Crisi vocazioni: mons. Magrin (Uac), “sacerdoti siano individuati da parroco e consiglio pastorale tra giovani e adulti della parrocchia”

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Mons. Giuseppe Magrin è stato confermato presidente internazionale dell’Unione apostolica del clero (Uac) per i prossimi cinque anni. Lo hanno deciso i membri dell’Uac durante l’assemblea in corso a Roma. Mons. Magrin, 79 anni, è stato alla guida dell’Unione dal 1991 al 2004 e poi dal 2012 al 2017. Negli otto anni in cui non è stato presidente si è occupato della formazione del clero nei seminari in terra di missione. “Andrò a visitare i collegi di Roma dove tanti giovani preti potranno diventare animatori, una volta tornati nelle loro diocesi”, ha annunciato dopo la conferma deliberata dall’assemblea. L’obiettivo principale resta, a suo avviso, la “realizzazione di una direzione dell’Uac nelle singole diocesi”.

Mons. Giovanni Magrin afferma: “Ogni parroco col Consiglio pastorale individui giovani o adulti della parrocchia che abbiano le caratteristiche umane per essere diaconi o presbiteri. Quindi, propongano loro questa vocazione. Si propone ciò e alcuni diranno no come il giovane ricco a Gesù, altri diranno subito sì come gli apostoli, altri ancora matureranno con l’aiuto della comunità parrocchiale”. Una “soluzione” che “l’Uac suggerisce anche al nostro carissimo Papa Francesco”. “Bisogna ‘evangelizzare’ in questa direzione vescovi e parroci”, sottolinea mons. Magrin, che ha ribadito l’esigenza di un maggior coinvolgimento dei diaconi all’interno del clero. “I diaconi sono ordinati a guidare il servire della Chiesa – ha aggiunto -. L’impiego del diacono dovrebbe essere pensato a tempo pieno come nei primi secoli della Chiesa”. Il riferimento è al terzo secolo, quando “la figura del parroco coincideva spesso con quella del diacono, in quanto longa manus operativa nei villaggi di un vescovo che stava in città, attorniato dal presbiterio”.

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