Fabio Cusinato, reso immobile dalla Sla, dirige un’orchestra con gli occhi

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Irene Argentiero

Non riesce più a librare in aria la sua bacchetta. Quella con cui per oltre un ventennio, a cavallo del Duemila, ha scandito il tempo, divenendo una figura di spicco nel panorama concertistico veneto. Oggi le sue mani, così come tutto il suo corpo, sono inchiodate su una sedia a rotelle dalla Sla, la sclerosi laterale amiotrofica. Ma questo non impedirà a Fabio Cusinato di salire ancora una volta sul podio del direttore d’orchestra. Lo farà domenica 3 novembre, nella duecentesca chiesa di S. Francesco a Bassano del Grappa.

Ad annunciare l’appuntamento è lo stesso direttore d’orchestra, in un videomessaggio sulla pagina Facebook dell’Accademia corale Musica Reservata, realtà musicale che ha fondato a Marostica, così come l’Antiqua Camerata Veneta.

Il volto, immobile, è quello di Cusinato. La voce è quella metallica di un riproduttore digitale. In sottofondo le note del primo dei nove tempi in cui è suddiviso il “Dixit Dominus”.

“Salve a tutti! – esordisce Cusinato nel video -. La malattia del motoneurone, meglio conosciuta come Sla, interessa migliaia di italiani. Il decorso ha tempistiche diverse. In molti casi avviene due o tre anni prima del decesso per insufficienza respiratoria. La patologia a tutt’oggi non ha nessuna terapia efficace. Le diverse forme in cui si presenta e l’eterogenità delle persone colpite rendono più complicata la ricerca di un trattamento davvero risolutivo”. Cusinato racconta di aver avuto le prime avvisaglie del male nell’autunno del 2010. “Il progressivo deperimento muscolare che conduce inevitabilmente alla paralisi completa coinvolge la persona e tutta la sua famiglia in un disagio spesso insostenibile – prosegue Cusinato -. Purtroppo alle difficoltà motorie che vanno gradualmente aumentando, si aggiungono spesso ricadute emotive, spesso drammatiche, che inducono a perdere completamente la voglia di combattere, di risollevare la testa, di continuare a sperare. Questo aspetto è di gran lunga il più pericoloso e il più insidioso, perché mina nel profondo la vita”. Ed è proprio per contrastare con forza ed energia questo aspetto della malattia, che è nata l’idea del concerto. “Desideriamo riaccendere i riflettori su questa terribile patologia, ma soprattutto infondere fiducia ai pazienti e soprattutto alle loro famiglie – prosegue Cusinato -. La nostra iniziativa è un grido forte alla vita, per mezzo della grande musica”.

Ad eseguire nella chiesa bassanese il “Dixit Dominus” saranno la corale Musica Reservata, il coro degli Invaghiti di Chivasso (Torino), e gli strumentisti del gruppo Antiqua Camerata Veneta, guidato dal primo violino Davide Monti.

Il ricavato della serata sarà destinato all’Aisla, Associazione italiana sclerosi amiotrofica. Grazie al tam tam social, i posti a sedere in chiesa sono già tutti esauriti. Restano solo i posti in piedi. Il concerto, dal titolo “Musica per la vita”, sarà ripreso e trasmesso da Tv2000.

Il “Dixit Dominus”, capolavoro scritto da Händel mentre si trovava a Roma ed era conteso dalle famiglie più importanti (Pamphili, Ottoboni, Colonna), è la più antica composizione autografa del musicista tedesco giunta intatta fino a noi.

Händel mette in musica il Salmo 110, un salmo messianico, uno dei più famosi della Bibbia: “Siedi alla mia destra, finché io ponga i tuoi nemici a sgabello dei tuoi piedi. Il Signore è alla tua destra, perciò solleva alta la testa”.

“Molti malati di fronte ad una malattia così terribile come questa preferiscono lasciarsi morire – afferma Cusinato -. Non li biasimo, ma vorrei alzare il grido della speranza per quanti sono nella sofferenza. Credetemi: una cosa è peggio del male fisico, ed è la perdita del senso della vita”.

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