A tu per tu con Guerino Di Berardino, presidente di “Albula Centro”

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Di Marco Braccetti

SAN BENEDETTO DEL TRONTO – E’ uno dei quartieri più popolosi della città e  – con il “gemello” Marina Centro – ne rappresenta il cuore pulsante.
Stiamo parlando di Albula Centro, il cui comitato è attualmente presieduto da Guerino Di Berardino. Proprio lui ci fa una fotografia a largo raggio di questa zona, conosciuta e frequentata da tante persone, anche fuori dai confini sambenedettesi. «Il nostro quartiere non registra grosse e particolari problematiche all’infuori della solita movida molesta che ci tocca solo marginalmente – afferma il presidente -. Abbiamo alcuni disservizi che, appena segnalati, vedono una rapida soluzione da parte degli organi competenti. Mentre ci sono problematiche più importanti e in certi casi ci vuole più tempo, anche perché entra in campo la burocrazia e certi iter sono complessi».

Qualche esempio?
«Abbiamo il problema dei motorini intorno a Piazzetta Pazienza, noi chiediamo lo spostamento di quell’area di sosta, così come auspichiamo una riqualificazione dell’ex mercatino del pesce: spazio che potrebbe essere sfruttato anche come nostra sede, visto che attualmente ne siamo sprovvisti. Ci sono poi le ringhiere lungo l’Albula ridotte ai minimi termini e, dunque, da sostituire. Ci sarebbe poi da realizzare un piccolo pezzo, circa 8 metri, di marciapiede nella parte finale di via Tagliamento, lato Ovest, fino al ricongiungimento con via Crispi».

Nel vostro quartiere c’è anche il Parco Bau alla foce dell’Albula, sul quale il Comune è pronto ad intervenire…
«Esatto, ma non vogliamo che lì venga piazzato il monumento con la prua della Genevieve. Quello deve essere una normale prosecuzione del giardino Nuttate de Lune, con al massimo un piccolo anfiteatro».

Perché siete contrari a quel monumento all’epopea della pesca oceanica sambenedettese?
«Lì c’è già il “Lavorare Lavorare” di Nespolo, non ha senso mettere una nuova opera a pochi metri di distanza. Inoltre, andando a studiare la storia di quell’imbarcazione, si evince che non ha praticamente nulla di sambenedettese, a parte la demolizione. A nostro avviso, se proprio si vuol fare un monumento con quella prua, andrebbe collocato all’interno dell’ambito portuale».

Il vostro è un Comitato di quartiere piuttosto dinamico, durante le ultime festività natalizie avete organizzato una raccolta di beneficienza intitolata Insieme si più, a favore della Caritas Diocesana. Che bilancio può tracciare?
«Direi positivo, abbiamo ricevuto circa 130 donazioni, per un migliaio di pezzi in totale, tra prodotti alimentari, abbigliamento e altro. In particolare, una persona ha donato un’intera collana enciclopedica delle Garzantine e dalla Caritas ci hanno riferito che questa donazione è stata particolarmente apprezzata, perché è andata ad arricchire uno spazio dedicato allo studio frequentato quotidianamente da diversi giovani».

Albula Centro s’inserisce principalmente nei Sacramentini, come sono i rapporti tra Comitato e parrocchia?
«I rapporti sono ottimi e organizziamo diverse iniziative insieme, come la recente festa per la riapertura della chiesa di S. Giuseppe, restaurata dopo i danni causati dal terremoto. Per le assemblee di quartiere siamo ospitati proprio nei locali dei Sacramentini e il parroco ci dà sempre massima disponibilità, ma una sede unicamente nostra è necessaria anche per pesare di meno nei confronti della parrocchia».

Ha citato la chiesetta di S. Giuseppe: è un luogo che sta a cuore a molti residenti, concorda?
«Certamente, quella chiesa è determinante per il centro di San Benedetto ed anche noi del Comitato di quartiere ci siamo dati da fare affinché riaprisse presto al culto e, nel nostro territorio, è stata la prima a riaprire. A proposito, grazie anche all’aiuto dello storico Giuseppe Merlini, stiamo preparando una pubblicazione sul passato di quella chiesa, da presentare proprio durante una delle prossime Feste di San Giuseppe».

A proposito di iniziative future, che bolle in pentola per il 2019?
«Oltre a ripetere la manifestazione canora “Passeggiando tra le note”, che la scorsa estate ha avuto un buon successo, pensiamo di organizzare altri eventi, come un premio dedicato all’universo femminile, più due conferenze: una sulla figura di Giovanni Tebaldini, l’altra su Andrea Pazienza».

Lei è il successore di un uomo importantissimo per Albula Centro: l’ex presidente Luciano Calabresi, purtroppo scomparso lo scorso anno. Che ricordi ha di lui?
«Premettendo che era anche mio cognato, Luciano era una persona dallo straordinario attivismo civico. In Comune aveva allacciato rapporti di profonda stima reciproca con tanti dipendenti e bastava pronunciare il suo nome per risolvere diverse questioni. Sentiamo quotidianamente la sua mancanza, con lui ancora presente avremmo potuto fare tanto, tanto di più».

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