in queste zone degli oratori, mandando dei giovani che si erano preparati e che così hanno potuto svolgere delle attività per i ragazzi del posto. “Liberi di partire” è un progetto che ci ha permesso di essere vicini agli immigrati, in modo particolare attraverso la proposta di tirocini formativi della durata di almeno 3 mesi per 31 persone. Per l’emergenza covid Caritas Italiana ha stanziato 30.000 euro con i quali sono state distribuite schede prepagate per l’acquisto dei generi alimentari, mentre il Vescovo ha stanziato 200.000 euro gestiti da un apposito comitato, e destinati soprattutto a persone con lavoro precario. A questo primo stanziamento il Vescovo ha contribuito con un ulteriore fondo di 100.000 euro. Nella sua azione ordinaria la Caritas ha l’intento di non giocare al ribasso, ma di offrire alle persone bisognose gli stessi servizi che utilizzano quelli che se lo possono permettere. Faccio un esempio: i volontari, scherzando, dicono che abbiamo una cucina stellata: abbiamo fatto la scelta di offrire un servizio mensa qualificato, con del cibo buono come quello che mangia una persona che può permettersi di andare al ristorante!»

A questo punto si è inserita Marcella Caradonna, Presidente nazionale commercialisti cattolici, per un saluto e per presentare la giovane realtà dei commercialisti cattolici: «Siamo nati da un anno e mezzo con l’impegno di mettere le nostre competenze in materia economica a disposizione di chi ne ha bisogno. Siamo presenti sul territorio con 15 delegazioni e stiamo creando una rete con lo scopo di chiedere al legislatore degli interventi maggiormente favorevoli verso alcune condizioni di sovraindebitamento al fine di aiutare le famiglie a gestire le proprie posizioni di debiti».

La dottoressa Debora Cozza, Segretaria Nazionale Commercialisti Cattolici, ha esposto al pubblico alcuni dati statistici relativi all’8×1000: «Sono 40,8 milioni i contribuenti italiani e fra questi solo il 43% firma a favore dell’8×1000. Nella scelta ha una parte importante la Chiesa Cattolica. La firma per l’8×1000 può avvenire in vari modi: con la certificazione unica (ovvero il vecchio CUD); col 730 oppure col modello unico che quest’anno, a causa del covid, deve essere ancora consegnato. Anche se negli ultimi 7 anni la destinazione alla Chiesa Cattolica è diminuita, si può comunque affermare che, secondo un’indagine statistica, ogni firma vale circ 65 euro».

Nicola Rosetti, teologo e giornalista, ha preso la parola per illustrare le opere realizzate nella nostra diocesi con l’8×1000 e il bilancio 2019 della nostra diocesi: «Possiamo parlare della Chiesa come di una grande famiglia che vive di affetti, di sostegno reciproco e di solidarietà che si esplica anche attraverso un aspetto economico. Proprio come in una famiglia, la Chiesa sostiene delle spese strutturali, una tantum per così dire, e delle spese correnti. Fra le prime possiamo menzionare l’edificazione e la manutenzione di luoghi di culto e di spazi annessi per fini pastorali, le spese per il restauro di opere d’arte e quelle destinate a progetti di carattere sociale e caritativo, come ci ha già illustrato don Gianni. Grazie al sito dell’8×1000 possiamo mappare gli interventi realizzati in ogni singola diocesi. Nel corso degli ultimi decenni sono 57 le opere strutturali realizzate con i fondi dell’8×1000 nella nostra diocesi. Per quanto riguarda le spese correnti, esse sono destinate a piccoli interventi di ristrutturazione, alle spese per gli Uffici della Curia, alla formazione del clero e a varie attività caritatevoli. Anche questi dati, in una logica di trasparenza e condivisione, sono consultabili sul sito della nostra diocesi».

La serata si è conclusa con la testimonianza di don Vincenzo Catani, sacerdote e parroco emerito della parrocchia San Pio X in San Benedetto del Tronto: «Desidero ricordare che un terzo dell’8×1000 a livello nazionale viene destinato per i progetti del Terzo Mondo: come comunità ecclesiale non abbiamo a cuore soltanto la nostra chiesa italiana, ma abbiamo uno sguardo aperto al mondo intero. Nella mia vita di sacerdote ho avuto l’opportunità straordinaria di andare in Brasile, in Camerun, nelle Filippine, Uruguay e di poter vedere coi miei occhi i progetti realizzati con l’8×1000. Mi sembra opportuno far notare che da Aosta a Canicattì noi sacerdoti prendiamo tutti lo stesso “stipendio” ed è bella questa perequazione che fraternamente mette sullo stesso piano il parroco emerito, come quello in attività, come il sacerdote malato, ecc.».

Grazie all’8xmille, infatti, dal 1990 ad oggi la Chiesa cattolica ha potuto realizzare migliaia di progetti, diffusi in modo capillare sul territorio, che si contraddistinguono per la forte rilevanza sociale, il sostegno attivo all’occupazione, la tutela del patrimonio storico-culturale e artistico, la promozione dello sviluppo nei Paesi più poveri. In particolare, gli interventi si possono racchiudere in tre macro aree:
– Esigenze di culto e pastorale della popolazione Italiana
– Interventi caritativi in Italia e nei paesi in via di sviluppo
– Sostentamento dei sacerdoti

Si ringrazia don Giampiero Cinelli e “Radio Ascoli” per aver permesso la trasmissione in onda di questo incontro.

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