Scuola: qui comincia l’avventura

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Alberto Campoleoni

Kate se l’è perso. Stiamo parlando di Kate Middleton, moglie del principe William, dinastia reale d’Inghilterra. E del primo giorno di scuola del principino George. Lo hanno riferito, diligentemente, tutti i media: la signora – hanno spiegato – essendo in dolce attesa (per la terza volta), continua a soffrire di forti nausee e proprio per questo si è persa un momento importante della vita del figlio George. Il principino – annotano i media con scrupolo – è stato accompagnato alla scuola privata, la prestigiosa Thomas’s Battersea nel sud di Londra, dal papà William. In alcune foto rese pubbliche si vede il piccolo erede al trono, 4 anni, che veste l’uniforme scolastica e piuttosto emozionato entra col principe nell’istituto.
Viene da sorridere nel raccogliere la preziosa notizia, magari pensando che a noi, di Kate, delle sue nausee e del primo giorno di scuola del principino potrebbe anche non importare alcunché. Però, a ben vedere, il gossip d’Oltremanica qualche cosa di interessante la offre. E cioè la considerazione del primo giorno di scuola come momento decisivo della vita di una persona. Non solo del principino George, ma di tutti quanti – bambini e bambine, ragazzi e ragazze, insieme ai genitori e a quanti nella scuola lavorano – stanno cominciando, anche quest’anno, l’avventura scolastica.
Avventura è una parola intrigante. Lascia immaginare percorsi impegnativi, imprevisti a volte, entusiasmo e impegno, ma anche timore, difficoltà… Ebbene, la scuola è tutto questo. A volte ci si concentra sugli aspetti “burocratici” – dalla questione delle cattedre alle nomine dei docenti – o su quelli più generalmente “di sistema” – dai temi legati alla sicurezza degli edifici fino alle questioni che riguardano i curricola – ma al cuore dell’esperienza scolastica c’è anzitutto quell’intrico “avventuroso” di relazioni e passioni che si avviano e si costruiscono piano piano nel corso del tempo passato nelle aule e nei corridoi, con quei “compagni di avventura” che sono i coetanei, ma anche gli adulti dietro la cattedra e negli altri luoghi scolastici significativi.
La scuola, soprattutto per chi si trova davvero al “primo giorno”, per chi inizia, è un mondo che si apre ed è destinato a cambiare la percezione che ciascuno ha di sé e della realtà che lo circonda. Vuoi perché permette di uscire dall’ambiente ristretto della famiglia – pur mantenendo una necessaria rete di protezione, che piano piano allargherà le proprie maglie – vuoi perché permette di avviare processi destinati a sviluppi talvolta inattesi. Anche in questo caso con una rete di protezione che dovrebbe funzionare bene.
Un’avventura “controllata”: ecco cos’è (dovrebbe essere) la scuola. Un avviamento il più attento e controllato possibile alla complessità della vita, avendo a disposizione tutti gli strumenti – e le relazioni: parola-chiave – necessari.
Sarà stata dispiaciuta, allora, Kate Middleton di mancare ad un appuntamento così straordinario come il primo giorno di scuola di suo figlio George. E questo dice ancora un’altra cosa importante: il “primo giorno” è un momento decisivo anche per ogni genitore. Perché l’avventura che comincia lo coinvolge, pur se cercherà di starne fuori. Anche se dovrà dare qualche forfait per le inevitabili nausee che la vita procura a ciascuno. Ma la scuola è davvero cosa di tutti: bambini e ragazzi, docenti e non docenti, famiglie intere.
Vale la pena di ricordarlo all’inizio del nuovo anno scolastico. In bocca al lupo.

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