La Vergine. Quando e perché si festeggia la nascita di Maria

Condividi questo articolo sui social o stampalo

Riccardo Maccioni da Avvenire

A riavviare il dibattito, a rilanciare il quesito non è stato un biblista né un teologo , bensì il vice premier. Nell’ansia di trovare giustificazioni “celesti” alle sue discutibili scelte politiche, lunedì scorso il ministro Salvini ha festeggiato l’approvazione del “decreto sicurezza bis” ringraziando la Madonna «nel giorno del suo compleanno».

Il 5 agosto di Medjugorje

La chiesa di San Giacomo a Medjugorje

La chiesa di San Giacomo a Medjugorje

Ma davvero la Vergine è nata il 5 agosto? Ovviamente mancando dati anagrafici del tempo e documenti ufficiali, nessuno lo sa con certezza, ma di sicuro con le sue parole il leader leghista ha voluto strizzare l’occhio a quella parte del mondo cattolico che guarda con particolare attenzione a Medjugorje (vicenda su cui la Chiesa non ha ancora preso una decisione definitiva). Sarebbe stata infatti proprio Maria, nel 1984, durante un’apparizione nella città dell’Erzegovina, a rivelare ai presunti veggenti che quella era la data del suo compleanno. E che in più si festeggiava il bimillenario della sua nascita terrena. Un richiamo perentorio ma non del tutto nuovo visto che si ricollega a testimonianze di esperienze analoghe fatte da mistici come don Stefano Gobbi, il sacerdote lombardo scomparso nel 2011, fondatore del Movimento sacerdotale mariano a seguito di un’ispirazione interiore avuta durante un pellegrinaggio a Fatima.

La Madonna della Neve

La Basilica di Santa Maria Maggiore

La Basilica di Santa Maria Maggiore

Quanto alla data, il 5 agosto è comunque un giorno mariano visto che la Chiesa festeggia la Madonna della Neve, nel ricordo del manto bianco che avvolse il colle Esquilino in piena estate romana portando papa Liberio alla costruzione di Santa Maria Maggiore, nel quarto secolo. Basilica pontificia che è il segno più tangibile e noto di un culto molto diffuso nel nostro Paese dove si contano oltre 150 edifici sacri intitolati a Nostra Signora della Neve.

Nella vita della Chiesa infatti le festività affondano le loro radici oltreché nelle esistenze dei protagonisti, nelle caratteristiche degli eventi stagionali, spesso intrecciandoli l’una con l’altra. Vale anche per l’8 settembre, data che celebra ufficialmente la nascita della Vergine. Una ricorrenza che come spesso accade per gli anniversari mariani affonda le sue radici in Oriente e che va ricollegata al Menologium Basilianum calendario che poneva in quei giorni l’inizio dell’anno ecclesiastico. Così la nascita di Maria va interpretata come una sorta di stella del mattino, titolo che spesso qualifica la Vergine, come annuncio della venuta del Salvatore, come aurora del sole di giustizia.

Il Protovangelo di Giacomo

Giotto: L'incontro tra Gioacchino e Anna alla Porta D'oro

Giotto: L’incontro tra Gioacchino e Anna alla Porta D’oro

A introdurre la celebrazione in Occidente fu invece, nel VII secolo, papa Sergio I che prese le mosse, come già detto, dalla tradizione orientale, a partire dal Protovangelo di Giacomo. Si tratta di un testo datato intorno all’anno 150, “apocrifo”, cioè escluso dal canone delle Sacre Scritture perché ritenuto privo di ispirazione divina, che tratta abbondantemente della vita della Vergine e della nascita di Gesù, attingendo anche dai Vangeli di Luca e Matteo. In particolare vi si narra la sofferenza di Anna e Gioacchino, i genitori della Madonna, in quanto sterili e poi visitati dalla grazia del Signore con la nascita di Maria. Particolarmente delicata la scena del ritorno a casa di Gioacchino dopo l’autoesilio, immortalata dal dipinto di Giotto nella Cappella degli Scrovegni a Padova. «Anna se ne stava sulla porta, e vedendo venire Gioacchino, gli corse incontro e gli si appese al collo, esclamando: “Ora so che il Signore Iddio mi ha benedetta molto. Ecco, infatti, la vedova non più vedova, e la sterile concepirà nel ventre”». E proprio a Gerusalemme, presso la casa dei genitori di Maria, nel IV secolo venne edificata la basilica di sant’Anna, nel giorno della cui dedicazione veniva celebrata la natività della Madre di Dio. L’8 settembre dunque si riferirebbe innanzitutto a quell’evento.

Santa Maria Nascente

Il Duomo di Milano è dedicato a Santa Maria Nascente

Il Duomo di Milano è dedicato a Santa Maria Nascente

Naturalmente anche la nascita di Maria ha ispirato artisti e architetti. L’esempio più evidente e famoso è il Duomo di Milano dedicato appunto a Santa Maria Nascente ma la devozione in tal senso è molto diffusa pressoché in tutta la Lombardia dove si affianca al culto di Santa Maria Bambina, sviluppatosi anche grazie alle riproduzioni in cera che ritraggono la Vergine neonata realizzate nelle prima metà del 1700 da suor Chiara Isabella Fornari.

Sempre e solo Gesù

Dunque, alla fine quand’è nata Maria? Certezze sulla data non ce ne sono ed in fondo saperlo non è poi così decisivo. L’importante semmai è ricordare che, nella tradizione cattolica, Maria ci riporta sempre a Gesù, che la Vergine è nata e vissuta per essere Sua Madre. Non a caso di lei sola, insieme a san Giovanni Battista, si celebre oltre alla “nascita in cielo” anche la venuta in questo mondo. Inutile allora discutere o peggio litigare per difendere l’una o l’altra data. Cio che conta invece è guardare al modello di Maria, è pregarla, è imparare a gustarne la tenerezza di Madre, che ascolta e sta accanto a tutti i suoi figli, specie i più poveri e dimenticati. Disse san Pier Damiani: «Dio onnipotente, prima che l’uomo cadesse, previde la sua caduta e decise, prima dei secoli, l’umana redenzione. Decise dunque di incarnarsi in Maria». E san Luigi Maria Grignion de Montfort : «Dio Padre ha radunato una massa di acque che ha chiamato mare; Egli ha pure riunito un insieme di tutte le grazie che ha chiamato Maria».

Condividi questo articolo sui social o stampalo

Nessun commento

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *