Papa Francesco: il Mediterraneo è “un mare così bello diventato una tomba per uomini, donne e bambini”

Share on FacebookTweet about this on TwitterShare on Google+Print this page

Mediterraneo, mare meraviglioso divenuto “una tomba per uomini, donne e bambini”. Lo scrive Papa Francesco in un messaggio rivolto al Patriarca Bartolomeo I e ai partecipanti al Simposio internazionale dedicato alla protezione e alla salvaguardia dell’ambiente che si è aperto ieri ad Atene, dal titolo “Toward a Greener Attica. Preserving the Planet and Protecting its People” (Verso un’Attica più verde. Preservare il pianeta e proteggere il suo popolo). Per la Santa Sede partecipano il card. John Olorunfermi Onaiyekan, arcivescovo di Abuja, e il card. Peter Turkson, prefetto del Dicastero per il servizio dello sviluppo umano integrale, che ha letto il messaggio del Santo Padre.
“Ricordo vividamente la mia visita a Lesbo, insieme a Sua Santità e Sua Beatitudine Hieronymos II, per esprimere la nostra comune preoccupazione per la situazione dei migranti e dei rifugiati”, scrive Francesco. “Mentre ero incantato dallo scenario del cielo azzurro e del mare, rimasi colpito dal pensiero che un mare così bello fosse diventato una tomba per uomini, donne e bambini che in gran parte cercavano solo di sfuggire alle condizioni disumane delle loro terre. Lì ho potuto toccare con mano la generosità del popolo greco, così ricco di valori umani e cristiani, e il loro impegno, nonostante gli effetti della loro crisi economica, a confortare coloro che, espropriati di tutti i beni materiali, si erano diretti verso le loro rive”.
“Le drammatiche contraddizioni che ho sperimentato durante la mia visita – prosegue Papa Francesco – mi hanno aiutato a capire l’importanza del tema del presente Simposio. Non sono soltanto le case delle persone vulnerabili in tutto il mondo che si stanno sgretolando, come possiamo vedere nel crescente esodo dei migranti climatici e dei rifugiati ambientali. Come ho sottolineato nella mia Enciclica Laudato si’, stiamo anche condannando le future generazioni a vivere in una casa comune ridotta a rovine”. Il Papa ripropone pertanto la domanda, “Che tipo di mondo desideriamo trasmettere a coloro che verranno dopo di noi, ai bambini che stanno crescendo?”, e soprattutto chiede di fronte alla attuale crisi ecologica “un serio esame di coscienza”. “La cura del Creato – incalza il Santo Padre – inteso come un dono condiviso e non un possesso privato, implica sempre il riconoscimento dei diritti di ogni persona e di ogni popolo”. Si tratta di una crisi che è “radicata nel cuore dell’uomo” che “aspira a controllare e sfruttare le risorse limitate del nostro pianeta, ignorando i membri più vulnerabili della famiglia umana”.
Il Papa fa quindi riferimento al Messaggio per la Giornata mondiale di preghiera per il Creato, che si celebra il 1° settembre, scritto insieme al Patriarca Bartolomeo. E sottolinea: “Il dovere di prendersi cura del creato sfida tutte le persone di buona volontà e invita i cristiani a riconoscere le radici spirituali della crisi ecologica e cooperare nell’offrire una risposta inequivocabile. L’annuale Giornata mondiale di preghiera per il Creato è un passo in questa direzione, poiché dimostra la nostra comune preoccupazione e aspirazione a lavorare insieme per affrontare questo delicato problema. È mia ferma intenzione che la Chiesa cattolica continui a camminare insieme a Sua Santità e al Patriarcato ecumenico lungo questo percorso. Allo stesso modo, spero che cattolici e ortodossi, insieme ai fedeli di altre comunità cristiane e tutte le persone di buona volontà, possano lavorare attivamente insieme e a livello locale per la cura del creato e per uno sviluppo sostenibile e integrale”.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *